Paolo Borsellino e l’agenda rossa scomparsa

Paolo Borsellino

A quindici anni esatti dalla strage di Via D’Amelio a Palermo, avvenuta il 19 luglio 1992, in cui venivano assassinati il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e i 5 agenti della sua scorta, si riapre l’inchiesta che questa volta sembra puntare decisamente sui mandanti occulti.

La procura della Repubblica di Caltanissetta indaga sul probabile coinvolgimento di apparati deviati dei servizi segreti, che avrebbero avuto un ruolo attivo nell’organizzazione dell’attentato, tutto ancora da scoprire.

Ma soprattutto si riapre il caso della misteriosa scomparsa dell’agenda rossa che Paolo Borsellino teneva sempre con sè, e sulla quale egli annotava  le riflessioni e i fatti più segreti che riguardavano soprattutto l’indagine sulla morte di Falcone.

Uno degli elementi che ha attirato l’attenzione degli inquirenti – come riporta l’articolo di Repubblica –  è infatti  “la presenza anomala” di un agente di polizia in via d’Amelio subito dopo l’esplosione. Si tratta di un poliziotto – già identificato dai magistrati – che prima della strage era in servizio a Palermo, ma venne trasferito a Firenze alcuni mesi prima di luglio dopo che i colleghi avevano scoperto da una intercettazione che aveva riferito “all’esterno” i nomi dei poliziotti di una squadra investigativa che indagava a San Lorenzo su un traffico di droga.

Inoltre, come è stato per la prima volta mostrato in un servizio trasmesso dal tg1 delle ore 20.00 del 7 febbraio 2006, ci sono ormai nuove prove filmate (vedi frame fotografici più in basso) che mostrano chiaramente una persona, un capitano dei carabinieri già identificato dagli inquirenti, con la borsa del giudice Paolo Borsellino che custodiva l´agenda rossa, con i suoi segreti, mai ritrovata.

Frame01 Agenda Borsellino  Frame 02 Agenda Borsellino

«Dal filmato si vede il capitano dei carabinieri – affermava il procuratore aggiunto di Caltanissetta Di Natale in un articolo apparso il 7 febbraio 2006 sul quotidiano La Repubblica – con la borsa del dottor Borsellino tra le mani e quella stessa borsa fu poi rinvenuta dentro l´auto del magistrato da un poliziotto». Perché, allora, l’ufficiale dei carabinieri in borghese prelevò la borsa e non la consegnò al magistrato di turno? «Stiamo cercando di capire quello che è accaduto quel pomeriggio – dice il procuratore Messineo – e, soprattutto, che fine abbia fatto l´agenda».
Quello che è certo è che l´agenda è sparita e che in quel momento era molto utile alle indagini. «Non dimentichiamo che Borsellino era tornato da pochi giorni dall´interrogatorio del pentito di mafia Gaspare Mutolo».

Come riportato in un interessantissimo articolo di Rivist@:

Alle sette del mattino del 19 luglio 1992 Paolo Borsellino ricevette dagli uffici della Procura di Palermo la notizia che avrebbe potuto parlare con il collaboratore Gaspare Mutolo. Anche Giovanni Falcone avrebbe voluto ascoltare Mutolo, non ne ebbe il tempo. Lo ricorda la signora Agnese Borsellino: “Paolo cominciò ad annotare appunti su un’agenda, non si separava mai da quell’agenda. Quella domenica a pranzo la teneva ancora tra le mani ed aveva segnato gli appuntamenti per la settimana successiva. Poi, prima di andare da sua madre, la ripose nella borsa. Scherzosamente lo presi in giro: ‘mi ricordi Giovanni, anche lui andava sempre in giro con tutte le sue cosine'”.

I familiari del giudice Paolo Borsellino hanno sempre sostenuto che il magistrato non si separava mai dall´agenda sulla quale annotava le sue ipotesi ed i fatti più importanti delle indagini, anche quelle sulla strage di Capaci (avvenuta due mesi prima di via D´Amelio) dove venne ucciso Falcone e tre agenti della scorta. E lo hanno sostenuto. Dice la famiglia: «Su quell´agenda rossa potevano esserci anche riferimenti alla trattativa intrapresa fra Stato e Cosa Nostra». Un riferimento preciso all´ipotesi di una trattativa, subito dopo la morte di Falcone, tra l´allora capo dei Ros, ed ora direttore del Sisde Mario Mori, ed esponenti di Cosa nostra attraverso il defunto ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino. L´ipotesi, è stata confermata qualche anno fa dal pentito Giovanni Brusca, l´uomo che premette il pulsante per innescare l´esplosivo a Capaci. Brusca sostiene che la morte di Borsellino subì «un´accelerazione» perché il magistrato aveva scoperto della “trattativa” in corso e che era contrario all´ipotesi d´accordo con Cosa nostra. Ed il giorno della strage, come confermato da moglie e figli del magistrato, l´agenda era nella borsa di Borsellino.

