
Stamane, controllando le statistiche del mio sito (utilizzo AWStats), ho scoperto casualmente che il mio blog è stato segnalato come «interessante» su web 2.0 and something else, tanto da meritarsi addirittura un post dedicato, in cui l’autrice lo recensisce in modo lusinghiero, assieme ad altri tre blog ritenuti originali che sicuramente non tarderò a visitare nei prossimi gioni, incuriosito da tutta la faccenda.
Devo confessare che si tratta di una piacevole sorpresa che mi ha lusingato; sarei ipocrita se dicessi di no. In fondo chi scrive lo fa sempre per rispondere anche a un desiderio di vanità personale che fa parte della natura umana.
Se poi, come in questo caso, si scopre che si è riusciti a comunicare quello che era il senso di sfida del mio blog (sfida prima di tutto verso me stesso) e ad «affascinare» addirittura i lettori, allora la cosa non può che far piacere, soprattutto quando la recensione viene da una persona molto attiva ed impegnata sia nel campo della divulgazione delle tematiche del web 2.0 (qualunque cosa questa parola voglia dire oggi) sia nel campo dell’insegnamento scolastico ai ragazzi utilizzando approcci, tecniche e modalità nuove ed originali.
Chi si lamenta della scarsa preparazione dei docenti dovrebbe sapere che esistono anche persone in gamba ed estremamente preparate che vivono e sentono ancora l’insegnamento come una missione, riversandovi sopra passione, energia, impegno.
Ma in tutta questa storia, quello che continua a stupirmi è piuttosto il fatto di come internet riesca a far scoprire realtà nuove, a mettere in collegamento persone e idee lontane, o che addirittura non si conoscono, in modo inaspettato e in parte casuale. Abbiamo tutti sperimentato come a volte su Google si parta per una semplice ricerca di un argomento specifico e improvvisamente si spalanchino orizzonti impensabili, finendo per scoprire argomenti nuovi e sconosciuti, collegamenti imprevedibili…
Si potrebbe forse dire che Internet è il luogo per eccellenza della serendipity, intendendo con questo termine «lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra». Che poi è il bello e il fascino della vita.
Il caso che irrompe nella banalità quotidiana e ti costringe a rivedere i ristretti schemi mentali e ad allargare gli orizzonti.
Comunque, per concludere, e tornare al tema iniziale: non montiamoci la testa adesso!
Il fatto di essere sotto osservazione da parte di tante persone (ormai il mio blog ha quasi raggiunto le 200 visite giornaliere) non può che essere uno stimolo a fare sempre meglio.
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Ciao, Salvo, come sempre sei riuscito a evidenziare dei punti significativi, raccontandoli nel tuo solito stile coinvolgente.
Sono d’accordo con le tue considerazioni sulla serendipity e mi fa piacere constatare che qualcuno apprezzi ancora il mestiere dell’insegnare.
Continua ad affascinarci con i tuoi post…
Con stima
Annarita
Ciao,
ogni complimento per gli articoli, per gli articoletti, per i pensieri e le lettere (mi rifiuto di definirli riduttivamente post) qui pubblicati è assolutamente superfluo.
Questa è stata in assoluto la mia prima visita ma ti assicuro che non sarà l’ultima, ti sei guadagnato un nuovo lettore.
Detto questo,
un saluto
Jacopo
Grazie Jacopo,
ho dato un’occhiata al tuo blog (o meglio al post su Magadan, nella regione dell’Oblast, in Russia).
Seguirò anch’io il tuo blog, mi intriga l’estremo est russo, forse una delle poche zone del mondo ancora poco conosciute.
Spero per te che il tuo viaggio sia anche reale, e non solo virtuale
Salvo
Grazie a Dio si,
partenza il 7 marzo. Molliamo tutto e andiamo, poi vedrò cosa succede
Come inevitabile il blog è vuoto,
sono ancora inchiodato in facoltà a Milano.
Buon viaggio allora!
Attendo di vedere il resoconto del viaggio e le foto sul blog.