Cronache da Tallinn

Sono tornato venerdi pomeriggio da Tallinn dopo tre giorni di soggiorno in questa città per motivi di lavoro. Tallinn è un posto veramente stupendo, un delicato gioiello di inestimabile bellezza, così lontano e diverso dalle tradizionali mete del turismo europeo.

Di seguito, e nei miei post successivi, troverete il resoconto dei tre giorni trascorsi in questa piccola città del Mar Baltico, capitale dell’Estonia.

La partenza è martedi 8 gennaio alle 14.10, da Milano Malpensa, con un volo di 3 ore della compagnia Air Baltic con scalo a Riga, in Lettonia e poi partenza alle 18.55 con un secondo volo per Tallinn.

Una volta imbarcatomi, ecco la prima sorpresa: l’aereo per Riga parte da Malpensa con un’ora di ritardo. A questo punto mi sono già rassegnato ad aver perso la coincidenza per Tallinn: avevo infatti giusto un’ora di tempo.

In volo sulle Alpi In volo sulle Alpi Tramonto mentre si sorvola la Polonia

In volo l’aereo recupera quasi mezzora e atterro a Riga in Lettonia alle 18.30, ora locale (le 17.30 in Italia) nel bel mezzo di una bufera di neve. Ho solo una ventina di minuti di tempo disponibile per fare nuovamente il check-in prima che l’aereo per Tallinn parta.

L’addetta al check-in è di una lentezza insostenibile mentre controlla i passaporti di una coppia di russi davanti a me.  Arrivato il mio turno, mancano solo 5 minuti alla partenza dell’aereo per Tallinn, chiedo rassegnato se sono ancora in tempo a prendere il volo. E lì succede il miracolo. L’addetta al check-in, in uno strano inglese dalla pronuncia russo-lettone mi rassicura, parla al walkie-talkie con gli altri addetti e poi mi dice di affrettarmi, di correre “straight on, then on the right, and then on the left”.

Ovviamente parto all’impazzata, l’idea di trascorrere una notte all’aeroporto di Riga non mi garba per nulla. Trovo una ragazza addetta ai controlli, le spiego la situazione: lei gentilissima, dopo aver parlato al walkie-talkie, mi dice di seguirla. Mi fa eludere tutti i controlli di sorveglianza (alla faccia della sicurezza), passiamo da una porticina laterale e velocemente mi controllano i documenti e il bagaglio a mano. Mentre sto con la cintura dei pantaloni, giacca e cappotto in mano, vedo una donna che dal fondo di un corridoio con la mano alzata mi chiede: “Mr. Campo, flight for Tallinn?” Rispondo “Yes” sempre correndo, sudato e con il cappotto e giacca in mano.

Arrivato da lei mi fa cenno di seguirla dentro un autobus, fuori dall’aeroporto: è completamente vuoto. Stavano aspettando solo me. Pazzesco, nemmeno fossi stato il presidente degli Stati Uniti. Senza pensarci due volte esco fuori dalla sala per entrare nell’autobus. Mi ritrovo per una ventina di metri in maniche di camicia all’esterno, nel bel mezzo di una bufera di neve, con un vento gelido pazzesco che ti appiccica la neve in faccia e una temperatura inferiore allo zero. Trafelato, salgo sull’autobus che parte immediatamente per l’aereo. Mi dico: “Una broncopolmonite non te la leva nessuno, ormai!

Finalmente salgo sull’aereo che deve partire per Tallinn, un Fokker F50, un piccolo bimotore ad elica. Mentre mi accingo a prendere posto in un aereo affollatissimo, fuori la tempesta di neve impazza. Il vento è fortissimo. Mentre mi siedo, ancora sudato inizio a chiedermi: “Ma questo aereo ce la farà a fare 1.000 chilometri di volo in queste condizioni?”

Inizio a vedere nella mia mente già i titoli dei giornali: “Piccolo aereo precipita nel Mar Baltico durante una tempesta di neve“. Poi guardo le altre persone a bordo: estoni, russi, finlandesi, asiatici. Sono tutti tranquilli. Allora mi dico: “Ma sì, ma in fondo, chi se ne frega!”

Finalmente l’aereo accende le eliche dei motori e parte. Fuori c’è una tormenta di neve incredibile: i mezzi spalaneve lavorano in continuazione. In Italia avrebbero dichiarato lo stato di calamità nazionale e chiuso gli aeroporti almeno per tre giorni. Lì invece partivo con un piccolo aeroplano ad elica. Nella fase di decollo l’aereo oscilla e vibra come non mai, sembra di essere sulle montagne russe. Ma decolla. E una volta in alto, tra un sobbalzo e l’altro dovuto alla turbolenza mi chiedo: “Ma come mai in Italia appena c’è una spruzzatina di neve si ferma l’intero mondo e qui invece, che sembra di essere nell’Antartico, tutto viene vissuto come ordinaria amministrazione?”

Finalmente atterro a Tallinn, in Estonia. All’aeroporto mi accoglie Valentin, l’estone di origine russa che dirige l’azienda software che lavora per noi. L’avevo già incontrato a Lugano. Tra noi il feeling è immediato, mi rendo subito conto che fra un siciliano e un russo c’è poca differenza, a livello caratteriale.

