Archivio di settembre 2007

Te lo do io il mutuo!

giovedì, 27 settembre 2007

Cappio al collo 

Da un’inchiesta di Repubblica.

Le pubblicità promettono: prestiti per acquistare casa anche ai giovani precari. Ma è davvero così? L’inchiesta di Repubblica è stata effettuata con telecamera nascosta.

La verità è: pubblicità ingannevole!

Se non hai un genitore o qualcuno che garantisce con la sua pensione o uno stipendio a tempo indeterminato il mutuo non te lo daranno mai.

E alla fine, anche se un lavoratore precario che guadagna 1.500 euro netti al mese, riuscisse ad ottenere un mutuo a 40 anni, il massimo della cifra che riuscirebbe ad ottenere come prestito è di 84.000 euro!!!

Ma dopo 40 anni si troverebbe a pagare alle fine 240.000 euro!

In pratica, avendo santi in paradiso, un lavoratore precario con un decente stipendio riesce ad ottenere un mutuo che non ci si compra nemmeno un box per l’automobile, ma in compenso si indebita con la banca per 40 anni e alla fine paga il triplo!

Mi chiedo, ma come è possibile che questi truffatori di professione continuano imperterriti a prendere in giro la gente, a fare pubblicità ingannevoli senza che nessuno gli dica niente?

E poi anche i membri della Gialappa’s Band, che si prestano a fare queste pubblicità del cavolo! Che vergogna! Con tutti i soldi che hanno, si mettono a fare i sinistroidi e gli alternativi solo a parole, e poi nei fatti si venderebbero anche la mamma.

Beppe Grillo: tutti contro uno

domenica, 23 settembre 2007

Beppe Grillo

Dal 9 settembre 2007, il giorno dopo la manifestazione del V-Day promossa da Beppe Grillo in tutta Italia e culminata con la raccolta di più di 330.000 firme e il grande bagno di folla di Piazza Maggiore a Bologna davanti a oltre 50.000 persone, Beppe Grillo è diventato oggetto di una straordinaria campagna di disinformazione fatta di attacchi incrociati, allusioni e minacce.

È stato accusato di qualunquismo, di populismo, di seminare rancore, di istigare all’odio, di voler far saltare le basi della democrazia parlamentare, di volere entrare in politica (come se questo fosse un reato). I più autorevoli opinionisti, anche della sinistra come Eugenio Scalfari su Repubblica, si sono scomodati addirittura a fare paragoni con il fascismo dei primi anni venti.

Il direttore del TG2 Mauro Mazza nel suo editoriale del 19 settembre (edizione TG2 delle 13.00) addirittura ha accusato Beppe Grillo di armare la mano di potenziali terroristi: lo sconcertante video è disponibile ovviamente anche in rete su YouTube.

Per quasi due anni il blog di Beppe Grillo e le sue dichiarazioni sono state deliberatamente ignorate da tutti i mezzi d’informazione e comunicazione tradizionale (TV, giornali, radio) e anche dai principali quotidiani online dei grandi gruppi editoriali.

L’unico canale informativo era costituito dallo stesso blog di Beppe Grillo e da migliaia di altri piccoli blog personali e gruppi di discussione in rete che riprendevano i suoi post, li commentavano, li citavano, li linkavano, secondo quella che è una delle caratteristiche fondamentali della comunicazione libera su internet.

Per tutta l’estate il V-Day è stato sistematicamente ignorato dai media con lo scopo evidente di farlo fallire. Nessuno ne doveva parlare. La parola d’ordine era ignorare, non informare, parlare d’altro, far finta di niente, nell’illusione che tutto si sgonfiasse come una bolla di sapone.

Fino al giorno precedente non si trovava nessuna notizia del V-Day nè sui giornali, nè tantomeno sui canali televisivi che di solito invece sono sempre molto prodighi nel dare risalto agli eventi più disparati e curiosi: dal Gay Pride al Family Day, dalle mostre dei cani alle fiere del fitness, dai raduni degli alpini ai concorsi di bellezza, dalle proteste dei tassisti a quelle dei benzinai.

