Archivio di gennaio 2008

Annemieke

giovedì, 24 gennaio 2008

Annemieke

Sono stato tre giorni a riflettere se scrivere un post su Annemieke oppure no, ben sapendo quanto lei era schiva, timida e riservata. Ma adesso tutto è cambiato; dopo aver visto tanto affetto e solidarietà attorno a me, a lei e alle nostre bambine, addirittura un torneo ufficiale di RisiKo! dedicato a lei, mi rendo conto che certe remore sono ormai fuori luogo.

La morte sconvolge tutte le nostre certezze, i nostri paradigmi, i nostri piani; costringe a rivedere la nostra intera esistenza buttando all’aria tutto quello che fino ad allora sembrava scolpito nella pietra. Per questo ho deciso di pubblicare le parole che ho dedicato a lei lunedi scorso, alla fine della cerimonia. Parole che ho pronunciato davanti a tutti con il sorriso sulle labbra, con la malinconia amara di chi sa di non poter più rivivere momenti comuni di gioia semplice, ma intensa. E alcune delle foto più belle e recenti.

Annemieke, abbiamo vissuto insieme quasi 17 anni della nostra vita.

Sei stata, sei, una donna e una compagna meravigliosa, unica, e lo puoi vedere anche tu da quanti amici sono venuti qui oggi a salutarti.

Sei stata una madre straordinaria e le nostre figlie Edith e Isabel, che tu amavi tantissimo, sono qui a testimoniarlo con la loro serenità e vivacità. Tu per loro sei la bella addormentata, che si tramuterà presto in un raggio di luce per diventare la stella più luminosa del cielo.

Ormai ci conoscevamo così bene che sono certo che oggi non avresti trovato nulla da ridire sul mio abbigliamento, come a volte facevi con il sorriso sulle labbra: «Ma Turi, ma perchè ti sei messo quella giacca?…. Ma come ti sei vestito?… Tuuuriiiii!»

Stamattina molti amici mi hanno chiamato per chiedermi come stavo e farmi forza. In realtà stamane mi sentivo emozionato e nervoso come un ragazzino al primo appuntamento galante, mi sembrava di rivivere le stesse emozioni dei nostri primi incontri. È veramente strana la vita.

Ma adesso non voglio parlare di quello che tutti sanno di te e del nostro bellissimo rapporto. Dirò qualcosa che nessuno sapeva.

Erano almeno tre anni ormai che pensavamo di sposarci, in perfetta controtendenza con il resto del mondo, come sempre. Volevamo fare una bella festa insieme alle bambine, per suggellare così il nostro amore e la nostra unione in modo ufficiale davanti a tutti, proprio quando non ce n’era più bisogno, e nessuno se lo aspettava.

Era proprio questo il bello.

Ma ogni volta ce n’era sempre una nuova: i tuoi problemi di salute, i miei problemi di lavoro, i problemi economici…

E tu, ridendo e scherzando, mi dicevi: «Allora Turi, quand’è che chiedi la mia mano? Quando mi chiedi di sposarti?»

La prossima estate sembrava essere finalmente quella giusta: tu ormai stavi bene di salute e io avevo trovato un ottimo lavoro.

Così non è stato.

Ma io adesso voglio dire, davanti a te e davanti a tutti, che questa cerimonia rappresenta anche il nostro matrimonio.

Tu sei qui. Io sono qui. Le bambine ci sono. Gli amici e i parenti ci sono tutti: chi non è potuto venire è presente con il cuore e con la mente. Non manca nulla.

Ti ho sempre chiamata «mia moglie» davanti agli altri, così come tu dicevi «mio marito».

In fondo siamo sposati da sempre.

Stamane ti ho messo fra le mani una piccola pietra di ossidiana nera delle Eolie, raccolta in una spiaggia di Lipari qualche settimana prima di incontrarci e che ti avevo regalato quando ci siamo conosciuti. E poi ti ho messo anche un po’ della sabbia fine e dorata della spiaggia di Passo Marinaro, in Sicilia, che tu amavi così tanto.

Assieme ai disegni e ai pupazzetti di peluche donati da Edith e Isabel, saranno i tuoi compagni di viaggio.

Gli antichi dicevano: «Muore giovane chi è caro agli dei». Forse è veramente così.

