La foto che vedete sopra raffigura un tipico antipasto che ero solito prepararmi quando ero giù in Sicilia e che, a seconda della quantità di pane, poteva all’occasione diventare anche pasto unico: una fetta di pane siciliano di grano duro, una fettina di pomodoro maturo e succoso, capperi raccolti nei monti Iblei dell’entroterra, pecorino speziato di Butera, peperoncino piccante a volontà, olio extravergine d’oliva di qualità, qualche goccia di limone. All’occorrenza si può anche aggiungere qualche fetta di cipolla di Giarratana, dolcissima, tenera e acquosa.
Per correttezza dell’informazione, la foto è stata scattata oggi a Monza: il pane infatti, come può notare un occhio esperto, non è quello tipico siciliano, ma quel surrogato di pane, spesso fatto con grano tenero, che si usa mangiare qui. Il resto è tutto rigorosamente doc. Fa parte della dotazione della mia scorta di sopravvivenza che mi sono portato sù dalla Sicilia.
Oggi ho pranzato così. Pensando al mio amico Ciccio che mi ha regalato i preziosi e gustosissimi (e piccanti) peperoncini raffigurati nella foto.
Questi sono regali da veri amici.
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quanti pomodori ti sei portato ?
Pochi a dire la verità, già finiti.
… Quattro vasetti grandi di “capuliato” (cioè pomodoro secco tritato, per i non siciliani
), un vasetto grande di capperi raccolti nell’entroterra ibleo, e un vaso di peperoncini piccanti.
Ho portato roba preziosa con me
io ci metto anche qualche acciuga
un vero anti-pasto…:X (Chiddu ca fa p`i mo denti non fa p`i me parenti.
)
p.s. occhio alla prostata con tutto quel peperoncino, Salvo…
Ciao neoblogger
… Non ti preoccupare per la mia prostata. Il peperoncino non ha mai fatto male, anzi
P.S. I chiacchiri su chiacchiri e i maccaruni su chiddi ca incunu a panza.