Nel caso del V-Day invece nulla. Il vuoto assoluto.

Ma lo straordinario successo ottenuto dal V-Day ha costretto i mezzi di informazione a parlarne, seppur di malavoglia.

Beppe Grillo è riuscito ad ottenere un risultato unico nel suo genere in tutto il mondo. È riuscito grazie al suo carisma, alla sua straordinaria capacità di comunicazione e alla sua credibilità, e sfruttando in modo geniale tutte le potenzialità che Internet gli offriva, a creare dal nulla un potente movimento di opinione e rinnovamento dal basso, a dare voce al malcontento e al malessere di milioni di persone che non sono rappresentate da nessuno, nè dai partiti politici, nè dai sindacati, nè da associazioni di categoria, nè tantomeno da lobbies.

Ha fatto da catalizzatore del malessere, dell’incazzamento generale, delle ansie e angosce di gran parte della popolazione italiana, innescando delle reazioni i cui effetti in questo momento è difficile prevedere.

Ma la cosa straordinaria è che Beppe Grillo è una persona molto concreta e pragmatica, e fino ad adesso ha raggiunto sempre i suoi obiettivi. Ha contribuito a far dimettere Antonio Fazio dalla carica di Governatore della Banca d’Italia, ha presenziato all’assemblea dei soci della Telecom con un discorso durissimo che ha avuto il suo peso nel far dimettere Tronchetti Provera, ha promosso il V-Day e ha raccolto 330.000 firme.

Beppe Grillo è un uomo che mantiene le sue promesse, gli impegni che prende pubblicamente. Raggiunge i suoi obiettivi.

E questo fa paura a una classe politica e imprenditoriale che vive di clientelismo e si autosostiene.

Beppe Grillo è riuscito a passare dal virtuale (internet, il blog) al reale (le piazze) in un modo che nessuno era stato in grado di prevedere.

Ha bucato gli schermi dei computer e si è materializzato nelle piazze di tutta Italia, riuscendo a mobilitare centinaia di migliaia di persone.

Lui che era stato messo al bando da tutti i mezzi di comunicazione, esiliato e relegato ha costretto i media a parlare di sè. Adesso tutti ne parlano. A qualunque ora, su qualunque canale televisivo c’è sempre un riferimento diretto o un commento di qualche opinionista dell’ultima ora su Beppe Grillo.

Sui maggiori portali web, sui quotidiani online ci sono link a video o inviti a discussione sui forum, per cercare di creare traffico sui loro siti, incrementare il numero di visite e accessi, sfruttare a fini commerciali ed economici il fenomeno Grillo.

Lo scopo di questa overdose mediatica, evidente e nemmeno tanto dissimulato, è quello di cortocircuitare Beppe Grillo. Bombardare la gente che non ha modo di accedere a internet (in Italia è il 52%) con false notizie per screditare Beppe Grillo.

In tutti questi incontri e dibattiti senza contraddittorio il grande assente è proprio lui: Beppe Grillo, il grande accusato.

Siamo di fronte a quello che nel codice deontologico professionale del giornalismo è uno degli errori più gravi da evitare, quello di attaccare o accusare una persona senza che questa abbia la possibilità di difendersi in sede.

Vogliono fare in modo che la gente inizi a dire: «E basta, non se ne può più di questo Beppe Grillo!»

Dopo avere cercato di eliminarlo con la censura, adesso cercano di eliminarlo con la tattica opposta, con l’esposizione mediatica selvaggia e incontrollata.

Il mondo politico, da destra a sinistra, e tutta la classe dirigente imprenditoriale, finanziaria, culturale italiana ha paura. Paura che il sistema adesso crolli veramente, e crolli in maniera catastrofica, che al confronto la bufera di Tangentopoli, che travolse il mondo politico della prima repubblica, sembrerà una debole brezza primaverile.

