Sandro Bondi, il poeta. Ministro dei Beni Culturali

Sandro Bondi

«Nil recitas et vis, Mamerce, poeta videri.
Quidquid vis esto, dummodo nil recites
»
Marziale – Epigrammi – Liber II – 88

Trad. «Per poeta vorresti passare
ma un verso tuo non ce l’hai detto mai.
Prometti che per sempre tacerai
e passa pure per chi cazzo ti pare!»

Sandro Bondi è il nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali del governo Berlusconi IV.

Cattolico, una laurea in Filosofia, un passato di militante nel Partito Comunista Italiano durante il quale non si distingue certo per coerenza e linearità.

Gli stessi attivisti e suoi compagni di partito all’interno del PCI lo paragonano scherzosamente, per il suo comportamento ondivago, ad un “rapanello“, cioè rosso fuori e bianco dentro.

Tutto questo fino alla folgorazione sulla via di Damasco, quando incontra Berlusconi.

Diventa il suo segretario e collaboratore, il suo consigliere più fidato.

Berlusconi gli affida nel 2001 il compito di gestire e coordinare la stesura del libro fotografico Una storia italiana, che fu spedito a milioni di famiglie italiane in occasione della campagna elettorale del 2001.

Da allora è uno dei più importanti esponenti di Forza Italia, uno dei collaboratori più stretti di Berlusconi.

Questa settimana è diventato Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

Vittorio Sgarbi, compagno di schieramento politico, dice di lui: “Bondi è una figura di cortigiano, lo dico senza volerlo insultare, rispetto al potente e cioè l’adorazione per Berlusconi è in lui naturale e convinta, lo so perché lo conosco, ma pare innaturale ad un uomo libero.

Tralascio altri aneddoti su Bondi politico, perché adesso voglio soffermarmi su Bondi poeta.

Da alcuni anni tiene – non so se ce l’abbia ancora - una piccola rubrica sulla rivista Vanity Fair, dove illumina le lettrici e i lettori con le sue riflessioni, ma soprattutto con le sue poesie, il cui livello artistico è tale che al confronto il diario di una ragazzina sembra lo Zibaldone di Leopardi, per profondità e originalità.

Al tempo fui tentato più volte di scrivere alla direzione della rivista per capire perché pubblicassero tali banalità, che in alcuni casi raggiungono dei vertici di ridicolo e grottesco, di comicità involontaria che sfiora l’autoparodia, tanto da far pensare che siano stati scritti da qualcuno della parte politica avversa.

Ma ecco qui alcune delle perle di sublime e inarrivabile poesia scritte da Sandro Bondi (via Il Gambero Rotto, segnalatomi stamattina da Rita, che ringrazio per l’ispirazione fornitami).

Le mie preferite sono quelle dedicate a Michela Vittoria Brambilla, Giuliano Ferrara, e quella inarrivabile, l’ultima, di altissimo afflato lirico e mistico dedicata a LUI, Silvio Berlusconi.

Mi chiedo quale sarà il primo atto di Bondi come Ministro dei Beni Culturali. Chiederà che il Mausoleo di Arcore venga riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità?

Poesie di Sandro Bondi (via Il Gambero Rotto).

A Michela Vittoria Brambilla
(alias Crudelia Salmon)

Ignara bellezza
Rubata sensualità
Fiore reclinato
Peccato d’amore

A Stefania Prestigiacomo

Luna indifferente
Materna sensualità
Velo trasparente
Severo abbandono

Per le nozze di Elio Vito

Fra le tue braccia magico silenzio
Fra le tue braccia intenerito ardore
Fra le tue braccia campo di girasoli
Fra le tue braccia sole dell’allegria

A Giuliano Ferrara

Antro d’amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezza

A Walter Veltroni

Tenero padre
madre dei miei sogni
Anima ulcerata.
Figlio mio Ritrovato

E per chiudere in bellezza, con il grande finale, il trittico dedicato alla famiglia di Silvio Berlusconi, quasi una nuova Trinità.

A Veronica Lario in Berlusconi *

Bellezza del soccorso
sensuale ironia
vigore dell’amore
intrepida solitudine

*Moglie di Silvio Berlusconi

A Rosa Bossi in Berlusconi *

Mani dello spirito
Anima trasfusa.
Abbraccio d’amore
Madre di Dio

*Madre di Silvio Berlusconi 

A Silvio

Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova

14 Commenti a “Sandro Bondi, il poeta. Ministro dei Beni Culturali”

  1. annarita scrive:

    Ciao, Salvo! Leggo quotidianamente il tuo feed anche se non commento:)

    Qui, un pensierino per te:

    http://websomethingelse.blogspot.com/2008/05/excellent-blogger-2008-come-si-fa.html

  2. ermeneuta scrive:

    Già visto oggi pomeriggio, dal pannello di controllo dei link in entrata. :-)

    Grazie. Veramente.
    Mi ha fatto molto piacere.

    Volevo risponderti subito sul tuo blog, ma avevo le bambine che mi assorbivano interamente.

    Adesso che sono andate a letto, pur se esausto, lo farò. ;-)

    Ciao
    Salvo

  3. SdL scrive:

    scusa, ma son tutte poesie di 4 righe, per fare il ministro della cultura devi arrivare almeno a 10 righe!

  4. nexusdue scrive:

    ma siete due piccioncini ;)
    .. si scherza!!

    Salvo, mi hai dato un’idea… vediamo se riesco a far leggere qualche capolavoro alla rassegna poesia/musica http://www.clubsilencio.it/deriveapprodi/

  5. ermeneuta scrive:

    Falle recitare pure… è cultura.

