Ciccio Sultano

Ciccio Sultano 

Finalmente è on-line il nuovo sito web del Ristorante Duomo di Ciccio Sultano, a Ragusa Ibla.

Conosco Ciccio da venti anni ormai: i primi dieci, quando eravamo ragazzi, vissuti intensamente, praticamente sempre insieme, con l’altro mio grande amico Giovanni. I secondi dieci anni separati dalle distanze geografiche, dalle diverse strade professionali intraprese, ma sempre uniti nel cuore e nella mente, pur sentendoci e parlandoci pochissimo.

Sono quelle amicizie vere, forti e longeve come un ulivo saraceno, indissolubili, sincere, rese ancora più solide dalla lontananza. Amicizie in cui ci si può anche non vedere e parlare per un anno o più, e poi basta incontrarsi all’improvviso, scambiare uno sguardo, un’espressione, una battuta e sembra che il tempo non sia mai passato.

Adesso Ciccio è uno chef di fama nazionale: nel novembre 2005 ha ricevuto le ambitissime due stelle Michelin per il suo Ristorante Duomo, che gestisce in modo esemplare assieme al socio Angelo Di Stefano. Il suo talento viene riconosciuto anche dalla stampa internazionale.

Nella prestigiosa classifica de La Guida dei ristoranti d’Italia del Gambero Rosso (edizione 2007) il suo ristorante risulta al 18esimo posto, davanti addirittura ad un mostro sacro come Gualtiero Marchesi.

Ma qui non voglio dilungarmi sul Ciccio cuoco e chef di grande razza e delle sue creazioni gastronomiche. Altri, molto più competenti di me, lo fanno già sulle riviste specializzate e sui principali media.

Mi piace parlare di Ciccio come amico: una persona vulcanica, simpatica, estremamente determinata, intraprendente, sincera, con una fortissima convinzione nelle proprie capacità. E che è sempre rimasta tale e quale.

Insieme a Ciccio e a Giovanni, l’altro mio grande amico, abbiamo scoperto il jazz, abbiamo iniziato a fumare i sigari Toscano, abbiamo imparato ad apprezzare la buona cucina, il buon vino, le belle donne, la musica di Paolo Conte, Fred Buscaglione, Jimi Hendrix, The Doors, l’elenco non finirebbe mai.

Abbiamo sviluppato un particolarissimo approccio alla vita, molto ironico, scettico, sicilianamente cinico, ma al tempo stesso fortemente attaccato alla vita, ai sensi, alle sensazioni elementari, agli odori, i sapori, i colori.

Ricordo le lunghe passeggiate di notte, fra i vicoli barocchi di Ragusa Ibla, quando era ancora una città poco conosciuta, addirittura ignorata e snobbata dalla maggior parte della gente, e frequentata solo dai pochi abitanti, per lo più anziani.

Ricordo le lunghe fumate di sigaro seduti sulla gradinata del Duomo, a fantasticare sul futuro. Adesso il ristorante di Ciccio si trova a un centinaio di metri di distanza da quella gradinata, e Ragusa Ibla è splendidamente rifiorita, frequentata da turisti.

Ricordo le tante feste, le serate nella mia casa di campagna, a suonare assieme a mio fratello ed altri amici, in improbabili ma divertenti jam session di blues e rock, ispirati dal buon vino rosso.

Ricordo le passeggiate fra i campi di notte, con la luna piena e il caldo vento di scirocco che accarezzava l’erba alta, tanto da sembrare un mare.

Ricordo in particolare una cosa, che ci ripetevamo spesso, quando eravamo seduti in qualche posto dall’atmosfera magica della nostra Sicilia, in totale rilassatezza e sensazione di pienezza di vita, magari dopo una bella mangiata:

«Ti immagini? Fra 50 anni… che siamo ancora qui, seduti come adesso… un po’ più rincoglioniti, ma sempre gli stessi, a fumarci un sigaro e a guardare la luna piena, come quei vecchietti laggiù?»

È una delle cose più belle che mi tengo nel cuore.

Articoli correlati:

  1. Antipasto siciliano
  2. Siciliani di scoglio e di mare aperto
  3. Simenza di vermi
  4. Metti una notte di mezza estate, in Sicilia
  5. Johnny Cash – Hurt

5 Commenti a “Ciccio Sultano”

  1. Costantino B scrive:

    ho provato un brivido di commozione e, anche se un po’ mi vergogno, il viso mi si è bagnato nel leggere l’ultima parte dei tuoi ricordi di giovane e spensierato, con degli amici con la A maiuscola! veramentre bello!

  2. La Carfa scrive:

    Celebriamo il passato e godiamoci il presente. Il mare c’è ancora, le case di campagna tranquille lontano dal caos, pure. La salsiccia si trova e il vino non manca. Le vere amicizie resistono a distanza di tempo e forse i nostri figli si manderanno messaggi mentali mentre noi, ormai ottantenni, avremo ripreso a giocare a briscola davanti alla casa di Pippo Di Modica. Quest’estate cerchiamo di divertirci e parliamo del nostro futuro, che è ancora in evoluzione.

  3. La Carfa scrive:

    In tema di nostalgia del passato, béccati questo geniale post (14 ottobre, h 11.03) http://www.forum.rai.it/lofiversion/index.php/t60229.html

  4. ermeneuta scrive:

    Certamente… godersi il presente.
    Vedrai quest’estate. :-)
    Carpe diem

  5. Ciccio Sultano scrive:

    Ciao Turi grazie per le belle parole .sti cazi!!!! sai che oggi essere fà incazzare? sai che oggi avere ed essere felici da fastidio? fanc gli sfig io lavoro per passione e amore e amo con tutto il cuore tutte le persone che mi circondano ma come un tifone a volte abbatto le medesime non tutte, alcune. Turi ti voglio bene, come te ne ho sempre voluto, un tuo caro amico.
    Sultano

Lascia un Commento

*