Stop trivelle in Val di Noto: ennesima buffonata?

Trinacria

Come mi ha fatto notare il mio amico Alessandro in un suo commento al mio post sull’apparente vittoria e lo stop alle trivellazioni petrolifere in Val di Noto, sembra che le cose non stiano proprio così.

Sembra che lo stop riguardi solo l’ 11% del territorio del Val di Noto (equivalente a 86 kmq su 746,37),e in particolare solo le zone cuscinetto imposte per regolamento dall’Unesco, nonché le zone sotto vincolo totale archeologico e ambientale, come l’area di Noto Antica e la Riserva Naturale di Vendicari.

E che già l’8 luglio inizieranno con la prima trivella a Ragusa

Sento che i cabasisi mi stanno iniziando a sfirriari a velocità incredibile, per usare un modo di dire tipico di Camilleri e del suo Montalbano. E mi sto veramente incazzando per questa ennesima buffonata.

Se le cose stanno veramente così, bisogna ribellarsi a questa presa per i fondelli della popolazione locale e dell’opinione pubblica, occorre far continuare il tam-tam mediatico dei vari blog, far conoscere all’opinione pubblica la verità. Bisogna far sentire la propria voce.

I media non ne stanno parlando, ma hanno fatto credere che la rinuncia e lo stop fossero totali, non so fino a che punto per mancanza di approfondimento e quanto invece per malafade. Prodi ha inaugurato la Cattedrale di Noto, restaurata dopo una decina d’anni, mentre fuori i manifestanti NoTRiv esponevano i loro striscioni di protesta.

Leggo sul sito del comitato NoTRiv e sul sito L’isola possibile:

Non chiamatela vittoria del Val di Noto e della sua gente! Il Val di Noto è in pericolo oggi più che mai.

Il Comitato NoTRiv ritiene un insulto e un’offesa vergognosa l’annuncio di Cuffaro, dallo stesso presentato come una vittoria del Governo Regionale, della rinuncia dalla Panther Eureka a trivellare nei siti Unisco della Sicilia Sud Orientale.

Rinunciare all’ 11% del territorio del Val di Noto (equivalente a 86 kmq su 746,37), percentuale che corrisponde ai territori dei centri abitati e delle zone cuscinetto imposte per regolamento dall’Unesco, nonchè a zone sotto vincolo totale archeologico e ambientale, come l’area di Noto Antica e la Riserva Naturale di Vendicari, dove comunque mai e poi mai la Panther Eureka avrebbe potuto aprire pozzi gas petroliferi, PER POTER CONTINUARE INDISTURBATI A TRIVELLARE A LATO, appare l’ennesimo atto di violenza amministrativa e politica nei confronti di un intero territorio e della sua gente.

Annunciare questa “pseudo” rinuncia come una vittoria del Val di Noto, è una bugia che i media hanno l’obbligo morale e civile di smentire immediatamente e categoricamente: siamo di fronte ad una totale presa in giro e ad una trappola in cui il Comitato No-triv non cadrà !! Questo miserevole e indegno tentativo di Cuffaro e del Governo regionale, determinati oggi più che mai a difendere gli interessi delle compagnie petrolifere contro gli interessi del popolo siciliano, non sposta di un millimetro la nostra lotta e il nostro obiettivo: L’ANNULLAMENTO TOTALE E IRREVOCABILE DI TUTTI I PERMESSI DI RICERCA CONCESSI NEL VAL DI NOTO E IN SICILIA!

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Un Commento a “Stop trivelle in Val di Noto: ennesima buffonata?”

  1. Asimov scrive:

    Non è finita:

    “La regione Toscana ha concesso tre permessi alla Heritage Petroleum plc
    La società può effettuare esplorazioni senza la valutazione d’impatto ambientale
    Dopo Noto, allarme trivelle anche nel Chianti”

    http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/ambiente/trivelle-chianti/trivelle-chianti/trivelle-chianti.html

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