I giapponesi sanno distinguere un agnello da un barboncino?

 Agnello

Ho letto qualche giorno fa una notizia curiosa sul periodico di costume e società Vanity Fair (ebbene sì, lo compro per mia moglie ma lo leggo anch’io!).

Non so se la notizia sia vera o falsa, ma è talmente surreale che anche se fosse stata inventata sarebbe bella lo stesso: un piccolo capolavoro di comicità dell’assurdo, che si presta a riflessioni altrettanto surreali e paradossali.

Sembra che in Giappone sia stata di recente scoperta una truffa che aveva fruttato ai geniali ideatori una cifra equivalente a diverse centinaia di migliaia di euro. I truffatori erano riusciti a vendere via internet a delle facoltose signore giapponesi, ansiose di essere alla moda, dei normalissimi agnellini (sì, avete capito bene: agnellini) spacciandoli per una rarissima e costosissima specie di barboncino che in Europa e America andava per la maggiore nel mondo del jet-set.

Ogni agnellino veniva venduto alla modica cifra di 1.500 – 2.000 euro.

La truffa, che ha veramente dell’incredibile, è venuta alla ribalta quando una famosa attrice giapponese, che aveva comprato anche lei l’agnello-barboncino, è intervenuta in un talk-show in TV, con l’animale, e ha raccontato la sua storia.

Dopo aver comprato il prezioso animaletto la donna aveva iniziato a nutrirlo con un’appropriata dieta “canina” a base di carne, che ovviamente l’agnellino rifiutava, deperendo rapidamente. Portato l’animaletto dal veterinario per scoprire quale fosse la malattia del suo adorato e costoso barboncino, si vedeva rispondere dal medico che non si trattava di cane, bensì di agnello.

Vi chiederete come tutto ciò sia stato possibile? Come scambiare un agnello per un barboncino?

E qui sta il vero colpo di scena! Sembra che in Giappone pecore, capre - e ovviamente agnellini - siano quasi sconosciuti alla maggior parte delle persone!

I truffatori hanno approfittato di questa strana e paradossale situazione per organizzare il geniale colpo.

A questo punto una folta serie di curiosi e sempre più paradossali interrogativi mi attraversarono la mente arrivando fino alle più assurde conseguenze:

1) Ma se degli spettatori giapponesi vedono una scena di un film in cui c’è un pastore che porta a pascolare sui prati il suo bel gregge di pecore, questi si chiederanno forse: “Ma che cavolo ci fa questo strano tizio con tutti questi cani bianchi?”

2) Cosa avranno capito del film “Babe, malialino coraggioso” i giapponesi, ammesso che il film sia uscito in Giappone?

3) I giapponesi, quando non riescono a dormire, cosa contano per addormentarsi? Barboncini? Pastori maremmani abruzzesi? O per caso delfini?

4) Se Mussolini fosse stato giapponese, cosa avrebbe detto al posto della famosa frase “Meglio un giorno da leoni che cento giorni da pecora”?

5) È forse questo il vero motivo che sta alla base del fatto che in Giappone non viene celebrata la Pasqua?

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Un Commento a “I giapponesi sanno distinguere un agnello da un barboncino?”

  1. Mefisto scrive:

    A parte l’aspetto comico, una riflessione sugli animali e la natura. Anche da noi i bambini a poco a poco si “dimenticano” degli animali della fattoria. Non per niente negli zoo c’è sempre un angolo dove vengono mantenuti pecore, capre, maiali, mucche, galline etc. Inutile dire che i bambini vanno pazzi soprattutto per le caprette mica per gli elefanti.

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