Val di Noto – Texas: 3-0

Cattedrale di Noto

Alla fine, saranno state le ottantamila firme raccolte in pochi giorni dall’appello lanciato da Andrea Camilleri sul sito di Repubblica, sarà stato il fatto che all’estero ne hanno parlato molto, sarà stato il fatto che ormai l’operazione risultava indecente e non più difendibile agli occhi degli stessi texani possessori della compagnia petrolifera, fatto sta che il pericolo è stato sventato.

I texani rinunciano alle trivellazioni nel sito Unesco del Val di Noto. Per dirla in termini calcistici:

Val di Noto batte Texas 3-0!!!

Come direbbe in questo caso il buon Alex Drastico (Antonio Albanese): “Sono soddisfazioni, va! I cosi giusti s’anu a ddiri!”

Questa è la dimostrazione di quanto può essere oggi potente ed efficace la rete internet come strumento di democrazia dal basso. Cambiare si può, modificare la realtà è possibile: oggi abbiamo uno strumento dalle potenzialità incredibili.

Il tam-tam dei blog nella rete ha costretto in poche settimane la Rai a trasmettere il documentario censurato e osteggiato dalle gerarchie vaticane sui preti pedofili, e adesso ha costretto una compagnia petrolifera a fare marcia indietro.

Questo mi fa ben sperare per il futuro.

Dal sito di Repubblica di oggi:

ROMA – “La Panther Oil ha comunicato oggi alla Regione di aver rinunciato alle trivellazioni in tutto l’abitato della città di Noto, in tutto il sito Unesco e nell’intera area di Noto Antica, oltre alla porzione di area vicina alla zona sud-est della riserva di Vendicari”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, a Palazzo Chigi, nel corso della conferenza stampa di presentazione della riapertura della Cattedrale di Noto. Ma il wwf avverte: “Attenzione ai facili entusiasmi”.

A lanciare un forte appello per la salvaguardia della zona era stato Andrea Camilleri dalle pagine di Repubblica lo scorso sette giugno. L’appello, dopo essere stato sottoscritto da molti esponenti politici regionali e nazionali e da legambiente, era stato ripreso anche dal ministro dell’Ambiente e da ottantamila nostri lettori. Una settimana dopo l’articolo è stato anche tradotto dal francese Le Monde, dal Times e da Guardian. Il papà del commissario Montalbano chiedeva che venisse definitivamente e “irreversibilmente” stoppata la concessione data qualche anno fa alla società americana.

Per il governatore siciliano, “è un risultato del quale siamo fieri perché – ha sottolineato – in questi anni abbiamo lavorato e insistito moltissimo. Il governo regionale della Sicilia è sempre stato contrario alle trivellazioni nei siti dell’Unesco, che riguardavano comunque la ricerca di metano e non di petrolio, per la quale siamo contrari per tutto il territorio dell’isola”.
Nella lettera inviata dalla ‘Panther’ alla Regione Sicilia, a firma del presidente Jim Smitherman, si precisa che “la tematica che la città di Noto fosse patrimonio Unesco è stata utilizzata per avviare una campagna contro la ‘Panther’, come se la compagnia avesse davvero intenzione di perforare all’interno dei siti del Val di Noto. A tal proposito – continua la missiva – si ritiene che l’unico modo di eludere in maniera inequivocabile il problema sia quello di rilasciare l’area attorno alla città di Noto, vasta 8.600 ettari e che interessa l’intero centro abitato della città di Noto, l’intero sito Unesco del Val di Noto con annessa ‘buffer zone’, l’intera area di Noto antica e la porzione di area vicino alla costa sudorientale vicina alla riserva naturale di Vendicari”.

La ‘Panther’, in ogni caso, prima della dichiarazione finale premetteva che “la scelta dei siti da perforare sarebbe stata sempre puntuale e sarebbe stata quindi ovviamente indirizzata verso zone non interessate da qualità o pregi ambientali, paesaggistici e tantomeno nel centro di abitato della città di Noto”.

In realtà le ricerche sono bloccate dal 2003, ma la società americana ha reagito ricorrendo alle vie legali e la controversia è aperta. Secondo lo scrittore, un’eventuale ripresa delle trivellazioni avrebbe significato “distruggere in un colpo solo totalmente paesaggio e storia, cultura e identità bellezza e armonia a favore di una sordida manovra d’arricchimento di pochi”.

Ma il Wwf non crede che la vicenda sia chiusa. “Attenzione agli entusiasmi – dice Anna Giordano dell’associazione ambientalista – guardiamo con estrema cautela alla decisione della Panther Oil di rinunciare alle ricerche petrolifere in un’area del Val di Noto. Una rinuncia che riguarda poco più del 10% (praticamente la superficie abitata) dei 746 chilometri quadri destinati alla ricerca”. “Del resto – aggiunge la Giordano – la società ha comunicato che già l’8 luglio è pronta a trivellare un pozzo a Ragusa, equivocando sull’istituto del silenzio-assenso (rispetto allo studio d’impatto ambientale che dicono di aver presentato), assolutamente non previsto sulle questioni che interessano l’ambiente”.

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3 Commenti a “Val di Noto – Texas: 3-0”

  1. Mefisto scrive:

    Mi fa piacere, cmq non la vedrei tanto Noto-Texas, quanto onesti/disonesti o legalità/tangenti, credo che assieme ai texani vada aggiunto qualche personaggio autoctono…

  2. ermeneuta scrive:

    Certamente, stavo enfatizzando, lo so bene che la concessione è stata data da esponenti della Regione Sicilia, e poi autorizzata dallo stesso Cuffaro, che dopo un po’, vedendo che gli stessi esponenti della sua maggioranza e la popolazione era contraria, ha cavalcato l’onda, cambiando direzione a seconda di come spira il vento, come è nel suo solito.

    In questo bisognerebbe ringraziare l’assessore ai Beni Culturali Fabio Granata, di Alleanza nazionale, che è stato in prima fila in questa battaglia, ed è riuscito a convincere anche Cuffaro a cambiare idea.

    Non sono certo di destra, ma i meriti vanno riconosciuti.

  3. La Carfa scrive:

    Credo che la cosa non sia così semplice

    http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=2667

    Anche il Manifesto ieri diceva la stessa cosa (non so se basandosi sulla stessa fonte)

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