Addio ad Angese, maestro della satira

Angese

Angese, all’anagrafe Sergio Angeletti, uno dei più grandi maestri della satira italiana è morto all’età di 56 anni, in seguito a una grave malattia durata tre mesi.

Lo ricorda oggi, in modo struggente e virile, sul blog che Angese curava e sul quale pubblicava con ammirevole costanza le sue vignette, l’amico Jacopo Fo che gli è stato vicino negli ultimi anni difficili, quando Angese ha dovuto combattere anche contro l’ostracismo dei mezzi di informazione che lo costrinsero a vivere in condizioni di difficoltà economica per la sua libertà di pensiero e propensione alla verità.

Scrive nell’articolo Jacopo Fo:
«Potremmo dire che è stato abbattuto mentre caricava a cavallo le trincee fortificate dei demoni. Sergio è stato un grande combattente per la libertà.
Uno che ha sempre messo la sua dignità di fronte alle convenienze.
Uno dei più grandi disegnatori italiani, giornalista e vignettista acuto, originale e geniale, al quale questo sistema di merda ha negato la possibilità di lavorare.
Le grandi testate per le quali disegnava lo hanno via via cacciato perché non riusciva proprio ad arruolarsi nel manierismo leccaculo dominante. [...] E credo sia giusto dire che molto nella sua malattia ha pesato l’essere cacciato, esiliato, lasciato per anni senza lavoro [...]»

E ancora, prosegue Fo:
«Sergio ha collezionato una quantità incredibile di porte sbattute in faccia. L’unico lavoro che gli era restato era uno spazio quotidiano sulla Nazione-Resto del Carlino, pagato una cifra vergognosamente bassa.
Uno spazio concesso quasi con fastidio, in una situazione nella quale qualunque sua proposta veniva bruciata sul nascere.
Sopravviveva in quello spazio perché non aveva altro e non voleva smettere di raccontare, comunque, a un grande pubblico.
Un genio al quale è stato impedito di lavorare, di produrre le sue infinite idee.»

Voglio ricordare personalmente Angese con alcune delle sue più recenti e caustiche vignette:

Mutui subprime Mafia SpA ICI Modelli e modelle

Jacopo Fo conclude il suo sentito ricordo dell’amico Angese con una nota positiva:
«In quest’Italia di merda ci sono cose che funzionano in modo straordinario.
In questi 2 mesi e mezzo di agonia abbiamo avuto contatti con diversi ospedali e cliniche, pubbliche e private. E abbiamo trovato isole di efficienza e di malsanità [...]Nell’ultimo mese siamo finalmente approdati a una struttura pubblica assolutamente incredibile in Italia. Si tratta dell’Hospice di Perugia, clinica per le cure palliative, diretta dal professor Manlio Lucentini, con il quale collabora come psicologo il dottor Paolo Pannacci.
Si tratta di un luogo confortevole, colorato, con camere grandi per ogni singolo malato con un letto a disposizione di un parente. Sala da pranzo comune con libreria, divani, cucine a disposizione. Infermiere e dottori sono gentilissimi e presenti in modo premuroso e amorevole.
[...] Uno spazio umano dove Sergio ha potuto concludere con dignità la propria vita.
[...]»     

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3 Commenti a “Addio ad Angese, maestro della satira”

  1. La Carfa scrive:

    Decisamente un periodo poco felice. Hai saputo di Andrea Noé ?

  2. ermeneuta scrive:

    Sì, l’ho saputo ieri pomeriggio.

  3. annarita scrive:

    Se n’è andato via un grande…adesso il maestro ribelle galoppa libero nella sconfinata prateria.

    Ciao, Sergio.

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