Tu sei, e sarai, sempre con me e le nostre bambine, Edith e Isabel.

Ciao Annemieke. Ci vediamo in un’altra vita.

Annemieke - 12 giugno 2007  Annemieke, Isabel e Edith - 12 giugno 2007  Annemieke - recita scolastica

Annemieke, Edith e Isabel - agosto 2007  Annemieke, Edith e Isabel - metà agosto 2007  Ombre notturne a Ragusa Ibla

Annemieke, Edith e Isabel. Ispica, agosto 2007  Annemieke e Isabel, agosto 2007  Annemieke e Isabel, spiaggia Passo Marinaro

Io e Annemieke, agosto 2007  Annemieke e Edith, settembre 2007  Annemieke, settembre 2007

Annemieke, settembre 2007, Monza  Annemieke pensosa, settembre 2007  Annemieke e Isabel, ippodromo di Milano. Ottobre 2007

Cronache da Tallinn

domenica, 13 gennaio 2008

Tallinn Town Hall

Sono tornato venerdi pomeriggio da Tallinn dopo tre giorni di soggiorno in questa città per motivi di lavoro. Tallinn è un posto veramente stupendo, un delicato gioiello di inestimabile bellezza, così lontano e diverso dalle tradizionali mete del turismo europeo.

Di seguito, e nei miei post successivi, troverete il resoconto dei tre giorni trascorsi in questa piccola città del Mar Baltico, capitale dell’Estonia.

La partenza è martedi 8 gennaio alle 14.10, da Milano Malpensa, con un volo di 3 ore della compagnia Air Baltic con scalo a Riga, in Lettonia e poi partenza alle 18.55 con un secondo volo per Tallinn.

Una volta imbarcatomi, ecco la prima sorpresa: l’aereo per Riga parte da Malpensa con un’ora di ritardo. A questo punto mi sono già rassegnato ad aver perso la coincidenza per Tallinn: avevo infatti giusto un’ora di tempo.

In volo sulle Alpi In volo sulle Alpi Tramonto mentre si sorvola la Polonia

In volo l’aereo recupera quasi mezzora e atterro a Riga in Lettonia alle 18.30, ora locale (le 17.30 in Italia) nel bel mezzo di una bufera di neve. Ho solo una ventina di minuti di tempo disponibile per fare nuovamente il check-in prima che l’aereo per Tallinn parta.

L’addetta al check-in è di una lentezza insostenibile mentre controlla i passaporti di una coppia di russi davanti a me.  Arrivato il mio turno, mancano solo 5 minuti alla partenza dell’aereo per Tallinn, chiedo rassegnato se sono ancora in tempo a prendere il volo. E lì succede il miracolo. L’addetta al check-in, in uno strano inglese dalla pronuncia russo-lettone mi rassicura, parla al walkie-talkie con gli altri addetti e poi mi dice di affrettarmi, di correre “straight on, then on the right, and then on the left”.

Ovviamente parto all’impazzata, l’idea di trascorrere una notte all’aeroporto di Riga non mi garba per nulla. Trovo una ragazza addetta ai controlli, le spiego la situazione: lei gentilissima, dopo aver parlato al walkie-talkie, mi dice di seguirla. Mi fa eludere tutti i controlli di sorveglianza (alla faccia della sicurezza), passiamo da una porticina laterale e velocemente mi controllano i documenti e il bagaglio a mano. Mentre sto con la cintura dei pantaloni, giacca e cappotto in mano, vedo una donna che dal fondo di un corridoio con la mano alzata mi chiede: “Mr. Campo, flight for Tallinn?” Rispondo “Yes” sempre correndo, sudato e con il cappotto e giacca in mano.

Arrivato da lei mi fa cenno di seguirla dentro un autobus, fuori dall’aeroporto: è completamente vuoto. Stavano aspettando solo me. Pazzesco, nemmeno fossi stato il presidente degli Stati Uniti. Senza pensarci due volte esco fuori dalla sala per entrare nell’autobus. Mi ritrovo per una ventina di metri in maniche di camicia all’esterno, nel bel mezzo di una bufera di neve, con un vento gelido pazzesco che ti appiccica la neve in faccia e una temperatura inferiore allo zero. Trafelato, salgo sull’autobus che parte immediatamente per l’aereo. Mi dico: “Una broncopolmonite non te la leva nessuno, ormai!

