Un mese…

Nuvole_estate 2007_Scoglitti

«Guarda le cose anche con gli occhi
di quelli che non le vedono più!
Ne avrai un rammarico
che te le renderà più sacre e più belle
»
(Luigi Pirandello) 

È passato un mese da quando te ne sei andata, Annemieke. E sembra già una vita.

A volte ho la sensazione che tutto sia stato un sogno, e che tu debba tornare da un momento all’altro. Sembra assurdo il fatto che tu non ci sia più, il dovere prendere atto e accettare questa realtà dura, irreversibile, irrimediabilmente senza ritorno.

Quello che mi rammarica maggiormente, di cui fino ad adesso non riesco a darmi pace, è l’impossibilità di condividere le piccole gioie della vita quotidiana: un piatto di spaghetti al pesto fresco fatto in casa, un caffè caldo e una fetta di torta dopo cena, le passeggiate in centro, il piacere di vedere crescere giorno dopo giorno le bambine, vivere le loro infantili scoperte cariche di stupore e ingenuità, una passeggiata fra i campi, un bagno a mare, lo spettacolo di un tramonto, dormire insieme mentre fuori piove…

Per questo adesso mi sforzo di vivere per due.

Cerco di vivere anche per te, fare le cose che avremmo voluto fare insieme, girare i posti che avresti voluto vedere, riempiendomi quanto più possibile gli occhi e il cuore della bellezza che ci circonda e di cui spesso nemmeno ci accorgiamo, trascinati dagli eventi banali di tutti i giorni.

Mi rendo conto di avere vissuto accanto a te degli anni straordinari, nel bene e nel male, la cui essenza difficilmente può essere compresa dagli altri.

Nell’ultimo periodo la tua malattia e la presenza costante del dolore, della paura, della sofferenza, della morte avevano in un certo senso rafforzato e sublimato il nostro amore, donandoci una visione della vita così semplice e pura, un’accettazione serena e solare del destino, a cui talvolta si perviene negli ultimi anni della vecchiaia.

Volevamo fare tesoro insieme di questa esperienza sofferta, di questa ricchezza rivelata dal dolore, per il nostro futuro.

Ma sono rimasto da solo in questo viaggio.

Spero di essere all’altezza delle sfide che mi attendono e di riuscire a trasmettere alle nostre due figlie anche solo una minima parte di quella apertura e amore per la vita che ormai è parte integrante del mio essere.

Ho sempre trovato di una straordinaria e struggente forza poetica la sequenza finale dell’episodio Che cosa sono le nuvole? diretto da Pasolini nel 1967, ma non avrei mai immaginato che un giorno quelle immagini, quelle parole e quella bellissima canzone, scritta da Pasolini stesso e da Domenico Modugno, avrebbero parlato per me, sarebbero diventate lo specchio perfetto della mia esperienza e della mia visione della vita.

L’ultimo minuto della sequenza è di una intensità come pochi altri casi nella storia del cinema.


Che cosa sono le nuvole? (Pier Paolo Pasolini, 1967) 

A volte, dopo anni, il senso misterioso delle cose si rivela in modo improvviso, attraverso inaspettate coincidenze, lampi abbaglianti.
Era sempre stato tutto lì, ma noi eravamo troppo distratti per accorgercene.

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2 Commenti a “Un mese…”

  1. Giusi scrive:

    Ciao Turi, volevo suggerirti questo sito e questa musica, che sono certa potrà comunicarti qualcosa di speciale e magari lenire un po’ la sofferenza che provi. http://www.ralph-music.com/
    Con affetto
    Giusi

  2. La Carfa scrive:

    “Le Nuvole” è una delle mie canzoni preferite. L’ho scoperta grazie agli Avion Travel, che ne hanno fatto una versione molto bella. Un abbraccio. Alessandro

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