È passato un anno da quando ho aperto il blog ed è tempo di bilanci.
Il primo articolo che ho scritto è stato L’albero, il figlio, il blog, con quel bell’albero di carrubo in primo piano, e a rileggerlo adesso mi fa un po’ tenerezza, anche se quello che mi sorprende di più è la ferrea coerenza e la visione organica del progetto in sè, il fatto che la dichiarazione di intenti iniziale si sia mantenuta intatta fino ad ora e abbia trovato una logica espressione nei miei articoli, senza che me ne rendessi quasi conto.
In questo breve arco di tempo sono successe talmente tante cose nella mia vita che faccio fatica a credere che sia passato solo un anno, e non un decennio.
In quest’anno ho riallacciato rapporti con amici lontani che non sentivo da tanto tempo, ho fatto nuove conoscenze. Ho trovato un nuovo lavoro in Svizzera. Ho perso per sempre Annemieke, la mia compagna, morta dopo nemmeno tre mesi di devastante malattia. Sono rimasto solo, dopo quasi diciassette anni, con le nostre due figlie piccole e ho ripreso a lottare con più energia e determinazione di prima, principalmente per loro.
Il blog si è modificato ed evoluto nel tempo, come un compagno fedele, rispecchiando l’andamento dei fatti personali della mia vita; gradualmente è diventato un diario aperto nel quale ho messo a nudo il mio cuore, riversato i miei sentimenti e pensieri più intimi, in un modo talmente sincero a volte anche spietato che avrei trovato improponibile fino a poco tempo prima, e che forse non avrei avuto mai il coraggio di fare di persona, davanti ad un amico o uno sconosciuto.
Il blog è diventato un luogo nel quale, fra amenità varie e riferimenti all’attualità, incazzamenti momentanei e sacrosante indignazioni, rendo partecipi i lettori del mio lavoro quotidiano di scavo dentro me stesso e racconto le scoperte che di tanto in tanto faccio in questo percorso.
Il blog fa ormai parte di me, conserva brandelli del mio essere. Di solito non leggo più i miei articoli una volta che li ho pubblicati, anche se prima li sottopongo ad un duro lavoro di lima e pulitura.
Ma una volta pubblicati, basta. Non li leggo più. Mi costa fatica. E le poche volte che l’ho fatto mi sono sorpreso a leggere quello che avevo scritto. Vi riconoscevo una lucidità che di solito non ho. Do vita ai fantasmi della mia immaginazione, li concretizzo, gli do parola e li faccio uscire dal mio inconscio, catapultandoli fuori e liberandomene.
In questo devo dire che il blog ha assunto una duplice funzione: la prima terapeutica, aiutandomi ad elaborare e a capire meglio quello che mi è successo e di cui faccio fatica ancora a comprendere pienamente la portata; la seconda catalizzatrice di nuove idee, di laboratorio creativo all’interno del quale sono libero di sperimentare idee e progetti che avevo in mente da troppo tempo, e che ora adesso, lentamente stanno iniziando a venire alla luce.
E devo confessare che sono rimasto piacevolmente sorpreso nello scoprire che i lettori del mio blog sono costantemente aumentati nel tempo, fino ad assumere proporzioni interessanti che un anno fa non avrei nemmeno immaginato.
C’è chi è capitato per caso nel mio blog e da allora continua a leggerlo, c’è chi lo seque perché mi conosce da tempo (realmente o solo virtualmente), chi ancora lo legge perché si identifica in certe situazioni che ha rivissuto nei miei articoli, chi lo segue per semplice curiosità.
Ma la cosa che più mi ha stupito è stato il fatto di scoprire come si possano tessere nuovamente rapporti sinceri e disinteressati con altre persone attraverso uno strumento tecnologico qual è il web in un’epoca in cui la freddezza emotiva e l’indifferenza sembrano la cifra dominante.
Il dialogo caldo e genuino che intrattengo con i lettori del mio blog, a volte leggero e ironico, a volte più serio e con dei tratti quasi da corrispondenza epistolare d’altri tempi, è una delle cose più belle che ho sperimentato nell’ultimo anno.
Al 31 marzo 2008 nel blog vi erano 77 articoli e 352 commenti, raggruppati in 22 categorie.
Per le statistiche web utilizzo AWStats che è uno dei migliori software open source. Tra le funzionalità interessanti di AWStats c’è quella di separare il “traffico” generato da robot, worm oppure da risposte con codici di errore HTTP speciali da quello generato da utenti umani, e considerare come traffico visualizzato ai fini delle statistiche web solo quest’ultimo.
In un anno ho decuplicato visitatori unici e visite al blog. E la cosa non può che farmi piacere, oltre che sorprendermi. Vedrò di non deludere i miei lettori nel prossimo anno. I progetti e le idee sono tante, il tempo a disposizione è poco. È la vita.
I dati principali delle statistiche del mese di marzo 2008 sono:
- Visitatori diversi (o unici): 3.834
- Numero visite: 6.151
- Pagine viste: 22.425
- Media visitatori diversi al giorno: 123,67
- Media visite al giorno: 198,41
Un dato per me particolarmente significativo è dato dagli “Accessi diretti o via segnalibro” che sono il 65 %. Ciò significa che circa il 65 % delle visite al mio blog è fatta da persone che lo hanno inserito nei “Preferiti“, insomma degli affezionati, e che non provengono da ricerche su Google o altri motori.
Per chi fosse interessato, o semplicemente curioso, ecco il dettaglio del mese di marzo.
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