Natale – Giuseppe Ungaretti

Mare Olanda

Ho sempre sentito una particolare affinità spirituale con Giuseppe Ungaretti, con la sua desolata visione del mondo, la sua dolorosa esperienza, la sofferta e al tempo stesso virile testimonianza di uomo, il verso scarno ed essenziale, la parola nuda, asciutta, scabra come un sasso levigato dal tempo.

A volte mi sembra che tutto sia stato già detto, che non ci sia più nulla da aggiungere di nuovo, se non ricercare nelle parole dei grandi del passato verità e sentimenti eterni, immutabili, universali.

La parola è sacra, preziosa. Ormai abbiamo da tempo smarrito questa consapevolezza che trovava nella poesia la sua espressione più alta, la sua laica liturgia. La parola è stata umiliata, ridotta a meno che futile chiacchiera, a balbettio sbilenco e sgrammaticato, privo di senso.

Adesso più che mai, sento una consonanza perfetta con il sentire del poeta, affratellati dal dolore e dalla stanchezza, e riemergono improvvisi dal profondo versi che non ricordavo più da decenni.

NATALE
Napoli il 26 dicembre 1916.

Non ho voglia
Di tuffarmi
In un gomitolo
Di strade

Ho tanta
Stanchezza
Sulle spalle

Lasciatemi così
Come una
Cosa
Posata
In un angolo
E dimenticata

Qui
Non si sente
Altro
Che il caldo buono
Sto
Con le quattro
Capriole
Di fumo
Del focolare.

Giuseppe Ungaretti, L’Allegria, 1931

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3 Commenti a “Natale – Giuseppe Ungaretti”

  1. Mines scrive:

    Erano anni che non la rileggevo. E’ semplicemente bellissima.

    Condivido la tua passione per Ungaretti.

    Un’altra cosa che abbiamo in comune :-)

  2. silvia scrive:

    la feci mia che non avevo nemmeno 10 anni… e ogni natale mi torna alla mente con dolcezza ma anche con tutta la disperazione che dolcemente cela

  3. silvana scrive:

    sto leggendo la poesia con mio figlio ricordando a mia volta quando l’ho studiata io………….. e semplicemente bellissima è attuale come non mai ………ogni natale mi sento molto depressa , mi piacerebbe stare sola davanti al focolare e ascoltarmi profondamente…………….!bravo ungaretti

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