Finalmente salgo sull’aereo che deve partire per Tallinn, un Fokker F50, un piccolo bimotore ad elica. Mentre mi accingo a prendere posto in un aereo affollatissimo, fuori la tempesta di neve impazza. Il vento è fortissimo. Mentre mi siedo, ancora sudato inizio a chiedermi: “Ma questo aereo ce la farà a fare 1.000 chilometri di volo in queste condizioni?”

Inizio a vedere nella mia mente già i titoli dei giornali: “Piccolo aereo precipita nel Mar Baltico durante una tempesta di neve“. Poi guardo le altre persone a bordo: estoni, russi, finlandesi, asiatici. Sono tutti tranquilli. Allora mi dico: “Ma sì, ma in fondo, chi se ne frega!”

Finalmente l’aereo accende le eliche dei motori e parte. Fuori c’è una tormenta di neve incredibile: i mezzi spalaneve lavorano in continuazione. In Italia avrebbero dichiarato lo stato di calamità nazionale e chiuso gli aeroporti almeno per tre giorni. Lì invece partivo con un piccolo aeroplano ad elica. Nella fase di decollo l’aereo oscilla e vibra come non mai, sembra di essere sulle montagne russe. Ma decolla. E una volta in alto, tra un sobbalzo e l’altro dovuto alla turbolenza mi chiedo: “Ma come mai in Italia appena c’è una spruzzatina di neve si ferma l’intero mondo e qui invece, che sembra di essere nell’Antartico, tutto viene vissuto come ordinaria amministrazione?”

Finalmente atterro a Tallinn, in Estonia. All’aeroporto mi accoglie Valentin, l’estone di origine russa che dirige l’azienda software che lavora per noi. L’avevo già incontrato a Lugano. Tra noi il feeling è immediato, mi rendo subito conto che fra un siciliano e un russo c’è poca differenza, a livello caratteriale.

Dall’aeroporto, che dista soli 4 km dal centro della città, mi porta all’albergo, il Savoy Boutique Hotel, un lussuoso 5 stelle.

Vista dalla mia camera d'albergo Scorcio del Municipio di Tallinn Ristorante Olde Hansa

Poi, assieme alle altre persone (uno User Experience Designer olandese e un consulente americano di mondi virtuali on line) andiamo a cena al ristorante Olde Hansa, un delizioso ristorante in stile medievale con personale in costume d’epoca, musica eseguita dal vivo da musicisti in costume e piatti tipici rielaborati dalle antiche ricette medievali.

Si cena a lume di candela. Prendo una birra scura al miele e un ricco piatto di carne: buonissimo. Qualcun altro ha ordinato una sorta di brasato di carne d’orso. Lo assaggio: buono. Il gusto sembra simile allo stracotto d’asino delle valli bergamasche.

Dopo aver cenato facciamo un breve giro nel centro storico di Tallinn innevato: fantastico, fiabesco, evocativo. Fuori ci saranno adesso circa -7 gradi, ma si sta bene in quell’atmosfera. Decido di sfidare il freddo, mi tolgo i guanti e mi metto a scattare fotografie.

Raekoja Plats Raekoja Plats Raekoja Plats

Dopo ritorniamo in hotel per andare a dormire. Domani ci aspetta una giornata intensa di lavoro.

Tallinn, Estonia

lunedì, 7 gennaio 2008

Tallinn 

Domani parto per Tallinn per un viaggio di tre giorni, assieme ad altre persone della nuova società per cui lavoro. A Tallinn abbiamo una società di sviluppo software che lavora per i nostri progetti web.

Tallinn è la capitale e il principale porto dell’Estonia.
Nel 1285 Tallinn entrò a far parte della Lega Anseatica, la famosa alleanza mercantile e militare di città che nel tardo medioevo mantenne il monopolio dei commerci su gran parte del Nord Europa e del Mar Baltico.

Oggi Tallinn è una bella città con meno di 400.000 abitanti, con uno dei centri storici medievali meglio conservati al mondo e una fiorente attività economica nel terziario avanzato, soprattutto nel settore informatico e nelle nuove tecnologie legate a Internet, dove costituisce uno dei poli di eccellenza a livello europeo.

