Come mi sento

Ombre - Io e Annemieke

Tanti, fra parenti, amici, conoscenti, mi chiedono come mi sento, come sto.

La realtà è che non lo so bene nemmeno io come mi sento. In realtà sto bene e, anche se può sembrare strano, sento una grande forza e serenità dentro di me che prima nemmeno immaginavo. Ho un grande vuoto dentro e un senso di amarezza che mi pervade in ogni momento. Ma sono sereno.

Mi sento come un combattente reduce da una lunga e tremenda battaglia che non ha lasciato superstiti. Uno che ha attraversato l’inferno e ne è uscito da solo. Un sopravvissuto. Uno che è stato in bilico per mesi su una corda sospesa sull’abisso, come un funanbolo folle e disperato, impotente, stando vicino alla persona che amava, tenendola per mano e cercando di tirarla via fino all’ultimo. Ma che alla fine si è dovuto arrendere. La corda si è spezzata. Come sempre, prima o poi, accade.

Adesso non ho più paura. Non ho paura della morte. Non ho paura della malattia. Ho paura solo per le mie figlie.
Porto viva dentro di me la forza di Annemieke, che non ho mai sentito tanto fortemente vicina come adesso.
E guardo la vita anche attraverso i suoi occhi, gli occhi di una persona che non c’è più. E percepisco la bellezza del mondo in un modo così intenso e abbagliante che è difficile descrivere a parole.

Sono cambiato. È come se fossi morto anch’io, ma mi fosse stata data l’opportunità di rinascere una seconda volta. E questo lo sento come un grande privilegio.

Dopo avere attraversato l’inferno, avere accolto un oceano di dolore, sofferenza e disperazione ed essere sopravvissuto, mi sento purificato. Come se un fuoco avesse bruciato tutto il superfluo e fosse rimasta solo l’essenza della vita. Un nucleo piccolo, puro, infrangibile, trasparente e luminoso come un diamante. E nulla è più come prima.

Mi sento riappacificato con la vita. Il significato dell’esistenza è imperscrutabile. La vita è imprevedibile, e per viverla degnamente occorre aprirsi all’ignoto, al caos che irrompe nell’esistenza, accogliere dentro di sé questa apparente mancanza di senso, e fare proprio tutto quello che la vita ci offre: gioe, dolori, esaltazioni, piaceri, sofferenze.

La vita è troppo bella e breve per essere vissuta distrattamente. Bisogna suggerne l’essenza, nel bene e nel male, assaporarne ogni minima sfumatura, con voluttà, con struggente malinconia. Non bisogna avere paura delle proprie emozioni e sensazioni, bisogna lasciarsi andare. Esiste solo l’hic et nunc. Di doman non c’è certezza.

Mi sono confrontato anzitempo con la morte, con la più grande paura dei nostri tempi, esorcizzata e malamente rimossa da questa società che si illude di ignorarla con un esasperato attivismo frenetico e un patetico giovanilismo. L’ho guardata in faccia. Ho visto l’orrore estremo e subito dopo la serenità. Ho visto l’essenza della vita, il nostro vivere per morire. Ho avuto paura. Ma ora una strana serenità mi pervade, alternandosi alla malinconia e alla gioia di vivere, di essere ancora vivo.

Adesso sto raccogliendo e leggendo molti articoli e saggi di psicologia relativi all’elaborazione del lutto, soprattutto per aiutare le mie bambine a vivere questo momento serenamente, per far loro capire cosa sia successo alla loro mamma ed elaborare il lutto.

Negare è sempre negativo, soprattutto con i bambini, che hanno una straordinaria sensibilità nel percepire le menzogne, anche quando queste hanno apparentemente un fine positivo. Bisogna invece parlare, essere vicino e presente con il cuore, spiegare nel modo più semplice e naturale la realtà, aiutarli a rivivere in modo creativo quello che hanno vissuto, tramite disegni, fiabe, vivere insieme a loro le emozioni, anche quelle più forti.

E non avere paura di queste emozioni.

P.S. Stanotte, dopo aver scritto questo articolo, ti ho sognata. Eri di nuovo bella, serena, allegra e solare. Non servono profonde nozioni di psicanalisi per comprendere il significato di questo sogno.