    Comunque, a parte gli scherzi, avevo in mente di pubblicare, prima di questo post su Bondi, un post su Renato Schifani, neo-presidente del Senato.

    Un post molto più duro, su mafia e politica, e intercettazioni telefoniche: basta leggere qui:

    http://www.marcotravaglio.it/libri/icomplici_espresso.htm

    E questi fatti sono noti da almeno un anno, io ne avevo discusso con vari amici tempo fa.

    Qualche giorno scherzavo via chat con qualche mio amico e gli dicevo: “Che fa? Pubblico un post su Schifani e i suoi rapporti con la mafia, così mi becco qualche denuncia di quelle grosse? E poi mi venite a portare le arance quando sarò in galera o al confino politico?”

    Scherzavo, ma non tanto.

    Poi ho sentito stamane quello che è successo ieri sera nella trasmissione di Fabio Fazio, con ospite Marco Travaglio, il quale dicendo la verità, quello che è agli atti degli inquirenti, ha scatenato un putiferio.

    http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial1185275.html

    Roba da regime… :-(

  6. nexusdue scrive:

    @ermeneuta
    Fazio mi ha deluso. Poteva limitarsi a leggere il comunicato. Invece ribadiva la sua dissociazione.
    Ho trovato su wikipedia uno stralcio dell’immacolata vita di Schifani e l’ho postato… dai tu sei padre di famiglia, io me lo posso permettere ;)
    http://nexusdue.blogspot.com/2008/05/renato-schifani-presidente-mafioso.html

  7. ermeneuta scrive:

    Fazio è il degno rappresentante di una sinistra anemica, benestante, “alternativo a parole”, zerbino di fatto.

    La documentazione a cui mi riferivo io non è quella presa da Wikipedia, ma quella tratta dal libro “I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano – Da Corleone al Parlamento” di Lirio Abbate e Peter Gomez.

    http://www.marcotravaglio.it/libri/icomplici_espresso.htm

    Le intercettazioni sono all’atto degli inquirenti.

    Lirio Abbate è un giornalista palermitano che vive ormai da più di un anno sotto scorta dopo che i carabinieri hanno sventato un attentato contro di lui.

    Io sono padre di famiglia, ma me ne sbatto i cosiddetti di tacere. Un conto è evitare di dire falsità, un conto è auto-censurarsi.
    Sono anni che mi interesso di rapporti mafia e politica, compro libri e raccolgo documenti importanti.
    Da buon siciliano certe persone mi basta solo guardarle in faccia o sentirle parlare per capire di che razza sono.

    Ti dirò anche di più.
    Io sono contrario alla pena di morte, ma l’ammetterei solo contro i boss mafiosi.
    Quella è gente innocua solo quando è morta, non sono delinquenti comuni.
    Altro che regime carcerario 41bis. Vanno usati tutti i mezzi.
    Il problema vero è che la mafia “coincide” (non si è semplicemente infiltrata, ma “coincide”) ormai con larghi settori dello stato, delle istituzioni, dell’imprenditoria.

    Dammi tempo e vedrai qualche bel post ;-)

    Salvo

  8. nexusdue scrive:

    Fazio mi ha deluso. Mi piace molto, è intelligente. Posso capire che non voglia entrare in certe discussioni. Allora leggi il comunicato e zitto!
    Invece, con la faccia del “sono costretto” ci teneva a dissociarsi. Per non parlare poi di come ha trattato Travaglio durante l’intervista.
    La sua trasmissione è molto bella. Dovrebbe evitare la politica, visto che alla fine si tratta sempre di fare marchette.
    Lasciasse la politica alla Littizzetto.

    Non hai idea di come invidio il mio amico emigrato in Finlandia…

  9. Francesco scrive:

    Da grande voglio diventare proprio come lui… Ha Ha Ha. Ad ogni modo l’apice fu quando per sfottò, in quel del suo bel paesino, intitolarono un Festival di cinema alternativo “Al di là dei due Bondi”… Se non ricordo male – fioccarono querele.

  10. marco sadun scrive:

    è una delle più viscide, ambigue e repellenti figure che sfortunatamente per noi vivono di retorica politica a nostre spese…

  11. Ivanoes scrive:

    Il sonetto di Sandro Bondi

    A nessuno, noi in Italia, siam secondi
    col fido gran poeta e fine artista,
    Ministro galoppino, Sandro Bondi,
    redento dal trascorso comunista!

    Verseggiator leale e paroliere,
    che importa se sfrontato trasformista?
    Scudier dell’Arcoriano Cavaliere,
    che importa se pianista o nepotista?

    Al seguito obbediente del Caimano,
    devoto damigello, paggio a oltranza
    già come Don Chisciotte e Sancho Panza.

    Che importa a noi del muro pompeiano
    se abbiamo lo staffiere adulatore
    palafrenier dell’Unto Del Signore?

  12. valentina scrive:

    Leggo il tuo post solo ora, ad anni di distanza. In questo triste affair Biennale di Venezia, di cui il nostro caro poeta è responsabile almeno tanto quanto il direttore da lui scelto, e nella desolazione della nostra povera Italia, mi hai regalato 10 minuti di sane risate.
    Grazie!!

  13. ermeneuta scrive:

    @valentina
    Alla fine una risata (e una pernacchia) li seppelliranno…

  14. mario scrive:

    Minchia….meno male che se ne andato dai comunisti!

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