Dall’aeroporto, che dista soli 4 km dal centro della città, mi porta all’albergo, il Savoy Boutique Hotel, un lussuoso 5 stelle.

Vista dalla mia camera d'albergo Scorcio del Municipio di Tallinn Ristorante Olde Hansa

Poi, assieme alle altre persone (uno User Experience Designer olandese e un consulente americano di mondi virtuali on line) andiamo a cena al ristorante Olde Hansa, un delizioso ristorante in stile medievale con personale in costume d’epoca, musica eseguita dal vivo da musicisti in costume e piatti tipici rielaborati dalle antiche ricette medievali.

Si cena a lume di candela. Prendo una birra scura al miele e un ricco piatto di carne: buonissimo. Qualcun altro ha ordinato una sorta di brasato di carne d’orso. Lo assaggio: buono. Il gusto sembra simile allo stracotto d’asino delle valli bergamasche.

Dopo aver cenato facciamo un breve giro nel centro storico di Tallinn innevato: fantastico, fiabesco, evocativo. Fuori ci saranno adesso circa -7 gradi, ma si sta bene in quell’atmosfera. Decido di sfidare il freddo, mi tolgo i guanti e mi metto a scattare fotografie.

Raekoja Plats Raekoja Plats Raekoja Plats

Dopo ritorniamo in hotel per andare a dormire. Domani ci aspetta una giornata intensa di lavoro.

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Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

7 Comments

  • Reply November 19, 2010

    Stefano

    Abbiamo per caso trovato il tuo racconto e ci siamo ritrovati molto nella tua “piccola disavventura”; noi siamo stati a Tallin quest’estate, stesso volo e stesso orario.. Siamo partiti con un po’ di ritardo da Milano, una volta giunti a Riga eravamo gli unici a dover far check-in .. una volta raggiunto l’aereo, un fokker ad elica, ormai già in pista pronti al decollo all’improvviso siam stati colpiti da un violento temporale di acqua e vento.. abbiamo atteso quasi un’ora sul veivolo con aria condizionata spenta ma con un ottimo bicchiere d’acqua tiepida offerta dalla compagnia!Al decollo la sensazione è stat “vibrante” perchè abbiamo attraversato il temporale pur essendo decollati in direzione opposta a quella prevista. Fortunatamente arrivati a Tallin abbiam incontrato un gentilissimo taxista che nell’accompagnarci in hotel ci ha fatto da cicerone.. in nostro seppur breve soggiono a Tallin è stato meraviglioso e ci piacerebbe visitarla anche nel periodo natalizio, perchè l’atmosfera deve essere magica! ciao

  • Reply January 18, 2008

    Andrea

    Caro Salvo,
    mi dispiace moltissimo per la tua diletta. Ricordo quando ti rivolgesti a me per avere un po’ di conforto, tempo fa. Ho presente i tuoi commenti alla mia “vita coniugale”, in cui , sorridendo, vedevi un parallelo e in cui parzialmente ti ritrovavi.
    Non riesco ad immaginare cosa voglia dire trovarsi nella tua situazione, di fronte ad un baratro in cui non riesci a scorgere il fondo. Una cosa solo posso dirti, per averla provata per entrambi i genitori che ho perduto, una cosa già detta milioni di volte, e che pare così assurda per chi, come te, in questo momento non riesce neanche a distinguere bene le parole che legge o che gli vengono dette: il tempo ti darà una mano. Non ti restituirà quello che hai perduto, e nemmeno potrai tornare mai “in pari” con il maledetto fato, col destino, ma a poco a poco, giorno dopo giorno, anno dopo anno, la ferita sanguinerà di meno.
    Fatti forza, non per te, ma per le tue bambine. Ne hanno assoluto bisogno, sei la loro vita. E’ necessario, imprescindibile, che trovi dentro di te la forza per continuare ad andare avanti, per loro. Lei, anche se non la conosco, avrebbe voluto così, ed il vostro amore deve trasformarsi nel legame che terrà le tue piccole attaccate alla vita.
    Un abbraccio.

  • Reply January 15, 2008

    Rita

    Ho sognato questo viaggio per anni. Sapessi che sorpresa riscoprire il tuo blog (me lo aveva segnalato mio marito Alberto qualche tempo fa) e trovarmi immersa in questa fiabesca atmosfera nordica.
    Inutile forse aggiungere che muoio di invidia 😉
    … attendo con impazienza il resto del racconto

    Rita

  • Reply January 15, 2008

    ermeneuta

    Il russo che ho conosciuto io (ma che pero’ vive da quando era piccolo in Estonia) sembra preciso, fisicamente e caratterialmente, un mio caro amico siciliano.

  • Reply January 15, 2008

    alessandro

    notevole… il racconto del viaggio è molto divertente.
    D’altronde non poteva andare diversamente. Almeno in questo momento ricco di intense esperienze e di picchi emotivi.
    Sul fatto che siciliani e russi abbiano elementi caratteriali comuni ho però qualche perplessità…

  • Reply January 15, 2008

    Mines

    Bello il tuo racconto..bella Tallin…bello leggerlo..

  • Reply January 13, 2008

    nexusdue

    uau!

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