Variazioni Goldberg – Glenn Gould

Bach - Goldberg Variations - Glenn Gould

Stamane, andando in treno al lavoro e attraversando un paesaggio innevato che scorreva come sfondo irreale ai miei pensieri, ho ascoltato con brividi di indefinibile piacere le Variazioni Goldberg di Bach nella superba performance pianistica di Glenn Gould del 1981; si tratta della seconda esecuzione di Gould, eseguita un anno prima della sua morte, dopo quella storica dell’esordio fulminante del 1955.

Glenn Gould (1932-1982) è stato un geniale pianista e compositore canadese dalla tecnica formidabile, dotato di una grande chiarezza e cristallinità di tocco, caratterizzato da una maniacale pulizia delle note che gli permetteva la scelta di tempi veloci pur mantenendo sempre la separazione e la chiarezza di ogni singola nota. Si è detto che Gould non abbia mai suonato due volte lo stesso pezzo nella medesima maniera.

Glenn Gould spesso cantava mentre suonava: egli affermava che il suo canto era qualcosa di inconscio, e che cresceva in modo proporzionale all’incapacità del pianoforte di realizzare la musica come egli la intendeva. Gould era anche famoso per i suoi particolari movimenti del corpo con cui accompagnava la musica mentre suonava, e per il fatto di suonare sempre e solo su una sedia pieghevole costruita da suo padre e che continuò ad utilizzare anche quando si era quasi compleramente consumata.

Vi propongo due rari filmati tratti da quella straordinaria sessione di registrazione effettuata da Glenn Gould nel 1981.


Glenn Gould plays Goldberg Variations var25


Glenn Gould plays Goldberg Variations 1-7

Le 32 Variazioni Goldberg per clavicembalo sono un’opera composta da Johann Sebastian Bach tra il 1741 e il 1745 per Johann Gottlieb Goldberg, un giovane musicista a quel tempo a servizio come maestro di cappella presso il conte Keyserlingk e costituiscono uno dei capolavori assoluti di Bach nell’ambito della musica per strumenti a tastiera, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo che per lo stile e la complessità strutturale della composizione.

L’opera è stata concepita come un’architettura modulare di 32 brani, disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono una coesione e una continuità che non hanno forse eguali nella storia della musica, ed è basata sulla struttura del contrappunto.

Il contrappunto è l’arte di combinare una data melodia (canto dato) con una o più melodie contemporanee, che si dicono contrappunti rispetto al canto dato. In poche parole il contrappunto consiste nell’arte di sovrapporre e far coesistere due melodie diverse. Per far questo la struttura della musica deve essere organizzata in modo perfettamente pianificato per evitare di degenerare nel caos.

La leggenda vuole che Goldberg commissionasse a Bach quest’opera per alleviare le notti insonni del signore presso cui lavorava, e che per il lavoro svolto Bach fosse stato ricompensato con “cento Luigi d’oro in una coppa, d’oro anch’essa”, come scriveva Johann Nikolaus Forkel, il primo biografo di Bach.

Gli studiosi hanno poi dimostrato l’infondatezza di tale leggenda. All’epoca Goldberg era infatti un ragazzo di quattordici anni che, per quanto dotato di grande tecnica come scrivevano i suoi contemporanei, è altamente improbabile che possedesse la maestria necessaria per suonare un’opera tanto complessa e sofisticata.

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Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

3 Comments

  • Reply September 28, 2010

    ermeneuta

    Il mio è un blog piccolo, seguito da qualche centinaio di lettori e amici, nessuno dei quali musicisti, nè tantomeno politicanti, che di tanto in tanto lasciano qualche commento
    Non è un forum di musicisti. E’ del tutto normale che un commento possa non avere nessuna risposta.
    Ti ringrazio comunque per avere scritto i tuoi due commenti al mio articolo.

  • Reply September 28, 2010

    Rabaglio Gianpiero

    E’ PASSATO PIù DI UN ANNO DA QUANDO HO SCRITTO UN COMMENTO SPIRITUALE SU BACH .E’ mai possibile che nessun musicista lo habbia letto,e da altri ancora non vi sia arrivato nessun altro commento scritto? Almeno il critico Giacomo Manzoni avrebbe dovuto leggerlo il mio scritto per COMPRENDERE LA CURVA EMOTIVA, da non confondersi colla legatura di portamento. Mah. forse ho chiesto troppo dagli Italiani nostri Governanti, impegnati in cose politicamente e culturalmente più serie delle mie idee, personali. Il mio amico MIchelangeli. ed il compianto altro amico Joseph Robbone di Vercelli mi avrebbero baciato in fronte, lo dico senza presunzione alcuna. Evviva l’Italia. Chissà cosa ne penserà di me il Maestro Vincezo Balzani…

  • Reply August 4, 2009

    Rabaglio Gianpiero

    A mio avviso, queste variazioni aquisterebbero più bellezza se si cantasse un poco di più col basso, diventerebbero forse più romantiche ma si scoprirebbe ciò che ha scoperto Chopin, ossia il segreto divino sta nel basso e anche in qualche canto centrale! Credete a me che sono uin organista alla vecchia maniera tipo Para Ratzinger. Cari saluti e magari una risposta gradita

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