Concludo riportando i tre punti della proposta di legge popolare per un Parlamento Pulito che il 10 luglio 2007 Beppe Grillo (insieme ad alcune persone del MeetUp di Roma)  ha depositato alla Cassazione a Roma e per cui era necessario raccogliere almeno 50.000 firme autenticate. Nel giorno del V-Day ne sono state raccolte più di 330.000.

 I tre punti della proposta sono:

1- NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI. No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale.

2- DUE LEGISLATURE. No ai parlamentari di professione da 20 e 30 anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

3- ELEZIONE DIRETTA. No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

Squarci sul mare

lunedì, 17 settembre 2007

Squarci sul mare

Confesso che faccio molta fatica, dopo un mese di permanenza in Sicilia, a rientrare nei ranghi della cosiddetta “normalità”, a ritornare ai mille problemi della vita quotidiana.

Riesco con sempre maggiore difficoltà a rassegnarmi alle corse continue contro il tempo per accompagnare le figlie a scuola, arrivare in ufficio, sbrigare pratiche e commissioni, partecipare a noiose e stupide riunioni di lavoro, andare alle innumerevoli riunioni delle varie scuole, pagare bollette, fare la spesa.

Non sopporto più le assurde code imbottigliato nel traffico: quanti mesi, forse anni, della nostra vita se ne vanno, chiusi nelle nostre scatole di ferro a quattro ruote?

Se si aggiunge a tutto questo anche l’impegno e lo stress per la ricerca di un nuovo lavoro che sostituisca quello attuale, che fa acqua ormai da tutte le parti ed è cronicamente insoddisfacente da tutti i punti di vista - economico, professionale, relazionale, umano - il quadro delineato è completo.

Mi sento sempre più un leone in gabbia, desideroso di libertà e spazi aperti, orizzonti ampi, vaste distese da contemplare e dominare, costretto in territori angusti e meschini.

In momenti e periodi come questi cerco di attingere energia da me stesso, dai miei ricordi e dalle sensazioni più belle e autentiche vissute, dal mio particolare, forte e sereno rapporto che ho con la natura.

Rivivo allora le lunghe nuotate al largo, nel silenzio rotto solo dallo sciacquio delle bracciate, la luce forte, a tratti accecante del sole e tutta la gamma di sfumature di blu e verde del mare, l’odore particolare del vento umido di ponente, il ribollire della superficie del mare al caldo vento di scirocco, l’ebbrezza che dona quel vento a chi ne sa cogliere e apprezzare la ricca esuberanza…

E rivedo allora squarci brillanti di mare, tra veli che non riescono a coprire interamente la visione della realtà che sta oltre.

Simenza di vermi

giovedì, 13 settembre 2007

Alga corallina

Le insolite temperature quasi estive che imperversano anche qui al nord, l’aria tersa e il cielo azzurro, mi portano con i pensieri al mese che ho appena trascorso in Sicilia, e ai più remoti ricordi d’infanzia legati al mare e alla terra dove sono nato e cresciuto, ai suoi sapori e odori quasi dimenticati che col tempo riaffiorano inaspettati dalla memoria.

Ricordo che quand’ero piccolo - diciamo, circa trent’anni fa - eravamo soliti trascorrere le vacanze estive (circa quattro mesi, da giugno a settembre) a mare nella nostra piccola casa in cui tuttora vado.

Ai tempi, la seconda metà degli anni settanta, il paese - Scoglitti è il suo nome - era poco più di un borgo di pescatori, la speculazione edilizia era ancora agli inizi, il mare era ricco di pesci, le spiagge deserte e quasi incontaminate. Il traffico automobilistico era quasi inesistente: ricordo che con i miei amici eravamo soliti organizzare partite di tennis in mezzo alla strada, con tanto di rete tirata in mezzo alla via; le rare automobili che passavano erano da noi guardate con senso di malcelato fastidio. Adesso su quella via passano centinaia di auto al giorno.

