Antartide: il mistero del lago sotterraneo e le montagne della follia

«La più antica e potente emozione umana è la paura,
e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto
»
(H.P.Lovecraft)

L’Antartide è uno di quei luoghi della terra che mi ha sempre affascinato, sin da ragazzo, per quell’aura di mistero, di impenetrabilità, di timore reverenziale che ispira. Questa sua caratteristica le deriva dal fatto di essere l’ultimo continente del nostro pianeta ad essere stato scoperto ed esplorato; e nonostante i progressi e le spedizioni scientifiche degli ultimi anni costituisce ancora una delle ultime zone sconosciute della terra. Ho sempre desiderato andarci.

Gli antichi romani avevano un aggettivo specifico per esprimere quella caratteristica particolare che viene emanata da un elemento circondato da un alone di sacralità, che incute spavento e riverenza insieme: “numinoso” (dal latino numen-inis, che indicava la divinità, l’ordine superiore e imperscrutabile).

In una civiltà secolarizzata come la nostra l’aggettivo “numinoso” è diventato ormai un termine desueto, dimenticato, rimosso. Eppure esprime bene l’essenza e la natura particolare di alcuni elementi o fenomeni di fronte ai quali proviamo ancora oggi un senso di smarrimento primordiale, di terrore cosmico, di riverenza e timore incontrollabili, nonostante secoli di progresso scientifico.

L’Antartide per la sua natura ancora sconosciuta e in gran parte inviolata, così estrema, lontana e diversa dal mondo in cui viviamo, incarna perfettamente l’essenza del numinoso.

Costituisce una delle poche “zone bianche” – come le chiamava Joseph Conrad nel suo romanzo Cuore di tenebra (Heart of Darkness, 1899) – ancora rimaste sulla terra. Al tempo di Conrad venivano chiamate “zone bianche” quei luoghi del pianeta non ancora esplorati dall’uomo, e che sulle carte geografiche venivano identificate appunto con una superficie bianca, non disegnata.

Monte Erebus   Il vulcano Erebus   Creste ghiacciate

Circa tre anni fa venni per caso a conoscenza di una notizia incredibile, alla quale non riuscivo a credere: la scoperta di un immenso lago subglaciale di acqua dolce sotterranea situato a quasi 3600 metri sotto le nevi del Polo Sud. Il lago è  lungo 250 km, largo 50 km, profondo 600 metri ed ha una superficie di 12.000 km2, praticamente quanto la Campania.
I russi che lo scoprirono nel 1974 lo battezzarono Lago Vostok: è stato studiato e misurato solo nel 1996 grazie a tecniche di indagine radar e all’analisi di dati sismici.

Si trova proprio al di sotto di una delle più importanti stazioni di perforamento in Antartide: da qui proviene la carota più lunga finora estratta, che ha permesso di studiare ghiaccio vecchio di 420.000 anni. La perforazione è giunta a 3623 m di profondità, a 120 m dalla superficie del lago, e non vi erano impedimenti tecnici al suo proseguimento.
Gli scienziati ipotizzano che il lago, la cui età stimata è di almeno 1,5 milioni di anni, possa contenere forme di vita particolari, evolutesi in condizioni estreme e di completo isolamento, in assenza di luce, a temperature di 1-2°C sotto lo 0, e una pressione di 350 atm. L’apertura di una connessione con la superficie, insieme all’inquinamento prodotto dai liquidi di perforazione, potrebbe inquinare e danneggiare in modo irreversibile questo incredibile ecosistema, per cui il mondo scientifico è arrivato alla decisione di arrestare la perforazione fino a che non si sarà trovato un modo per condurre le ricerche senza pericolo di inquinamento o di danni all’ecosistema del lago.

L’analisi effettuata sulle carote ha portato alla luce frammenti di ghiaccio primordiale che analizzati al microscopio elettronico hanno rivelato la presenza di piccole quantità di microbi e altre bizzarre creature microscopiche mai viste fino a quel momento. Questi batteri provengono molto probabilmente dal cosiddetto “ghiaccio accresciuto”, cioè originato da acqua di lago ricongelata. Ipotesi che porta a concludere che “molte altre strane cose aspettano di essere scoperte nel lago Vostok”, come sostiene Richard Hoover della NASA.

