Fermiamo la trivellazione petrolifera in Val di Noto: firma anche tu!

Noto - La Cattedrale

Il Val di Noto è la zona dove sono nato e cresciuto, una delle più belle e ancora incontaminate della Sicilia, un gioiello di inestimabile valore paesaggistico, artistico e culturale.

Basti pensare ai capolavori architettonici del Barocco di Noto e di tutta la provincia di Ragusa (Modica, Ragusa Ibla…)

Per intenderci è la zona che fa da set cinematografico alla serie televisiva del Commissario Montalbano.

Adesso vogliono farci delle trivellazioni petrolifere (una società texana).
Non entro qui nel merito delle responsabilità politiche della scelta scellerata, altrimenti rischio una querela, ma pubblico solo l’articolo che appare oggi su Repubblica, ad opera dello scrittore Andrea Camilleri.

Se andate sul sito di Repubblica, c’è una pagina apposta per la raccolta delle firme per bloccare questo disastro.

Se andate in fondo alla pagina segnata sul link trovate i campi da compilare per aderire alla petizione.

Sul sito di Arcoiris TV è possibile scaricare gratuitamente un bel documentario13 Variazioni su un tema barocco, Ballata ai petrolieri in Val di Noto” che è stato interamente autoprodotto dagli abitanti della zona.

Dal sito Arcoiris TV: “Nel marzo 2004 l’Assessore all’Industria della Regione Siciliana autorizza quattro giganti del petrolio ad effettuare ricerche di idrocarburi in quattro zone differenti della Sicilia. Una di queste è il Val di Noto, nella Sicilia sud-orientale, talmente bello e culturalmente importante da essere inserito nella World Heritage List dell’UNESCO.
Questo film-inchiesta racconta la storia della gente del Val di Noto che da due anni si oppone con determinazione a questo progetto di devastazione.
Un film-inchiesta che agli strumenti giornalistici affianca quelli sensoriali: 13 variazioni di tema su un territorio che deve rimanere Patrimonio di tutti e non bottino di alcuni.”

Dal sito di Repubblica, l’appello dello scrittore Andrea Camilleri:

In difesa del Val di Noto 

di ANDREA CAMILLERI

I milanesi come reagirebbero se dicessero loro che c’è un progetto avanzato di ricerche petrolifere proprio davanti al Duomo? Rifarebbero certo le cinque giornate.

E i veneziani, se venissero a sapere che vorrebbero cominciare a carotare a San Marco?

E i fiorentini, sopporterebbero le trivelle a Santa Croce?

I rispettivi abitanti che ne direbbero di scavi per la ricerca del petrolio a Roma tra i Fori imperiali e il Colosseo, a piazza Di Grado a Genova, sulle colline di Torino, a piazza delle Erbe, a piazza Grande, lungo le rive del Garda?

Non si sentirebbero offesi e scempiati nel più profondo del loro essere?
Ebbene, in Sicilia, e precisamente in una zona che è stata dichiarata dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”, il Val di Noto, dove il destino e la Storia hanno voluto radunare gli inestimabili, irrepetibili, immensi capolavori del tardo barocco, una società petrolifera americana, la “Panther Eureka”, è stata qualche anno fa autorizzata, dall’ex assessore all’industria della Regione Sicilia, a compiervi trivellazioni e prospezioni per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. In caso positivo (positivo per la “Panther Eureka”, naturalmente) è già prevista la concessione per lo sfruttamento dell’eventuale giacimento.

In parole povere, questo significa distruggere, in un sol colpo e totalmente, paesaggio e storia, cultura e identità, bellezza e armonia, il meglio di noi insomma, a favore di una sordida manovra d’arricchimento di pochi spacciata come azione necessaria e indispensabile per tutti. E inoltre si darebbe un colpo mortale al rifiorente turismo, rendendo del tutto vane opere (come ad esempio l’aeroporto Pio La Torre di Comiso) e iniziative sorte in appoggio all’industria turistica, che in Sicilia è ancora tutta da sviluppare.

Poi l’inizio dei lavori è stato fermato, nel 2003, dal Governatore Cuffaro su proposta dell’allora assessore ai Beni Culturali Fabio Granata, di Alleanza nazionale, in prima fila in questa battaglia.

