Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

«La repressione è il nostro vaccino!
La repressione è civiltà!
»

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) è probabilmente il film più politico del cinema italiano e certamente uno dei più significativi sotto l’aspetto storico e sociale. Nel 1970 vinse l’Oscar per il miglior film straniero.

Il film diretto da Elio Petri e sceneggiato dallo stesso Petri con Ugo Pirro (morto di recente, il 18 gennaio 2008, una data che per me avrà sempre un significato particolare, per motivi personali) era accompagnato dalle musiche di Ennio Morricone e si avvalse della straordinaria interpretazione di Gian Maria Volonté, sicuramente uno dei più grandi attori che il nostro cinema abbia mai avuto, che in questo film diede una magistrale prova di recitazione che gli valse il David di Donatello.

Vidi la prima volta il film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto a sedici anni e ne rimasi impressionato, profondamente turbato e affascinato. Da allora la musica, le sequenze, le frasi del film, la gestualità e l’interpretazione di Volonté mi accompagnano sempre. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto è uno dei miei 10 film preferiti in assoluto.

In tempo di elezioni politiche vicine, di demagogia imperante, di richiami oscuri e torbidi all’ordine, alla legge, alla repressione vale la pena rivedere la celeberrima sequenza del film che vede l’insediamento del “dottore”, interpretato da Volonté, a alla direzione dell’ufficio politico e il suo discorso “programmatico”. Sono passati quasi quarant’anni dal film, ma la sua attualità (o inattualità) è veramente sconcertante. Vengono i brividi a rivedere la sequenza.

Riporto di seguito la trascrizione fedele del discorso di Gian Maria Volonté, desunta direttamente dal film e che potete ascoltare e vedere nella sequenza riportata all’inizio di questo articolo.

TRASCRIZIONE DAL FILM

Gian Maria Volonté: 

«Da oggi assumo la direzione dell’ufficio politico. Voi saprete tutti che io fino a ieri mi sono occupato di assassinii, e con un certo successo.
Non è senza significato che abbiano destinato proprio me, in questo momento, alla direzione dell’Ufficio Politico.

Ciò è stato deciso poiché tra i reati comuni e i reati politici sempre più si assottigliano le distinzioni, che tendono addirittura a scomparire. Questo scrivetevelo bene nella memoria: sotto ogni criminale può nascondersi un sovversivo; sotto ogni sovversivo può nascondersi un criminale.

Nella città che ci è stata affidata in custodia, sovversivi e criminali hanno già steso i loro fili invisibili che spetta a noi di recidere.

Che differenza passa tra una banda di rapinatori che assaltano un istituto bancario e la sovversione organizzata, istituzionalizzata, legalizzata? Nessuna. Le due azioni tendono allo stesso obiettivo, sia pure con mezzi diversi, e cioè al rovesciamento dell’attuale ordine sociale.

  • Seimila prostitute schedate.
  • Un aumento del 20% di scioperi e di occupazioni di edifici pubblici e privati.
  • Duemila case d’appuntamento accertate.
  • In un anno trenta attentati dimostrativi contro la proprietà dello stato.
  • Duecento stupri in un anno.
  • Cinquantamila studenti delle scuole medie in corteo per le vie delle città.
  • Un aumento del 30% delle rapine e degli assalti alle banche.
  • Diecimila schedati in più fra le file dei sovversivi.
  • Seicento omosessuali schedati.
  • Più di settanta gruppi di giovani sovversivi che agiscono al di fuori dei limiti parlamentari.
  • Un aumento del 50% delle bancarotte fraudolente e dei protesti cambiari.
  • Un numero indescrivibile di riviste politiche che invitano alla rivolta.

L’uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite. L’uso della libertà che tende a fare di qualsiasi cittadino un giudice, che ci impedisce di espletare liberamente le nostre sacrosante funzioni.

Noi siamo a guardia della legge, che vogliamo immutabile, scolpita nel tempo…

Il popolo è minorenne. La città è malata. Ad altri spetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere.

La repressione è il nostro vaccino!

Repressione è civiltà!»

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Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

1 Comment

  • Reply August 10, 2012

    liviabaldi

    Ieri sera sulla 7 l’ho visto. Un film bellissimo, mi era sfuggito anni fa, ma sono riuscita a vederlo. Mi è piaciuto molto, lo rivedrei. Volontè è stato grandioso; attori come lui oggi non ce ne sono. Peccato.

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