Mare e macchia mediterranea

2 agosto 2010

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Oggi siamo andati nella spiaggia di Randello, a circa 5 km da casa, alla quale si accede dopo un lunga scarpinata all’interno di un’area verde protetta di tipica macchia mediterranea.

La spiaggia era praticamente deserta, il mare era splendido, l’acqua cristallina. Nuotare in quel mare, con quella luce è un’esperienza unica che regala una sensazione di pienezza di vita talmente inebriante da lasciare storditi.

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Il mare che preferisco

31 luglio 2010

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Stamane il vento si è nuovamente alzato. Intuendo che di lì a poco si sarebbe levato in tutta la sua potenza ho preso le bambine e siamo andati nella spiaggia di Passo Marinaro, distante un paio di chilometri in linea d’aria da casa mia.

Una spiaggia enorme, sconfinata, con pochissime persone a sfidare il vento e godersi lo spettacolo. C’era una luce splendida.
Ho scattato molte foto, le più belle delle quali ritraevano le mie figlie, che ovviamente non pubblico

Poi verso l’una, l’ora del meriggio panico, ho posato la macchina fotografica e sono entrato in acqua. Mi sono ben piantato sulle gambe e mi sono goduto questo spettacolo mentre le onde si infrangevano a riva. Un bagno inebriante di energia, luce e vento. Sono questi i momenti di pura magia che mi porto sempre dentro il cuore.

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Nuvole cariche di umidità

30 luglio 2010

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Quello che mi sorprende, e che avevo dimenticato, è la rapidità con cui mutano la luce, le condizioni del tempo e del mare qui sulla costa meridionale della Sicilia…
Stamane il mare era calmissimo. Nel pomeriggio un po’ di vento caldo e umido ha portato dei nuvoloni che verso sera erano già spariti.

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Metti una sera un tramonto sul mare

29 luglio 2010

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Oggi pomeriggio, sul far del tramonto, mi son portato le mie figlie ad un bar lounge in riva al mare, poco distante da casa mia, a poche centinaia di metri dal promontorio dove un tempo sorgeva Kamarina, una delle più fiorenti e intraprendenti città della Magna Grecia.

C’era poca gente al bar, di solito si popola la sera e la notte, ma la vista sul mare era splendida e la musica piacevole. Ho preso un cocktail, loro hanno preso delle bibite, e poi siamo andati sulla spiaggia a goderci un tramonto spettacolare, dai colori accesi quasi africani.

Ad un certo punto, con la musica in sottofondo, davanti a quello splendido spettacolo naturale le bambine si sono messe a danzare sulla spiaggia semideserta, come baccanti invasate nella terra del mito… Queste sono alcune delle foto che ho scattato.

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Ventu di pruvenza due giorni dopo

27 luglio 2010

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Due giorni dopo il vento è calato. L’acqua è ancora fredda e il mare mosso. Ma i colori sono di un’intensità quasi accecante. Ho scattato queste foto ieri dalla spiaggia di fronte casa mia e dal terrazzo, verso le l’una e mezzo.

Oggi il mare è quasi calmo, le onde si scaricano sugli scogli senza troppa convinzione. C’è una piacevole brezza fresca e frizzante che risveglierebbe anche un morto.
Ho fatto un bagno nell’acqua fredda. Un tuffo rigenerante di energia.
Domani posso finalmente ricominciare a fare le mie lunghe nuotate al largo.

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Ventu di pruvenza

26 luglio 2010

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Sono arrivato in Sicilia venerdi pomeriggio. C’erano 38 gradi di temperatura. Una volta arrivato a casa e spacchettata la valigia ho preso le bimbe e me le sono portate a mare sotto casa a fare il bagno, verso le sette e mezzo di sera, fino al tramonto.

Il mare era calmissimo e caldo e c’era una bellissima luna che sorgeva ad est. Ma si sapeva che l’indomani si sarebbe levato il vento di ponente, che dalle nostre parti si chiama “ventu di pruvenza“, che avrebbe portato fresco e mare molto mosso.