Il mare era ancora così ricco che mia nonna paterna, che non sapeva nuotare, era solita andare a “pescare” le cozze (i mitili) raccogliendole dagli scogli che affioravano dal bagnasciuga, a pelo d’acqua, quasi fossero asparagi selvatici, ed era capace di riempirne una cesta in poco tempo. Ricordo ancora che il primo polpo che “pescai”, all’età di dieci anni, era venuto in pratica quasi sulla spiaggia, si trovava a venti centimetri d’acqua: adesso è quasi impossibile trovarne a 5 metri di profondità, tanto intensamente sono stati depredati nel tempo i fondali marini da pescatori senza scrupoli.

Ma c’è un ricordo in particolare, e soprattutto dei sapori dimenticati, che mi riaffiorano in mente.

Quello della “simenza di vermi“.

La “simenza di vermi” (che vedete raffigurata nella foto in alto), conosciuta in italiano e nelle altre regioni con il nome di “corallina”, è un’alga saporitissima che in nostri nonni usavano raccogliere e far mangiare ai propri figli e nipoti perché avrebbe avuto proprietà terapeutiche contro la verminazione dei bambini (da qui il nome in dialetto siciliano).

Questo accadeva decine d’anni prima che in Occidente si venisse a sapere che i giapponesi mangiavano le alghe. I nostri nonni conoscevano già - e mangiavano - tutto ciò che di commestibile esisteva in terra e in mare.

Mia nonna, dopo le periodiche e forti mareggiate di ponente, ci portava sulla spiaggia, a me e mio fratello, piccolini, a raccogliere le alghe di “simenza di vermi” che la violenza delle acque aveva strappato dai fondali e depositato sulla riva.

Poi a casa, dopo averle accuratamente lavate, le condiva in crudo semplicemente con olio, aceto, cipolla, capperi e peperoncino piccante.

Era un piatto delizioso. L’alga aveva una consistenza croccante e piacevolmente fresca al palato. Ricordo che mia nonna era anche solita fare colazione con un piatto simile.

Da allora non l’ho più assaggiata. Le mareggiate non la portano più a riva.

A volte ho avuto l’impressione di averla trovata sott’acqua, attaccata agli scogli: anche quest’estate ne ho preso qualche cespuglio, l’ho osservata da vicino, sforzandomi di riconoscerla; l’ho anche assaggiata, al largo, sperando che il senso del gusto fosse più preciso e sensibile della memoria visiva che sembrava tradirmi.

Forse l’ho anche ritrovata la “simenza di vermi”, il gusto e la consistenza sembravano quelle giuste, ma ormai non mi fido più. Il mare non è più pulito come una volta, quando ero solito sciacquare i ricci appena pescati con l’acqua del mare prima di mangiarli.

L’ho lasciata cadere dove si trovava, al largo, a circa duecento metri dalla riva, con un senso di malinconia e di profondo rispetto per il mare.

Nei miei sogni a volte, passeggio con mia nonna sulla riva del mare, bambino, e raccolgo ancora la “simenza di vermi”.

Antipasto siciliano

sabato, 1 settembre 2007

Antipasto siciliano 

La foto che vedete sopra raffigura un tipico antipasto che ero solito prepararmi quando ero giù in Sicilia e che, a seconda della quantità di pane, poteva all’occasione diventare anche pasto unico: una fetta di pane siciliano di grano duro, una fettina di pomodoro maturo e succoso, capperi raccolti nei monti Iblei dell’entroterra, pecorino speziato di Butera, peperoncino piccante a volontà, olio extravergine d’oliva di qualità, qualche goccia di limone. All’occorrenza si può anche aggiungere qualche fetta di cipolla di Giarratana, dolcissima, tenera e acquosa.

Per correttezza dell’informazione, la foto è stata scattata oggi a Monza: il pane infatti, come può notare un occhio esperto, non è quello tipico siciliano, ma quel surrogato di pane, spesso fatto con grano tenero, che si usa mangiare qui. Il resto è tutto rigorosamente doc. Fa parte della dotazione della mia scorta di sopravvivenza che mi sono portato sù dalla Sicilia.

Oggi ho pranzato così. Pensando al mio amico Ciccio che mi ha regalato i preziosi e gustosissimi (e piccanti) peperoncini raffigurati nella foto.

Questi sono regali da veri amici.