Nel 2005 il New York Times ha definito l’Estonia come “una sorta di Silicon Valley sul Mar Baltico“. La più famosa società estone del settore è probabilmente, la Skype Technologies S.A., che ha elaborato l’omonimo software di instant messaging e telefonia VoIP.

Pur non essendo questo un momento particolarmente sereno per me e la mia famiglia, ma anzi molto travagliato – per usare un’espressione eufemistica che non rende pienamente l’idea della situazione – cercherò di sfruttare questo viaggio di lavoro per ritagliarmi dei momenti in cui poter stare da solo con i miei pensieri al cospetto degli spazi vasti e delle smisurate distese del nord europa.

Spero di trovare paesaggi battuti dal vento, vedute e scorci suggestivi sotto un cielo livido, un mare cupo sopra cui si addensano nuvole plumbee, specchio del tumulto di sentimenti che si agitano nel mio animo.

Tallinn  Tallinn inverno 2006  Estonia inverno

Mi affascinano l’idea di vedere il Mar Baltico in pieno inverno, di vedere i paesaggi del nord debolmente illuminati dalla fioca luce invernale, di sperimentare il freddo intenso, quello vero, con temperature medie a gennaio di -7 gradi e punte anche di -20 gradi, l’idea di passeggiare per il centro storico medievale di una delle città della gloriosa Lega Anseatica.

Tre settimane fa ho comprato una fotocamera reflex digitale, una Canon EOS 400D. Erano anni che volevo comprarmi una buona macchina fotografica digitale. Conservo e uso ancora una vecchia e gloriosa reflex analogica, la Yashica FX-D Quartz, che mi fu regalata da mio padre per la promozione all’esame di terza media, nel 1980, e con la quale ho scattato migliaia di fotografie.

Con la mia nuova fotocamera digitale spero di scattare delle foto interessanti da pubblicare sul blog, una volta ritornato in Italia.

Imprese, politici e camorra: ecco i colpevoli della peste

sabato, 5 gennaio 2008

Roberto Saviano

Roberto Saviano ha pubblicato oggi su Repubblica un articolo durissimo che è un’analisi spietata, lucida, terribile, con nomi e cognomi sulla tragedia di Napoli e di tutto il sud, e sul perverso intreccio fra mafie, imprenditoria, politica, tra nord e sud italia.

Roberto Saviano è l’autore di Gomorra, il best-seller che racconta un viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra. 

Il suo articolo è un’analisi inquietante che svela i collegamenti fra l’avvelenamento lento da inquinamento e l’aumento vertiginoso di casi di tumore e malformazioni fetali. Si tratta di una lettura che consiglio vivamente a tutti quello che hanno voglia e coraggio di addentrarsi nel male oscuro della realtà italiana.

Ne trascrivo di seguito alcuni passaggi particolarmente significativi. L’articolo di Roberto Saviano, nella sua interezza, lo potete trovare cliccando qui.

[...]Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici[...]

[...]Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%.[...]

[...]I rifiuti sono un enorme business. Ci guadagnano tutti: è una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo.[...]

[...]Se si va in Liguria o in Piemonte numerosissime attività che vengono gestite da società campane operano secondo tutti i criteri normativi e nel miglior modo possibile. A nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio con l’ambiente, a sud si sotterra, si lercia, si brucia.[...]

[...]Sullo smaltimento dei rifiuti in Campania ci guadagnano le imprese del nord-est. Come ha dimostrato l’operazione Houdini del 2004, il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un’azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso. Un risparmio dell’80% sui prezzi ordinari. [...]

[...]Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari, sarebbe la più grande montagna esistente ma sulla terra. Persino alla Moby Prince, il traghetto che prese fuoco e che nessuno voleva smaltire, i clan non hanno detto di no.
Secondo Legambiente è stata smaltita nelle discariche del casertano, sezionata e lasciata marcire in campagne e discariche.[...]

[...]Quando si getta qualcosa nell’immondizia, lì nel secchio sotto il lavandino in cucina, o si chiude il sacchetto nero bisogna pensare che non si trasformerà in concime, in compost, in materia fetosa che ingozzerà topi e gabbiani ma si trasformerà direttamente in azioni societarie, capitali, squadre di calcio, palazzi, flussi finanziari, imprese, voti. E dall’emergenza non si vuole e non si po’ uscire perché è uno dei momenti in cui si guadagna di più.[...]