Adoro il  “ventu di pruvenza“, fresco e carico di umidità, tipico dei pomeriggi estivi, che nel Mediterraneo spira da Ovest e che spesso porta maltempo, perturbazioni, instabilità. Il suo odore è pregno di salsedine, lo si può quasi assaporare, sentirne il salato sulla punta della lingua. Su di me ha un effetto inebriante.

Puntuale, secondo le previsioni dei marinai, l’indomani dopo mezzogiorno si è alzato fortissimo il vento e il mare si è mostrato in tutta la sua selvaggia potenza. Una bella nuotata fra le onde me la sono comunque fatta, prima che diventasse troppo pericoloso. La temperatura le sera si era talmente abbassata e faceva così fresco da far indossare la giacca. Non per me :-)

Domani il vento dovrebbe calare e iniziare ad esserci nuovamente bel tempo. Come dicono i marinai: “Pruvenza forti, tri jorni e ‘na notti“.

Ecco alcune delle foto che ho scattato ieri pomeriggio dal terrazzo di casa mia, fra le quattro di pomeriggio e il tramonto.

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Carmen Consoli in concerto a Monza il 20 luglio

18 luglio 2010

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Carmen Consoli sarà in concerto alla Villa Reale di Monza il 20 luglio. E me la vado a vedere. :-D

Poltronissima centrale nelle prime file. Dovrebbe essere una goduria. Mi porto anche macchina fotografica e videocamera, qualche bella ripresa ci viene di sicuro.

Quale miglior modo per prepararsi a tornare in Sicilia per le vacanze che quello di godersi un paio di giorni prima, nello magnifico scenario della Villa Reale di Monza, Carmen Consoli in concerto! Sono eccitato come un ragazzino al suo primo concerto.

Intanto mi godo l’ultima esibizione della cantantessa in duetto con Patti Smith.

Il 27 giugno sul palco dell’MTV Days, per il gran finale sono salite insieme Carmen Consoli e la sacerdotessa del rock Patti Smith.
Le due hanno cantato Mio Zio, di Carmen Consoli, dura denuncia degli abusi sessuali in famiglia sui minori, alla quale Patti Smith ha aggiunto dei suoi versi.
E poi hanno concluso duettando su una trascinante versione della storica Because the Night di Patti Smith.

Qui il video di Mio zio

Qui il video di Because the Night

In attesa di “rotolare verso sud” e le mie figlie

13 luglio 2010

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«Ogni nome un uomo
ed ogni uomo è solo quello che
scoprirà inseguendo le distanze dentro sé»

(Rotolando verso sud - Negrita)

Sono ormai tre settimane che non vedo le mie figlie che ho accompagnato in Sicilia dai miei per le vacanze estive. Mi mancano tanto. E io manco a loro.
Ogni sera, appena arrivo dal lavoro e rientro a casa, alle otto e dieci di sera, puntuali come ad un appuntamento galante con il fidanzatino, squilla il telefono e mi chiamano, o se arrivo prima telefono io.

Che strano effetto sentirle al telefono! Ormai sono due donnine in tutto e per tutto. Mi fanno il terzo grado, mi torchiano, cercano di cogliermi in fallo sul numero dei giorni che mancano al mio ritorno in Sicilia (11 giorni), mi raccontano le loro giornate, mi chiedono come trascorro io le mie giornate, se mi sto divertendo, se ho mangiato, cosa farò in serata…
La più piccola, quando mi chiamava i primi giorni che ero appena ritornato, mi chiedeva sempre la sera: «Papà, ma sei ancora in aereo?»