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10 Commenti a “Come mi sento”

  1. Federico ( Andy ) scrive:

    Si hai ragione é la strada giusta! ma questo qualcosa che ti spinge a vivere e che ti dà la serenità necessaria ha un Nome e quel nome devi scoprirlo oltre l’abisso.

    Scusami e se vuoi chiamala deformazione professionale.

    un bacio alle bimbe

  2. ermeneuta scrive:

    Capisco cosa intendi…
    Avremo modo qualche volta di parlarne di persona :-)

  3. Rita scrive:

    Ti leggo, sentendomi un intrusa. Ignoto, caos, mancanza di senso…un turbine che rende diversi. Come è vero caro salvo, “La vita è troppo bella e breve per essere vissuta distrattamente.”

  4. Sonia Di Caro scrive:

    Ti sono vicina e vi ho pensati spesso.
    La verità è che, in certe occasioni, non si hanno le parole e quelle che si trovano suonano spesso banali e inopportune.
    Tu le hai trovate per tutti noi. Abbraccio forte te e le bambine.
    Ciao Annemieke.

  5. Marco Casadei-"mozzicotto" scrive:

    Ciao Salvo.
    Devo confessarti che mi sono commosso leggendo cio’ che hai scritto.
    Ad un certo punto nn sono riuscito ad andare avanti,devo interrompere,riprendermi,poi continuare.

    Mi sei di grande insegnamento,grazie Salvo.

  6. ivan scrive:

    Che persona eccezionale che sei Salvo. Un bacio alle bimbe.

  7. Giusi scrive:

    Caro Turi, non ti conosco, se non dalle pagine del tuo blog, e la tua famiglia mi aveva impressionato per la vostra bellezza e unione. La morte di tua moglie mi sconvolge come se mi colpisse direttamente, anche se invece non vi ho mai visto. Hai tutta la mia solidarietà, e il mio pensiero va anche alle tue figlie, che hanno perso una mamma così dolce e bella.

  8. xmax scrive:

    Io ho sentito della musica dentro di me, quando Viviana mi ha dato la notizia per telefono.
    Mi era successa la stessa cosa quando tanti anni fa Alessandro Perozzo, un mio vecchio amico di infanzia, se ne era andato a causa della leucemia.
    La musica comincia a suonare dentro la mia testa e non me ne libero fino a che non la guardo in faccia e la tiro fuori.
    Poi in chiesa mi hai fatto vibrare, Salvo, con la frase “Ciao Annemieke, ci vediamo in un’altra vita”, era la chiave per liberarmi…
    http://www.iognomo.it/guest/Annemieke_4.mp3

  9. ermeneuta scrive:

    Ciao Max,

    molto bella, veramente una gradita sorpresa.
    Inaspettata. Inconsueta.
    La vita non finisce mai di stupire.
    E si vede che ci hai lavorato sù, di notte.
    Mi viene da sorridere, se penso alla faccia che farebbe Annemieke, che sai bene quanto era schiva e riservata.
    Addirittura una canzone dedicata a lei. E bella anche. :-)

    P.S. Si vede che ti piacciono i Subsonica eh! ;-)

    Ciao e grazie ancora
    Salvo

  10. Elena scrive:

    Ciao Salvo,

    quante volte ti ho pensato in questi giorni! Ho pensato ad Annemieke, alle volte che quando lavoravamo insieme ti facevo il verso parlando siciliano e lei rideva dalla scrivania di fronte, sempre schiva, riservata…ai bei momenti, ai suoi sorrisi. E poi penso alle tue bambine che non ho mai conosciuto e penso alla vita di tutti giorni in cui tu, già straziato dal dolore, devi essere forte per loro, forte per tutti e tre…
    E poi cerco di leggere le tue parole, che mi avevano già raccontato, ma non riesco ad andare oltre le prime frasi perchè un tuffo al cuore mi riporta alle mie bambine, anche loro piccole, e penso a quanta forza ci vorrebbe ma….ora, come dici tu, sai che da lassù qualcuno vi darà la forza e quindi tieni duro, verranno momenti difficili, ma la sua luce vedrai che si farà viva ogni volta che ne avrete bisogno…Vedrai!

    un bacio grande grande grande!!

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