E il settimo giorno si riposò

Brownie

Una domenica come tante, da alcuni mesi a questa parte.

La mattina trascorsa a pulire la casa, lavare per terra, cercare di sistemare il caos che di continuo le bambine mettono in giro con una velocità e creatività stupefacente. A volte entrando nella loro stanza sembra che sia esplosa una bomba. Hanno un’energia inesauribile.

Poi preparare il pranzo, lavare i piatti, preparare la salsa da mettere nei vasetti per il freezer per la prossima settimana.

Subito dopo, come digestivo, tre ore e mezza passate a stirare vestiti. Una decina di camicie mie, una vera delizia, e poi una montagna di magliettine, pantaloni, canottiere, mutandine delle bimbe. Mi fa male ancora il polso.

Poi preparare il pesto, fare il bagnetto alle bimbe, asciugar loro i capelli, riordinare nuovamente la casa, sbraitando a destra e a manca, cercando di far mettere ordine anche a loro.

Poi preparare una bella cenetta con impegno, salvo vedere che loro non mangiano quasi nulla, e si accontentano di un po’ di pane con formaggino. Tanto lavoro per nulla. Adoro quand’è così.

Alla fine, lavare una gran pila di piatti, preparare le bimbe per andare a letto, farle andare in bagno, lavar loro i denti.

E finalmente sono a letto. Dormono.

Non c’è che dire. Una domenica da vera casalinga frustrata.

Sono distrutto. Mi preparo un’intera caffettiera di caffè, mi verso del whiskey, mi siedo fuori sul balcone a godermi un po’ di silenzio e a respirare l’aria fresca che sa ancora di pioggia.

È già buio. Ho ancora delle cose da fare, ma questo è il primo momento della giornata in cui riesco a riposarmi un attimo.

Non vedo l’ora che sia domani per andare a lavorare. Mi aspetta una settimana lavorativa intensa, di quelle toste, da battaglia campale.

Ma sinceramente, è ben poca cosa rispetto a dei fine settimana di riposo come questo.

Lo so già che poi non vedrò l’ora che sia venerdi sera, ma l’importante è diversificare le cause di stanchezza. Ci si riesce anche a riposare, fra un tipo di stress e l’altro.

Articoli correlati:

  1. Un padre e due figlie
  2. Missing my girls
  3. Ferragosto in città
  4. Festa del papà (a modo mio)
  5. Un giorno di ordinaria follia

4 Commenti a “E il settimo giorno si riposò”

  1. federico scrive:

    Caro Salvo, il Buon Dio ha potuto riposarsi il settimo giorno perché il sesto ha avuto l’idea di creare la donna………( chiedo scusa a tutte le signore ).
    E poi a quei tempi circolavano nudi per cui niente vestitini nè camicie da stirare insomma relax! Ma detto tra noi quella vita assolutamente pefetta doveva essere una vera palla, e forse è per cio’ che se ne sono andati!!!

  2. ermeneuta scrive:

    Beh, un breve periodo di otium assoluto, diciamo una settimana, me lo prenderei subito.
    L’ultimo anno non l’ho trascorso di certo nel Paradiso Terrestre. ;-)

  3. Jokerina scrive:

    Ciao Salvo, devo dire niente male come casalingo…quasi quasi ti adotto ;) .
    Dopo aver letto tutto il badadam che fai il fine settimana ho notato… CHE STIRI I PANNI!!!!!
    Nn ci siamo per niente caro Salvo… fai come me, una volta tolti i panni da fuori piegali perbenino e rimettili nei cassetti e armadi, poi giorno giorno ti stiri quello che ti serve vedrai che ti troverai bene.
    ps: te lo dice una che ne ha fin sopra i capelli…. :D

  4. Mines scrive:

    E’ straordinario come riesci a trasmettere l’immagine esatta di quello che ti succede, percepisco persino l’odore della pioggia quando scrivi e racconti della pausa solitaria nel balcone.
    Hai un grande dono Salvì, continua a farne buon uso.

    Marianna

Lascia un Commento

*