Due sere fa, dopo avermi raccontato la loro giornata, ed avermi chiesto nell’ordine, come sempre:
«Papà, ma hai comprato gli zaini nuovi? Hai sistemato un po’ la casa? Hai ordinato la nostra cameretta? Ma adesso cosa mangi? Ma esci la sera? Ma vai a letto sempre tardi? Ma sei andato in piscina? Ma quando vieni? Quanti giorni mancano?»
Ad un certo punto la più piccola mi fa: «Ma sei solo in casa?».
E io: «Certo che sono solo, con chi dovrei essere? Ma perché me lo chiedi?»
E lei con finta noncuranza: «No, così…»
Poi subito dopo, per cambiare discorso mi fa: «Papà, tu domani vai al lavoro dal tuo capo e gli dici: Senti, siccome la scuola è finita e le mie figlie sono in vacanza, anch’io devo prendere adesso due mesi di vacanza per stare con loro. Hai capito?»
Sono scoppiato a ridere e le ho detto: «Sì, hai ragione, domani glielo dico!»

Ho una gran voglia di vacanze, di mare, di Sicilia, di rivedere le mie figlie e divertirmi con loro, portarle a fare il bagno di notte con la luna piena, portarle in giro a vedere i posti più belli, andare anche in discoteca una sera con loro. Ho una gran voglia di “rotolare verso sud“… come nella canzone dei Negrita.

Mi rendo pienamente conto, adesso che sono solo, che le mie figlie sono la mia ancora di salvezza, la zavorra che mi tiene saldamente ancorato alla realtà. Un uomo da solo, senza il principio femminile che controbilanci la sua energia e spinta generosa e dissipatrice, tende per sua natura ad errare, a perdersi, a sfidare i propri limiti per scoprire se stesso, a cercare il rischio, a sperimentare strade nuove incurante di costruire qualcosa.  Credo che se non avessi avuto loro avrei cominciato a viaggiare, a vagabondare senza una meta e uno scopo preciso, spinto solo dal desiderio di vedere il nuovo, andare a caccia dell’ignoto.

In questo periodo ho cercato di incanalare queste energie in qualcosa di positivo e piacevole: ho ricominciato ad andare in piscina ed allenarmi, ho ricominciato ad uscire e frequentare amici, ho ricominciato a scrivere, continuo a suonare la chitarra… e continuo a riversare un sacco di energie nel lavoro.

A differenza dei vent’anni e dei trent’anni, un uomo a quarant’anni ha ancora in corpo abbastanza forza ed energia per fare le cazzate che si fanno da giovani (certo a rischio d’infarto, ma questo è il bello), ma nello stesso tempo possiede quell’esperienza che ti fa prendere la vita con leggerezza e disincanto, e il sorriso sulle labbra.

Per questo sento adesso il bisogno di ancorarmi a qualcosa di solido, come le mie figlie. La voglia e il desiderio di partire per la tangente sono forti, e la forza e la capacità di resistere alle sirene della vita si va affievolendo. Perché ti rendi perfettamente conto, in fondo, dell’inutilità di questo resistere.

Tre giorni in Sicilia a giugno

9 luglio 2010

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Sono stato tre giorni in Sicilia nella seconda metà di giugno, ad accompagnare le bambine dai miei per le vacanze estive.

Come al solito sono stati tre giorni vissuti intensamente. Sono stato al mare, ho incontrato vecchi amici, ho visto due bei concerti al Vittoria Jazz festival nel centro storico della mia città, ho scattato tante foto, sono stato a Ragusa Ibla la cui magica bellezza e incanto non cessano mai di stupirmi, ho scoperto che una settimana prima che arrivassi avevano girato alcune scene dei nuovi episodi del Commissario Montalbano a trecento metri da casa mia al mare, nella zona del porto.

Mi sono trovato immerso come al solito in quella strana alchimia di sensazioni di familiarità e straniamento che ormai mi accompagnano nei miei viaggi in Sicilia. Al tempo stesso straniero nella mia terra, ma anche intensamente più siciliano di chi è rimasto a viverci.

Mi sono deciso solo adesso, dopo quasi tre settimane, a scrivere un articolo e pubblicare alcune foto perché sento la mancanza delle mie figlie, della mia terra, del mare e pregusto già le ferie che farò fra due settimane. Un modo per prepararmi adeguatamente al ritorno in Sicilia e vivere intensamente quelle due settimane.

