
Sabato sera, tra una stirata e l’altra di vestiti delle piccole (avevo una montagna di mini-indumenti da stirare, sembravo Biancaneve nella casa dei sette nani) scopro con un po’ di sorpresa un nuovo link in entrata al mio blog.
Pensavo si trattasse della Digos che, dopo le recenti “calunniose” affermazioni di Marco Travaglio sul nostro neo-presidente del Senato Schifani (in realtà, rispettabilissimo uomo d’onore), si era messa alla ricerca in rete di nuovi pericolosi guastatori e avevano beccato il mio post sul poeta e neo-ministro Bondi.
Mi sono detto: «Peccato! Non ho ancora pubblicato il post su Calderoli, neo-ministro della Banalizzazione Legislativa, e su Schifani neo-presidente d’onore, e già mi hanno beccato. Chiederò asilo politico in Svizzera!»
E invece si trattava di un link ‘benevolo’.
Annarita autrice del blog web 2.0 and something else nel suo ultimo post mi aveva nominato, assieme ad altri quattro ‘disgraziati’ (scherzo Annarita, scherzo
) come Excellent Blogger 2008.
Ovviamente non si tratta di un premio ufficiale, ma di un meme, cioè per semplificare (o “banalizzare“, come direbbe Calderoli) e senza scomodare Karl Popper, di una sorta di gioco in rete, una specie di innocua catena di Sant’Antonio in cui il destinatario del messaggio sceglie un certo numero di altri blog amici a cui assegnare il premio di Excellent Blogger, e così via, finchè qualcuno interrompe il flusso.
Devo dire che la cosa mi ha fatto molto piacere, pur nella sua assoluta gratuità e imprevedibilità. O forse proprio per questo.
Certo, ormai veleggio sulle 300 visite al giorno, e la cosa mi intriga e mi lusinga. Sto conoscendo tante nuove persone che mi scrivono anche privatamente, e inizio ad avvertire una certa “responsabilità” di quello che scrivo.
Io non leggo molti altri blog, ho giusto il tempo di aggiornare il mio. Ho i miei cinque-sei blog che seguo con una certa assiduità, e ogni tanto girovagando in rete faccio qualche altra piacevole scoperta.
Non mi sento un blogger. Non lo sono. Anzi mi dà anche un po’ fastidio la gente che si etichetta come tale, quasi fosse una sorta di nuova elite. Non frequento i BarCamp. Sono un cane sciolto. Un individualista. Un irriducibile ad una categoria, o un’etichetta. Rifuggo le semplificazioni, peggio ancora le banalizzazioni (ah, Calderoli!).
Sono uno che scrive per rispondere principalmente a dei propri bisogni profondi, per fare chiarezza dentro se stesso. Uno che ha iniziato per gioco, e che ora ci ha preso gusto.
Ma al tempo stesso sono abbastanza egocentrico e sincero per ammettere che la nomina a Excellent Blogger 2008 mi ha lusingato e ha stuzzicato la mia vanità. Per cui ho deciso di scriverci un post.
Adesso basta, altrimenti mi monto la testa!
Vado a fare il pesto di basilico per le mie bambine, che ne vanno pazze, ed è già tardi: sono passate le 11 di sera. E ho ancora dell’altra roba da stirare prima di andare a letto. E domani, sveglia alle 6, per andare a Lugano.
È dura la vita da blogger!
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Grande Salvo
per quello che scrivi e condividi con noi, per tutte le cose che riesci a fare e per questo meritato riconoscimento. Bravo
Salvo, adoro leggere quello che scrivi. E’ l’una, dovrei dormire qualche ora eppure sono qui a leggere i tuoi post.
Nemmeno io frequento i barcamp e mi sento un po’ anomala nella blogosfera.
…Questo pesto come lo prepari? E’ commestibile almeno?;)
Bacioni alle bimbe!
Faccio il pesto secondo la ricetta tradizionale:
Basilico (preferibilmente quello a foglie piccole), olio extravergine di oliva, pinoli, abbondante parmigiano grattugiato, uno spicchio di aglio schiacciato, un pizzico di sale grosso.
Quello che fa la differenza è la proporzione fra gli ingredienti, che non so quantificare, ma faccio ad occhio.
Una volta, prima che nascessero le bimbe, lo pestavo addirittura col pestello dentro il mortaio… tutta un’altra cosa.
Adesso che devo produrne quantità industriali uso il frullatore, che non è certo il massimo, ma aiuta: altrimenti devo scegliere di fare la “casalinga” a tempo pieno.
Ciao
Salvo
Scusa se ho messo in discussione la tua abilità nella preparazione del pesto, ma mi hai solleticata…non so perché!
Beh, la ricetta è quella che utilizzo anch’io …e le proporzioni le stimo ad occhio. Il risultato è sempre soddisfacente per il palato…
A presto
annarita
Ma figurati, nel fare il pesto non ci vuole tanta abilità.
Altra cosa è fare gli “spaghetti alla norma” (ormai sono un maestro nel friggere le melanzane a regola d’arte), o la “caponata di melanzane” (impego più di un’ora nel preparare il tutto) o … mi sta venendo l’acquolina in bocca.
Salvo