Ad infittire il giallo sull’agenda scomparsa c’è poi anche la testimonianza dell’ex magistrato Ayala, fraterno amico di Falcone e Borsellino che sostiene di essere stato lui a consegnare la borsa ad un colonnello dei carabinieri in divisa. Borsa che un uomo in abiti borghesi, probabilmente un agente o un carabiniere, aveva tirato fuori poco prima dalla Croma di Borsellino.
La borsa venne poi rimessa nell’auto, ma sparì l’agenda.

Dice Ayala: «Arrivai sul posto subito dopo l’esplosione perché abitavo lì a due passi. Fui il primo a riconoscere il corpo di Paolo, nel giardinetto del palazzo. Poi mi trovai di fronte qualcuno che mi porgeva la borsa. La riconobbi. Ma non potevo tenerla. Non avevo titolo. Non ero più pm. Vidi di fronte a me un ufficiale dei carabinieri in divisa e la passai a lui, certo di trasferirla in buone mani…».

Sul mistero dell’agenda scomparsa è stato anche scritto un libro, “L’Agenda rossa di Paolo Borsellino” di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, in cui veniva tentata la ricostruzione di cosa potesse contenere quell’agenda attraverso le testimonianze dirette dei familiari, dei colleghi, degli investigatori, delle carte giudiziarie, dei pentiti.

Adesso invece si riapre l’inchiesta e saranno gli inquirenti a cercare di fare luce su una delle pagine più buie della nostra storia recente, in cui gli intrecci perversi fra mafia, politica e servizi segreti deviati si aggrovigliano in un abbraccio mortale e osceno, al di là di ogni possibile immaginazione.
 

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0

Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

8 Comments

  • Reply August 4, 2009

    umberto castellino

    Il grido di verità e di giustizia non può restare inascoltato !

    La verità è un cammino assai difficile che bisogna percorrere con fermezza e determinazione per giungere alla giustizia.
    La verità, quindi, non solo consente di arrivare al bene supremo della giustizia, ma “permette di non disperare delle vittime dell’ingiustizia; essa non permette di spingerle alla disperata risorsa della rassegnazione”.
    In questo senso dice bene l’on. Rita Borsellino “C’è puzza di rassegnazione, ma non dobbiamo arrenderci”.

    Palermo, 4 Agosto 2009
    Umberto Castellino
    Palma di Montechiaro

  • Reply July 1, 2009

    Francesco M.

    Pedo-papi infame! Dicci la verità sulla tua amicizia con Don Stefano Bontade prima, Totò Riina e Bernardo Provenzano poi…..tu sai, e tu c’entri con questo omicidio di Stato!!!
    L’omino di Arcore, la rovina di questo paese per secoli.

  • Reply January 30, 2009

    umberto castellino

    Paolo Borsellino ha lasciato alle nuove generazioni un patrimonio irrinunciabile di ideali e di valori : Egli, tutti li riassume.

  • Reply December 22, 2007

    greta

    beh ke dire…è un mistero e credo sia giusto fare luce tutto ciò.Ieri ho visto un programma dove c’era una signora calabrese ke diceva ke bisogna creare un dialogo con i mafiosi…ma come si fa?loro prima ti sparano e poi ti parlano…non siete soli….greta da paternò(catania)

  • Reply September 14, 2007

    ivan

    non publicarla…
    bisognerebbe chiedere a Dell’Utri, noto bibliofilo, che fine possa aver fatto….

  • Reply July 24, 2007

    La Carfa

    Stasera su Rai3 c’è il programma di Iacona su Gela

  • Reply July 19, 2007

    ermeneuta

    Grazie per la buona notizia.
    E grazie per i complimenti per il post. Fanno piacere.
    Ma le storie di Falcone e Borsellino me le porto dentro nel cuore da almeno venti anni. Quando sono stati uccisi è come se avessero ucciso anche una parte di me.
    E allora, una parte antica del mio essere, giurò vendetta a quello scempio.

    Ciao
    Salvo

  • Reply July 19, 2007

    Paola

    Oggi il Gip di Caltanissetta ha respinto la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla scomparsa dell’agenda. E’ una buona notizia. Rizza e Lo Bianco hanno scritto un lungo e interessante articolo sul blog della casa editrice. Lo consiglio.
    Complimenti per il post.

Leave a Reply


*