James Watson è la dimostrazione vivente ed emblematica che si può vincere il premio Nobel per delle scoperte fondamentali per la scienza ed essere contemporaneamente un imbecille, un ottuso e un becero razzista della peggiore razza (è proprio il caso di dirlo, in questo caso).
Alcuni mesi James Watson, 79 anni, che nel 1962 vinse il premio Nobel in medicina per il suo contributo alla scoperta della struttura del Dna, era ritornato prepotentemente alla ribalta affermando che ” i neri sono meno intelligenti dei bianchi” e supportando il tutto con delle teorie pseudo-scientifiche talmente campate in aria al cui confronto quelle dei nazisti erano più solide e sensate.
Lo stesso Watson nel 1997 aveva dichiarato che una donna doveva avere il diritto di abortire se un test avesse potuto determinare la natura omosessuale del nascituro.
E adesso il destino si riprende la sua rivincita in modo beffardo, usando per di più proprio le scoperte rese possibili da Watson.
Infatti il genoma di James Watson ha 16 volte più geni di origine nera nel proprio Dna rispetto al bianco medio occidentale. Ciò significa, con tutta probabilità, che un suo bisnonno o trisavolo era di origine africana.
Quindi riassumendo: premio nobel, imbecille, omofobo, razzista, e per una sorta di contrappasso dantesco, si scopre oggi di origine africana, nera.
Ci sarebbero tutti i presupposti per spararsi un colpo di fucile in bocca.
Il giorno in cui lo farà stapperò una bottiglia di spumante per un pericoloso imbecille in meno sulla terra.
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