Organismo lago Vostok   Organismo Lago Vostok   Organismo Lago Vostok

Microbi completamente sconosciuti e altrettanti batteri ancora in vita potrebbero infatti popolare l’ambiente lacustre sotterraneo. L’importanza di una tale scoperta scientifica sarebbe enorme: un misterioso mondo perduto potrebbe emergere dalle profondità della Terra, testimonianza vivente di un alternativo cammino evolutivo.

Scoprire organismi nel lago Vostok sarebbe un fatto significativo quindi anche per l’esobiologia, perché rappresenterebbe un indizio attendibile che la vita può svilupparsi in climi molto rigidi all’interno del sistema solare. Una scoperta che offre nuove basi alla teoria della presenza di vita sotto i ghiacciai di Europa, la luna di Giove completamente ricoperta da acqua ghiacciata.

Europa, satellite di Giove   Europa   Europa

Nel 2003 è partito un nuovo progetto, di cui fa parte anche l’Italia, ma da allora non sono più riuscito ad avere notizie aggiornate.
“Sono sicuro che riusciremo a raggiungere presto le acque sotterranee del lago Vostok, nascoste sotto 4000 metri di ghiaccio in Antartide. E soprattutto che i sedimenti in fondo al lago ci regaleranno nuove scoperte climatiche e paleoclimatiche sul periodo precedente e successivo alla formazione della calotta polare antartica”. Lo sostiene Ignazio Tabacco, docente di geofisica applicata al Dipartimento di scienze della Terra dell’Università di Milano, che da anni si occupa, insieme a un gruppo di specialisti del Salegos (Subglacial Antarctic Lake Exploration), di svelare uno tra i più grandi misteri del “continente di ghiaccio”.

I misteri e pericoli dell’Antartide hanno esercitato il loro influsso potente sugli avventurieri e gli scrittori del passato. L’Antartide è un luogo fortemente evocativo, in cui si concentrano suggestioni letterarie e cinematografiche di grande fascino: fra le prime troviamo due capolavori assoluti della letteratura contemporanea, come il romanzo Storia di Arthur Gordon Pym (The Narrative of Arthur Gordon Pym) di Edgar Allan Poe del 1838, e il racconto lungo Le montagne della follia (At the Mountains of Madness) del 1931, di H.P Lovecraft.

Il tema del romanzo Storia di Arthur Gordon Pym di Poe consiste in un lungo ed avventuroso viaggio per mare che culmina tra i bianchi ghiacci dell’estremo sud, nei pressi del continente antartico. Qui ha luogo una terribile e onirica visione, l’ultima immagine del romanzo: l’apparizione improvvisa di un gigante bianco, una misteriosa ed enorme figura velata, di un pallore spettrale, che gli si para dinanzi, nel vuoto dell’oceano, forse un guardiano di segreti inviolabili, forse un invito a proseguire il viaggio verso l’ignoto e l’abisso: «Ma ecco sorgere sul nostro cammino una figura umana dal volto velato, di proporzioni assai più grandi che ogni altro abitatore della terra. E il colore della sua pelle era il bianco perfetto della neve».

Lovecraft per il suo Le montagne della follia si ispirò fortemente e dichiaratamente alle atmosfere antartiche di Gordon Pym. Anche qui l’enorme vastità degli spazi, l’altezza inviolabile della catena montuosa, il bianco antartico, il silenzio irreale, diventano un simbolo di terrore e, di conseguenza, di mistero, che prepara poi alla scoperta della città sepolta sotto i ghiacci, vecchia di milioni di anni.

Monti Transantartici   Le Montagne Transantartiche in prossimità di Cape Roberts   Il lago Fryxell nei monti Transantartici

Tra i film ambientati in Antartide occorre citare La cosa da un altro mondo (The Thing From Another World) del 1951, diretto dal grande regista Howard Hawks e considerato uno dei classici del cinema di fantascienza, e poi il visionario remake che ne girò John Carpenter nel 1982, intitolato La cosa (The Thing), in cui sono rintracciabili echi e atmosfere lovecraftiane.

