
Sono stato tre giorni a riflettere se scrivere un post su Annemieke oppure no, ben sapendo quanto lei era schiva, timida e riservata. Ma adesso tutto è cambiato; dopo aver visto tanto affetto e solidarietà attorno a me, a lei e alle nostre bambine, addirittura un torneo ufficiale di RisiKo! dedicato a lei, mi rendo conto che certe remore sono ormai fuori luogo.
La morte sconvolge tutte le nostre certezze, i nostri paradigmi, i nostri piani; costringe a rivedere la nostra intera esistenza buttando all’aria tutto quello che fino ad allora sembrava scolpito nella pietra. Per questo ho deciso di pubblicare le parole che ho dedicato a lei lunedi scorso, alla fine della cerimonia. Parole che ho pronunciato davanti a tutti con il sorriso sulle labbra, con la malinconia amara di chi sa di non poter più rivivere momenti comuni di gioia semplice, ma intensa. E alcune delle foto più belle e recenti.
Annemieke, abbiamo vissuto insieme quasi 17 anni della nostra vita.
Sei stata, sei, una donna e una compagna meravigliosa, unica, e lo puoi vedere anche tu da quanti amici sono venuti qui oggi a salutarti.
Sei stata una madre straordinaria e le nostre figlie Edith e Isabel, che tu amavi tantissimo, sono qui a testimoniarlo con la loro serenità e vivacità. Tu per loro sei la bella addormentata, che si tramuterà presto in un raggio di luce per diventare la stella più luminosa del cielo.
Ormai ci conoscevamo così bene che sono certo che oggi non avresti trovato nulla da ridire sul mio abbigliamento, come a volte facevi con il sorriso sulle labbra: «Ma Turi, ma perchè ti sei messo quella giacca?…. Ma come ti sei vestito?… Tuuuriiiii!»
Stamattina molti amici mi hanno chiamato per chiedermi come stavo e farmi forza. In realtà stamane mi sentivo emozionato e nervoso come un ragazzino al primo appuntamento galante, mi sembrava di rivivere le stesse emozioni dei nostri primi incontri. È veramente strana la vita.
Ma adesso non voglio parlare di quello che tutti sanno di te e del nostro bellissimo rapporto. Dirò qualcosa che nessuno sapeva.
Erano almeno tre anni ormai che pensavamo di sposarci, in perfetta controtendenza con il resto del mondo, come sempre. Volevamo fare una bella festa insieme alle bambine, per suggellare così il nostro amore e la nostra unione in modo ufficiale davanti a tutti, proprio quando non ce n’era più bisogno, e nessuno se lo aspettava.
Era proprio questo il bello.
Ma ogni volta ce n’era sempre una nuova: i tuoi problemi di salute, i miei problemi di lavoro, i problemi economici…
E tu, ridendo e scherzando, mi dicevi: «Allora Turi, quand’è che chiedi la mia mano? Quando mi chiedi di sposarti?»
La prossima estate sembrava essere finalmente quella giusta: tu ormai stavi bene di salute e io avevo trovato un ottimo lavoro.
Così non è stato.
Ma io adesso voglio dire, davanti a te e davanti a tutti, che questa cerimonia rappresenta anche il nostro matrimonio.
Tu sei qui. Io sono qui. Le bambine ci sono. Gli amici e i parenti ci sono tutti: chi non è potuto venire è presente con il cuore e con la mente. Non manca nulla.
Ti ho sempre chiamata «mia moglie» davanti agli altri, così come tu dicevi «mio marito».
In fondo siamo sposati da sempre.
Stamane ti ho messo fra le mani una piccola pietra di ossidiana nera delle Eolie, raccolta in una spiaggia di Lipari qualche settimana prima di incontrarci e che ti avevo regalato quando ci siamo conosciuti. E poi ti ho messo anche un po’ della sabbia fine e dorata della spiaggia di Passo Marinaro, in Sicilia, che tu amavi così tanto.
Assieme ai disegni e ai pupazzetti di peluche donati da Edith e Isabel, saranno i tuoi compagni di viaggio.
Gli antichi dicevano: «Muore giovane chi è caro agli dei». Forse è veramente così.
Tu sei, e sarai, sempre con me e le nostre bambine, Edith e Isabel.
Ciao Annemieke. Ci vediamo in un’altra vita.











un abbraccio amico mio
….ho trascorso lo stesso periodo a riflettere se scrivere o meno un pensiero su questo lutto, “rischiando” di…..passare per un insensibile o per distratto.
….la tua dichiarazione d’amore per questa ragazza, il fatto che TU stia elaborando in maniera dignitosa questa tragedia mi ha aiutato (TI ringrazio) a palesare insieme a tutte le altre che hai ricevuto, anche la mia testimonianza d’affetto.
Un saluto.
Danilo
…SNC
resterà sempre nei nostri cuori perchè era una persona troppo cara
Belle le tue parole. Sicuramente le avrai trovate, e le troverai di nuovo, anche per le tue bambine, di così belle.
Io la sto conoscendo da queste parole e spero di conoscerla ancora di più, Salvo.
Vi abbraccio forte.
ciao sono Rossana la mamma di Matilde e rappresentante della sezione rosa dello scorso anno. Volevo solo dirti che ti sono molto vicino in questo momento di dolore sia a te che alle tue splendide e dolci bambine..
un abbraccio forte Rossana.
“Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato, in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l’albero, o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. Non ha importanza quello che si fa, diceva mio nonno, purché si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos’altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l’uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere, sta nel tocco, diceva. Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, sul quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà per tutta una vita”.
Da ‘Fahrenheit 451’ di Ray Bradbury
Un sincero abbraccio a te e alle bambine
Max (marito di Marta)
non posso crederci, eravate una famiglia meravigliosa e rara!!!
Hai tutta la mia solidarietà, anche se non ci siamo mai visti…
Scusa, se mi intrometto…una perfetta sconosciuta…ma conosco questo tipo di dolore…e so che cosa si prova…vado via in punta di piedi. Scusami ancora.
Un battito d’ali e un pensiero per la tua dolce sposa
Grazie di cuore.
Mi colpisce molto il fatto di ricevere in questa circostanza un pensiero di affetto, un abbraccio, anche da persone sconosciute.
Salvo
Grazie a te, Salvo! Non è da tutti condividere con gli altri dei sentimenti così profondi e intimi…
Dai prova di una sensibilità e intelligenza particolari oltre ad una squisita finezza d’animo. Lo avevo intuito leggendo i tuoi post e questa risposta me ne ha dato la conferma.
Annarita
Turi,
tante volte ho visitato il tuo blog e sono stata sul punto di scriverti qualcosa. Ma mi sono sempre fermata prima, mi mancavano le parole.
Non le ho neanche oggi. Però oggi sento che non posso non dirti quanto mi è dispiaciuto per Annemieke, la tua bionda moglie del nord, conosciuta in una notte siciliana di carne arrostita sul fuoco a casa di Ale.
Un abbraccio e un pensiero di grande tenerezza per le vostre bambine.
Giovanna
Grazie di cuore Giovanna.
Ci incontreremo nuovamente, spero, quest’estate.
Turi
Pur non conoscendovi, ho letto le parole intense che hai scritto alla Tua dolce Amata Annemieke, e non potevo non lasciare il mio piccolo messaggio di cordoglio per la sua dipartita: so che vuoi bene alle tue 2 bimbe e sempre gliene vorrai, come ti rimarra’ sempre nel cuore l’immagine di Lei. Ciao Steve.
Una carezza, leggera, alle tue bambine