
«L’Italia è una repubblica geriatrica fondata sull’incompetenza e la corruzione. La sovranità appartiene a pochi gruppi di potere che la esercitano nelle forme e nei limiti dei propri interessi».
Bisognerebbe riscrivere la Costituzione e sostituire il nobile (negli intenti degli stesori) articolo 1 della Costituzione Italiana con quello sopra da me scritto.
L’articolo 1 della Costituzione Italiana (quello vero) dice infatti:
«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»
Anche un bambino si renderebbe subito conto della evidente, assoluta, totale discrepanza fra i nobili principi espressi nella Costituzione e la tragica e grottesca realtà.
L’ultima conferma viene dalla meschina, a dir poco, figura a livello mondiale fatta dall’attuale governo di centrosinistra in carica (la cui coalizione è stata da me votata alle elezioni politiche del 2006) con l’ormai famoso (ahimè) disegno di legge di riforma dell’editoria che se approvato rischierebbe di mettere il bavaglio alla maggior parte dei blog e siti di libera informazione in Italia.
Avevo già scritto sull’argomento alcuni giorni fa in un mio post, e purtroppo i fatti stanno dando ragione a chi aveva aveva evidenziato l’assoluta incompetenza, l’inadeguatezza, l’estrema goffaggine degli stesori del disegno di legge e del governo Prodi in generale.
Basta vedere la feroce ironia con cui alcuni fra i principali mezzi di informazione on line del mondo stanno sbeffeggiando l’attuale classe politica italiana fatta di vecchi incompetenti e ignoranti ma tenacemente aggrappati alla loro poltrona e alla loro fetta di potere.
Prendo spunto dall’articolo scritto oggi sull’argomento da Beppe Grillo nel suo blog. Ecco ad esempio cosa scrive il Times nella sua versione on line:
«A geriatric assault on Italy’s bloggers.
Italy’s leaders barely understand word processors, let alone the web. Now they’ve turned against the country’s bloggers»
Ed ecco cosa scrive invece BoingBoing uno dei cinque più autorevoli blog a livello mondiale:
«Italy proposes a Ministry of Blogging with mandatory blog-licensing»
In pratica: nel mondo ci stanno prendendo per il culo!
Questa fatta dal governo Prodi è, come si suol dire, una figura di merda a livello mondiale per tutta l’Italia che si sta propagando con la stessa velocità di un virus su Internet.
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D’accordo al massimo. Bel post.
Davvero sconcertante. Ancora peggio la replica ufficiale di Levi sul sito del governo (risposta personale a B. Grillo. E gli altri non contano?). Minimizza gli effetti della legge sui blog dicendo che in realtà sarà un’autority a dire chi deve e chi no adempiere a quanto stabilito. Ancora peggio: come spesso in Italia si lascia tutto nelle mani dell’arbitrio sfumando ciò che è legale da ciò che non lo è. E così non si riesce mai a stare in regola.
Il problema veramente grave è che queste persone legiferano su argomenti di cui non hanno la benchè minima competenza, ma forse solo una vaga e generica conoscenza, per sentito dire.
Per quanto riguarda l’informazione e la comunicazione capiscono solo di televisione ed editoria tradizionale (dati Auditel per la televisione, spartizione di fette pubblicitarie, incarichi dirigenziali assegnati in base ai partiti politici e le correnti, ecc).
Di internet, che è molto di piu’ che un mezzo di informazione, non sanno quasi nulla.
E mentre il resto del mondo cerca di muoversi con velocità e adeguarsi a questa rivoluzione culturale e tecnologica, qui in Italia rimaniamo ancorati alle vecchie logiche buone solo per spartirsi le poltrone e zittire chi dà fastidio.
E non è questione di destra, centro o sinistra: è un’intera classe politica, dirigenziale, e in molti casi anche imprenditoriale, di vecchi e incompetenti che va cambiata. Ormai sa di muffa e il lezzo sta diventando insopportabile e rischia di trascinare nella tomba un intera nazione.