Quando Poe compose Storia di Arthur Gordon Pym (1838) l’Antartide era stata appena scoperta da una ventina d’anni. Nel 1820 infatti l’ufficiale della marina russa Thaddeus von Bellingshausen, con una spedizione organizzata dallo Zar Alessandro I, era stato il primo a scorgere il continente antartico. E proprio nel 1839, l’anno in cui fu pubblicato il romanzo, la spedizione capitanata dal navigatore britannico James Clark Ross iniziava la prima vera esplorazione dell’Antartide, scoprendo la Terra Vittoria.

Ma la grande avventura epica, ai limiti delle umane possibilità, soprattutto se pensiamo al periodo storico e ai mezzi allora a disposizione, fu quella intrapresa per raggiungere il Polo Sud e che vide la grande sfida fra l’esploratore norvegese Roald Amundsen, che raggiunse per primo il Polo Sud, il 14 dicembre 1911, e l’ufficiale della marina britannica Robert Falcon Scott, che lo raggiunse invece un mese dopo e che nella marcia di rientro perse la vita, assieme a tutti i compagni di spedizione, per le estreme condizioni climatiche.

La nave    Terra Nova   Roald Amundsen al Polo Sud

Al 1914-1916 risale la leggendaria spedizione Endurance, così chiamata dal nome della nave utilizzata dal grande esploratore polare Ernest Henry Shackleton. Nonostante il fallito tentativo di attraversare il continente e lo schiacciamento della nave Endurance che era rimasta bloccata nel pack, Shackleton riuscì in modo avventuroso, tra incredibili traversie e in condizioni climatiche terribili, a portare in salvo tutti i membri dell’equipaggio, dopo ben 522 giorni di isolamento fra i ghiacci antartici.

Solo nel 1933 furono effettuati i primi tentativi di esplorazione aerea, e furono scattate le prime foto dall’alto del continente antartico. In occasione dell’Anno Geofisico Internazionale (1957-1958) si aprì la nuova epoca dell’esplorazione dell’Antartide e furono costruite le prime 40 basi antartiche dove lavorarono centinaia di ricercatori e scienziati di tutto il mondo.

Siti di approfondimento sul Lago Vostok:

 

Lago Vostok (da Wikipedia)
Laghi subglaciali (da MNA – Museo Nazionale dell’Antartide)
Vostok, la vita a tremila metri di profondità (da Enel)

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Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

4 Comments

  • Reply March 3, 2011

    kava

    Scoperte sensazionali e storie inverosimili si celano dietro questa terra lontana.
    Mi appassiona tutto ciò che è mistero….se solo mi fossi interessato prima di queste cose,avrei sicuramente dedicato la mia vita alla ricerca di qualcosa che ancora non si sa…o che forse ci viene tenuto nascosto!
    Per chi ne vuole sapere di più cmq consiglio di cercare notizie su
    Richard Evelyn Byrd….Ammiraglio della US Navy,grande ricercatore e portatore di un messaggio sorprendente!

  • Reply November 10, 2009

    Niko

    Io sono un appasionato di misteri, ultimamente mi è giunta voce di un esploratore che sosteneva di essere entrato in un tunnel(o qualcosa del genere) e di essersi ritrovato secondo lui al “centrode del mondo”, un posto con strane creature…è un pò di tempo che cerco di informarmi, ma riesco solo a trovare cose inutili o poco credibili, tu ne sai qualcosa???se si ti prego di scrivermi alla mia e-mail, anche solo se è una cosa di poco conto, poi mi aggiusto da solo!!!Grazie mille…

  • Reply May 9, 2007

    ermeneuta

    Il racconto “Le montagne della follia” di Lovecraft parla della scoperta sotto i ghiacci dell’Antartide di un’antica città vecchia di milioni e milioni di anni dove abitavano misteriose e mostruose creature semidivine, forse aliene. Gli “Antichi”…

    Riguardo all’epidemia… certo che tutto è possibile, per questo mi affascina e mi interessa enormemente tutta la storia…

  • Reply May 9, 2007

    Mefisto

    E se i batteri “sconosciuti” estratti dal lago Vostok fossero patogeni per l’uomo ? Sai che bella epidemia…
    Poe letto e Carpenter visto (credevo fosse ambientato al polo nord !), entrambi magnifici. E riguardo alla storia dell’antartide ? Intendo milioni di anni fa ? Qualche romanzo (?) prospettava che potesse essere l’antica Atlantide, che sotto ai ghiacci ci fosse stato un continete antico…

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