
«Ah, se la gente sapesse come viene creato il denaro
farebbe la rivoluzione prima di domattina.»
(Rothschild)
L’usura è stata sempre considerata, fin dall’antichità, un reato odioso, un peccato mortale. I pittori medievali e rinascimentali l’hanno raffigurata metaforicamente nei modi più diversi, rimarcandone sempre il lato più odioso, subdolo, fraudolento, quasi demoniaco.
Oggi invece il ricorso forzato all’indebitamento viene spacciato per progresso.
L’indebitamento diventa addirittura segno di dinamicità.
Secondo il direttore generale dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana) Giuseppe Zadra, intervenuto ad aprire il convegno Credito alle famiglie 2007 “non è vero che s’indebita chi è in difficoltà, chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese”.
L’identikit della persona che utilizza il ricorso al credito al consumo, secondo l’Abi corrisponde a una persona che “ha rimodulato la gestione del proprio bilancio familiare programmando opportunamente le spese e i tempi di rimborso degli investimenti”.
Mi viene da ridere, per non piangere! Le altre dichiarazioni si commentano da sole.
In Europa ci sono tassi di indebitamento più alti. I robusti tassi di crescita registrati negli ultimi anni non hanno ancora avvicinato comunque l’Italia agli altri Paesi europei: “La Francia ci batte del 50 per cento, la Spagna del 100 per cento e la Gran Bretagna del 150 per cento”, ha osservato Zadra.
Sembra un campionato a chi si indebita sempre di più. E ancora:
Il segretario generale dell’Assofin (Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare) Umberto Filotto ha rilevato come il vertiginoso aumento del ricorso al credito al consumo e ai mutui registrato negli ultimi anni sia un fattore di “dinamicità” della società: “Non è vero che le famiglie fanno debiti perché non ce la fanno più: la verità è che stanno cominciando a usare il credito per sviluppare i propri investimenti. Lo sviluppo del credito non è per nulla collegato ad un ipotetico stato di sovraindebitamento delle famiglie, tutti i dati dicono il contrario, anche se certo esistono dei casi di sovraindebitamento per povertà. Siamo passati da una situazione nella quale le famiglie giovani contavano quasi esclusivamente sull’aiuto delle famiglie, frutto di una società premoderna, a una società più dinamica, dove ognuno trova nel mercato le sue fonti di finanziamento”.
Ormai non c’è più limite al pudore e alla menzogna.
La realtà è stata capovolta, sovvertita. La povertà viene spacciata per ricchezza, l’indebitamento per “ricerca di sviluppo dei propri investimenti”!
Che schifo!