[...]Sono le nuove generazioni ad essere danneggiate. Il futuro stesso è compromesso. Chi nasce neanche potrà più tentare di cambiare quello che chi li ha preceduti non è riuscito a fermare e a mutare. L’80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale avvengono in queste terre martoriate.[...]

[...]Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l’eroe epico che strappa le braccia all’Orco che appestava la Danimarca: “Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla“.[...]

Variazioni Goldberg – Glenn Gould

sabato, 5 gennaio 2008

Bach - Goldberg Variations - Glenn Gould

Stamane, andando in treno a Lugano, e attraversando un paesaggio innevato che scorreva come sfondo irreale ai miei pensieri, ho ascoltato con brividi di indefinibile piacere le Variazioni Goldberg di Bach nella superba performance pianistica di Glenn Gould del 1981; si tratta della seconda esecuzione di Gould, eseguita un anno prima della sua morte, dopo quella storica dell’esordio fulminante del 1955.

Glenn Gould (1932-1982) è stato un geniale pianista e compositore canadese dalla tecnica formidabile, dotato di una una grande chiarezza e cristallinità di tocco, caratterizzato da una maniacale pulizia delle note che gli permetteva la scelta di tempi veloci pur mantenendo sempre la separazione e la chiarezza di ogni singola nota. Si è detto che Gould non abbia mai suonato due volte lo stesso pezzo nella medesima maniera.

Glenn Gould spesso cantava mentre suonava: egli affermava che il suo canto era qualcosa di inconscio, e che cresceva in modo proporzionale all’incapacità del pianoforte di realizzare la musica come egli la intendeva. Gould era anche famoso per i suoi particolari movimenti del corpo con cui accompagnava la musica mentre suonava, e per il fatto di suonare sempre e solo su una sedia pieghevole costruita da suo padre e che continuò ad utilizzare anche quando si era quasi compleramente consumata.

Vi propongo due rari filmati tratti da quella straordinaria sessione di registrazione effettuata da Glenn Gould nel 1981.


Glenn Gould plays Goldberg Variations var25


Glenn Gould plays Goldberg Variations 1-7

Le 32 Variazioni Goldberg per clavicembalo sono un’opera composta da Johann Sebastian Bach tra il 1741 e il 1745 per Johann Gottlieb Goldberg, un giovane musicista a quel tempo a servizio come maestro di cappella presso il conte Keyserlingk e costituiscono uno dei capolavori assoluti di Bach nell’ambito della musica per strumenti a tastiera, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo che per lo stile e la complessità strutturale della composizione.

L’opera è stata concepita come un’architettura modulare di 32 brani, disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono una coesione e una continuità che non hanno forse eguali nella storia della musica, ed è basata sulla struttura del contrappunto.

Il contrappunto è l’arte di combinare una data melodia (canto dato) con una o più melodie contemporanee, che si dicono contrappunti rispetto al canto dato. In poche parole il contrappunto consiste nell’arte di sovrapporre e far coesistere due melodie diverse. Per far questo la struttura della musica deve essere organizzata in modo perfettamente pianificato per evitare di degenerare nel caos.

La leggenda vuole che Goldberg commissionasse a Bach quest’opera per alleviare le notti insonni del signore presso cui lavorava, e che per il lavoro svolto Bach fosse stato ricompensato con “cento Luigi d’oro in una coppa, d’oro anch’essa”, come scriveva Johann Nikolaus Forkel, il primo biografo di Bach.

Gli studiosi hanno poi dimostrato l’infondatezza di tale leggenda. All’epoca Goldberg era infatti un ragazzo di quattordici anni che, per quanto dotato di grande tecnica come scrivevano i suoi contemporanei, è altamente improbabile che possedesse la maestria necessaria per suonare un’opera tanto complessa e sofisticata.

Truffa via SMS

giovedì, 3 gennaio 2008

 Toto Truffa

Stamane ho ricevuto un SMS che diceva:

CENTRO MSG
È presente un nuovo messaggio. Ore 12.23 del 03/01/2008 (1 messaggio). Per ascolto chiama da fisso 899.3333.11. Infocentromessaggi.info
 

Ovviamente non ho chiamato, ma incuriosito sono andato sul sito “centromessaggi.info“.

