
Stasera avevamo quasi finito di cenare, dopo un movimentato pomeriggio trascorso ad una festa di compleanno di un’amichetta di mia figlia in un giardinetto vicino casa, immersi nel verde del prato e degli alberi.
Sembrava di essere in campagna. Peccato che io mi trovassi nel pieno della mia allergia ai pollini, per cui è stata una sofferenza tra starnuti, occhi lacrimanti e pacchetti di fazzolettini consumati.
L’attrazione principale della festa era stata la simpatica esibizione di un ‘mago’ che aveva animato in modo piacevole il pomeriggio con trucchi e scherzi vari, fra lo stupore e il divertimento dei bambini.
Ovviamente, al ritorno e durante tutta la cena non si era parlato d’altro che di magia, bacchette magiche e foulard che cambiavano colore, ed ero stato sottoposto ad un fuoco di fila di domande talmente incalzanti e serrate da assomigliare ad un interrogatorio di terzo grado.
Ad un certo punto Edith, mia figlia più grande mi fa:
«Papà, ma tu sai fare i miracoli?»
Sono riuscito a trattenere in bocca, veramente per miracolo, il vino che avevo appena bevuto dal bicchiere, e sorridendo le faccio:
«Vorrai dire i trucchi?»
E lei, stizzita: «No, i miracoli, come Gesù!»
A quel punto non ho potuto fare a meno di rispondere con una battutaccia:
«Non ancora, ma mi sto preparando!»
Subito allora Isabel, la più piccola, non ancora soddisfatta, mi incalza:
«Papà, ma è vero che alcune zucche si trasformano in carrozze?» – riferendosi alla fiaba di Cenerentola.
Da lì è stato un fiorire di domande surreali, un fuoco incrociato che spaziava dai pirati ubriachi di Pippi Calzelunghe – «Ma perché il capo dei pirati ha una benda sull’occhio?» – ai nani di Biancaneve – «Papà, ma è vero che ci sono alcune persone piccole come i bambini?» - alla matrigna di Biancaneve e di Cenerentola, a quesiti micidiali sull’Uomo Ragno e la sua identità segreta, la sua forza, la ragnatela, e via così di seguito.
Alla fine esausto, sono riuscito a portarle, una alla volta, in bagno a lavare i denti per poi andare a letto.
Domani è lunedi e si lavora. Chissà che non mi riesca a riposare, tra una riunione e l’altra.
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Ah ah ah ah!
No, ma c’è Edith che ormai divora i fumetti dell’Uomo Ragno (ho comprato delle raccolte di quelli ‘storici’ degli anni 70 e 80, che leggevamo noi ai tempi) e mi tempesta di domande impossibili, tipo: ma quanto metri puo’ saltare l’Uomo Ragno? Ma chi è piu’ forte tra l’Uomo Ragno e Batman? Ma perchè l’Uomo Sabbia diventa anche di pietra? Ma perchè la Torcia Umana litiga con l’Uomo Ragno? Ma perchè J.J. Jameson ce l’ha sempre con l’Uomo Ragno? Ma perchè Flash Thompson perseguita sempre Peter Parker?…
Uno di questi giorni mi sa che mi arrampico io sui muri…
Almeno per ora sei salvo da domande tipo “come nascono i bambini”, “papa’ perchè in televisione quello lì e sopra quella donna” ecc. ecc.
Quando succede facci sapere, voglio le risposte
Qualche giorno fa, mio figlio Lorenzo mi ha impartito una dettagliatissima spiegazione tesa a dimostrare la “superiorità genetica” dell’ Uomo Ragno rispetto all’Uomo Pietra. Il tutto perchè mi ero permesso di dissentire circa i super-poteri di Spider Man…Non lo faccio più. Mi arrendo!
@ nexusdue
Perché, secondo te non sono già dovuto fuggire a insidie ben maggiori?
Mi ricordo che circa un anno fa ero uscito dalla doccia con l’accappatoio, e Edith (la maggiore, che all’epoca aveva cinque anni) mi ha inseguito per tutto il corridoio perchè voleva vedere “di sotto”, e io che correvo per casa come una suora novizia
@ Gianluigi
I bambini hanno una memoria di ferro e una logica implacabile. Sono capaci di scoprire una tua contraddizione su un argomento risalente anche e mesi prima, e farti crollare tutto, mentre ti arrabatti penosamente a trovare una giustificazione