Ma è cominciato quel balletto tutto italiano fatto di ricorsi all’ineffabile Tar, rigetti, annullamenti, rinnovi, sospensioni temporanee, voti segreti, vizi di forma e via di questo passo ( ma anche di sotterranee manovre politiche che hanno sgombrato il campo dagli oppositori più impegnati).

E si sa purtroppo come in genere questi balletti vanno quasi sempre tristemente a concludersi da noi: con la vittoria dell’economicamente più forte a danno degli onesti, dei rispettosi dell’ambiente, di coloro che accettano le leggi. E i texani, dal punto di vista del denaro da spendere per ottenere i loro scopi, non scherzano.

Vogliamo, una volta tanto, ribaltare questo prevedibile risultato e far vincere lo sdegno, il rifiuto, la protesta, l’orrore (sì, l’orrore) di tutti, al di là delle personali idee politiche?

Per la nostra stessa dignità di italiani, adoperiamoci a che sia revocata in modo irreversibile quella contestata concessione e facciamo anche che sia per sempre resa impossibile ogni ulteriore iniziativa che possa in futuro violentare e distruggere, in ogni parte d’Italia, i nostri piccoli e splendidi paradisi. Nostri e non alienabili.

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4 Commenti a “Fermiamo la trivellazione petrolifera in Val di Noto: firma anche tu!”

  1. paolo scrive:

    I texani rinunciano alle trivellazioni in Val di Noto

    ROMA – “La Panther Oil ha comunicato oggi alla Regione di aver rinunciato alle trivellazioni in tutto l’abitato della città di Noto, in tutto il sito Unesco e nell’intera area di Noto Antica, oltre alla porzione di area vicina alla zona sud-est della riserva di Vendicari”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, a Palazzo Chigi, nel corso della conferenza stampa di presentazione della riapertura della Cattedrale di Noto.

    (15 giugno 2007)

    http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/camilleri-noto/vittoria/vittoria.html

    dai, che ogni tanto si vince, capita così di rado….

    ciao Salvo!

  2. ermeneuta scrive:

    Un mio amico, originario anch’egli della provincia di Ragusa, mi ha comunicato la notizia via sms alle 17.00.

    Gaudium magnum.

    Non posso riportare la mia risposta, sempre via sms, e in stretto dialetto siciliano, diretta ai texani e a chi gli ha permesso di poter tentare di fare una simile cosa… è troppo volgare! :-D

  3. pepi scrive:

    Vi informo di un’importante iniziativa portata avanti da Confindustria Ragusa e dai Sindaci del Ragusano.
    L’Associazione degli Industriali ragusani, i sindaci di Ragusa, di Chiaramonte Gulfi, di Monterosso Almo, di Giarratana, i segretari generali di CGIL, CISL, UIL, il Presidente del Consorzio ASI sollecitano con una nota ufficiale gli organi regionali ad emettere senza altri indugi i permessi necessari per l’inizio della perforazione del pozzo Gallo Sud, ubicato in territorio di Ragusa.
    La nota è stata indirizzata al Presidente della Regione, On. Cuffaro, al Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e agli assessori Interlandi e Candura ed ai dirigenti degli Assessorati TErritorio ed Industria.

    E’ un forte messaggio ai vertici della REgione con il quale si comunica la volontà politica del territorio ragusano di scegliere l’industria estrattiva come ulteriore modello di sviluppo economico complementare agli altri: artigianato , commercio e turismo contro la campagna demagogica e denigratoria portata avanti in quel di Noto .

    L’industria estrattiva vive nel contesto ragusano da decenni e non ha impedito a ragusa di diventae patrimonio dell’umanità , anzi è proprio l’estrazione di idrocarburi che ha creato la base economica su cui si basa il successo del territorio ragusano in campo industriale,commerciale e dell’agricoltura.

    Anche perchè gli interventi proposti sono fuori dal centro abitato e lontano da qualsiasi area di pregio ambientale e turistico.

    Il gruppo che sottoscrive la lettera chiarisce il loro dissociarsi dalla campagnia dinegratoria mossa contro la PAnther in quel di Noto a causa di una chiara strumentalizzazione politica dell’argomento.

    I vertici della REgione e gli assessori di competenza non possono non tenere conto della volontà politica di questa area geografica.

    Le invio in allegato la copia integrale con le firme .

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