Si tratta di un sito per incontri erotici e videochat a pagamento. Nella sezione “Info/Faq” dicono testualmente:

Il messaggio da lei ricevuto è da attribuirsi ad un nostro utente che attraverso la registrazione al nostro sito, ha la possibilità di inviare dei messaggi.
Il messaggio conterrà soltanto il numero da chiamare per ascoltare il messaggio vocale dei nostri utenti.
La telefonata ha un costo di € 15 iva inclusa.
Prima di telefonare consigliamo di controllare il costo della telefonata e verificare l’attendibilità del messaggio.

Avete capito bene:  La telefonata ha un costo di € 15 iva inclusa!

Sul sito web lo dicono, ma nel SMS ovviamente no. Si tratta di una truffa bella e buona!

Facendo un po’ di ricerche su internet ho scoperto che si tratta di una truffa che gira da un po’ di tempo e che il sito cambia nome e dominio di tanto in tanto.
In pratica vengono spediti sms a pacchi di mille a tutti i numeri compresi in un intervallo di numerazioni 339 (o altro prefisso) abcd000 fino alla 339/adcd999.
Statisticamente qualcuno (e credo non saranno pochi) abbocca, e ogni volta sono 15 euro che vengono spillati ai malcapitati e che vanno a finire nelle tasche dei truffatori.

Sabato andrò a sporgere denuncia alla polizia di stato.

L’unica cosa che mi chiedo è come mai questi figli di buona donna non vengono mai presi e sbattuti in carcere, e possono continuare indisturbati a truffare le persone, soprattutto anziani e gente che ha poca dimestichezza con i nuovi strumenti tecnologici e internet.

Per adesso, digitando il dominio “centromessaggi.info” nel sito http://www.whois.net/ (o in qualunque altro sito di registrazione domini che si appoggia ad esso), si scopre che il dominio è stato registrato a Bryan, una città del Texas. Ovviamente una bufala.

Domain ID:D17461919-LRMS
Domain Name:CENTROMESSAGGI.INFO
Created On:24-Apr-2007 15:06:30 UTC
Last Updated On:23-Jun-2007 20:36:04 UTC
Expiration Date:24-Apr-2008 15:06:30 UTC
Sponsoring Registrar:GKG.NET,Inc. (R260-LRMS)
Status:CLIENT TRANSFER PROHIBITED
Registrant ID:GKG-P000004FBD
Registrant Name:GKG.NET Domain Proxy Service Administrator
Registrant Organization:GKG.NET Domain Proxy Service
Registrant Street1:302 N Bryan Ave
Registrant City:Bryan
Registrant State/Province:TX
Registrant Postal Code:77803
Registrant Country:US
Registrant Phone:+1.9796935447
Registrant FAX:+1.9796947060
Registrant Email:centromessaggi.info@privatedomain.gkg.net
Admin ID:GKG-P000004FBE
Admin Name:GKG.NET Domain Proxy Service Administrator
Admin Organization:GKG.NET Domain Proxy Service
Admin Street1:302 N Bryan Ave
Admin City:Bryan
Admin State/Province:TX
Admin Postal Code:77803
Admin Country:US
Admin Phone:+1.9796935447
Admin FAX:+1.9796947060
Admin Email:centromessaggi.info-admin@privatedomain.gkg.net
Billing ID:GKG-P000004FC0
Billing Name:GKG.NET Domain Proxy Service Administrator
Billing Organization:GKG.NET Domain Proxy Service
Billing Street1:302 N Bryan Ave
Billing City:Bryan
Billing State/Province:TX
Billing Postal Code:77803
Billing Country:US
Billing Phone:+1.9796935447
Billing FAX:+1.9796947060
Billing Email:centromessaggi.info-billing@privatedomain.gkg.net
Tech ID:GKG-P000004FBF
Tech Name:GKG.NET Domain Proxy Service Administrator
Tech Organization:GKG.NET Domain Proxy Service
Tech Street1:302 N Bryan Ave
Tech City:Bryan
Tech State/Province:TX
Tech Postal Code:77803
Tech Country:US
Tech Phone:+1.9796935447
Tech FAX:+1.9796947060
Tech Email:centromessaggi.info-tech@privatedomain.gkg.net
Name Server:DNS1.SCSITALIANET.IT
Name Server:DNS2.SCSITALIANET.IT