Il criterio con cui ho scelto le foto è quello di riuscire a rendere l’idea della grande varietà di colori, luci, sensazioni, odori e paesaggi che è possibile sperimentare in soli tre giorni in Sicilia in un raggio di 25 chilometri, dal mare, alla campagna, alla città, alla montagna.

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Buena Vista Social Club - Chan Chan (1997)

28 giugno 2010

«Cuando Juanica y Chan Chan
En el mar cernían arena,
Como sacudia el ‘jibe’
A Chan Chan le daba pena.»

Per uno di quei percorsi strani del pensiero che mi sono familiari, fatti di assonanze, libere associazioni, analogie, derive, immagini dal profondo, suoni ed emozioni che si sedimentano e ne richiamano altre, sono arrivato a riprendere in mano e ascoltare nuovamente il cd Buena Vista Social Club, passando attraverso Roberto Murolo, le tradizioni della musica popolare antica napoletana, la musica popolare siciliana, Rosa Balistreri, Carmen Consoli, Vinicio Capossela, Ultimo Tango a Parigi…

Un bel viaggio, non c’è che dire.

Ricordo che comprai quello straordinario disco che è Buena Vista Social Club nel 1999, poco dopo la sua uscita e la visione del film documentario di Wim Wenders, ammaliato dalla bellezza struggente di quella musica e dai suoi protagonisti cubani: Compay Segundo, Eliades Ochoa, Ibrahim Ferrer, Rubén González.

Mi colpì sopra tutte la canzone Chan Chan che racconta della storia di Chan Chan e Juanica, due personaggi immaginari della tradizione popolare cubana, due innamorati che in questa canzone sono presi come modello di una giovane coppia che si ama e bisticcia.

Chan Chan e Juanica vanno in spiaggia per prendere la sabbia necessaria a costruire la loro povera casa. Il modo sensuale in cui Juanica ancheggia e muove il sedere (”jibe“) durante il percorso infastidisce e ingelosisce il povero Chan Chan.

Compay Segundo dice testualmente: “Io non ho composto Chan Chan. L’ho sognata. Io sogno la musica. A volte mi sveglio con una melodia in testa, sento gli strumenti in modo molto chiaro. Allora guardo fuori dal balcone e non vedo nessuno, ma sento la musica come se fosse suonata in strada. Non so cosa fosse. Un giorno mi sono svegliato sentendo quelle quattro note, quei quattro accordi, allora ho messo giù un testo ispirato alla mia infanzia.

Una musica ipnotica e sensuale, basata su quattro accordi, un testo poetico e bellissimo che mi ha nuovamente rapito, e che mi ha fatto prendere in mano la chitarra…

Chan Chan (Lyrics)
 
De Alto Cedro voy para Marcané
Luego a Cuerto voy para Mayarí

El cariño que te tengo
Yo no lo puedo negar
Se me sale la babita
Yo no lo puedo evitar

Cuando Juanica y Chan Chan
En el mar cernían arena
Como sacudia el ‘jibe’
A Chan Chan le daba pena.

Limpia el camino de paja
Que yo me quiero sentar
En aquel tronco que veo
Y así no puedo llegar.

De Alto Cedro voy para Marcané
Luego a Cuerto voy para Mayarí

Chan Chan (Trad)

Sto andando da Alto Cedro a Marcané
E passando per Cuerto arriverò a Mayarí

Il mio amore per te
Non lo posso negare
Se mi viene l’acquolina
Non lo posso evitare

Quando Juanica e Chan Chan
Sulla riva del mare setacciavano la sabbia
Lei come muoveva il sedere
E come questo dava fastidio a Chan Chan

Pulisci il sentiero dalle foglie di canna
In modo che possa andare a sedermi
Su quel tronco che vedo
E che così non riesco a raggiungere.

Sto andando da Alto Cedro a Marcané
E passando per Cuerto arriverò a Mayarí