Spleen – Charles Baudelaire

Charles Baudelaire

Il termine spleen, in francese, rappresenta la tristezza meditativa o la melancolia. Il temine venne reso famoso durante il Decadentismo dal poeta francese Charles Baudelaire.

È così che mi sento da un paio di settimane a questa parte. Il ricordo è andato subito alla poesia di Charles Baudelaire, uno dei miei poeti preferiti.

L’ho studiata ai tempi dell’università, rimeditata e pasteggiata tante volte negli anni successivi.

Per chi volesse approfondire un poco l’analisi della poesia segnalo questo link interessante come punto di partenza.

Spleen 
C. Baudelaire

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle
Sur l’esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l’horizon embrassant tout le cercle
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;

Quand la terre est changée en un cachot humide,
Où l’Espérance, comme une chauve-souris,
S’en va battant les murs de son aile timide
Et se cognant la tête à des plafonds pourris;

Quand la pluie étalant ses immenses traînées
D’une vaste prison imite les barreaux,
Et qu’un peuple muet d’infâmes araignées
Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

Des cloches tout à coup sautent avec furie
Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,
Ainsi que des esprits errants et sans patrie
Qui se mettent à geindre opiniâtrément.

- Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,
Défilent lentement dans mon âme; l’Espoir,
Vaincu, pleure, et l’Angoisse atroce, despotique,
Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.

Spleen 
C. Baudelaire

Quando come un coperchio il cielo pesa
grave e basso  sull’anima gemente
in preda a lunghi affanni, e quando versa
su noi, dell’orizzonte tutto il giro
abbracciando, una luce nera e triste
più delle notti; e quando si è mutata
la terra in una cella umida, dove
se ne va su pei muri la Speranza
sbattendo la sua timida ala, come
un pipistrello che la testa picchia
su fradici soffitti; e quando imita
la pioggia, nel mostrare le sue striscie
infinite, le sbarre di una vasta
prigione, e quando un popolo silente
di infami ragni tende le sue reti
in fondo ai cervelli nostri, a un tratto
furiosamente scattano campane,
lanciando verso il cielo un urlo atroce
come spiriti erranti, senza patria,
che si mettano a gemere ostinati.
E lunghi funerali lentamente
senza tamburi sfilano né musica
dentro l’anima: vinta, la Speranza
piange, e l’atroce Angoscia sul mio cranio
pianta, despota, il suo vessillo nero.

Da I fiori del male

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Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

6 Comments

  • Reply June 20, 2008

    federico

    Caro Salvo, nella stessa raccolta c’é una poesia che s’intitola: ” Harmonie du soir” se non la conosci cercala é la mia preferita, vedrai é splendida, come un canto triste. L’autore cercava la purezza ma era schiavo d’una vita disordinata, e a differenza di te non aveva due bimbe che riempiono di sole i tuoi giorni.

    Un abbraccio

  • Reply June 20, 2008

    ermeneuta

    Direi che a parte le due bimbe, che comunque rendono anche ulteriormente piu’ complesso il tutto, siamo li’.

  • Reply June 20, 2008

    federico

    ” Je passais ou bord de la seine
    un livre ancien sous le bras
    le fleuve est pareil à ma peine
    il s’écoule et ne tarit pas
    quand donc finira la semaine”

    Come Apollinaire saprai ritrovare la gioia.

  • Reply June 20, 2008

    ermeneuta

    Curioso che conosci anche Apollinaire, anche se il fatto che vivi in Francia aiuta in questo.
    Io ho dato un’esame di Letteratura francese all’università incentrato sul Surrealismo, Baudelaire, Rimbaud e Apollinaire.
    Mi ricordo ancora benissimo tutto e seguire quel corso ha costituito un’esperienza fondamentale per la mia vita, perchè il professore era straordinario.

  • Reply June 20, 2008

    federico

    Apollinare mi piace perche i suoi versi sono come delle canzoni, sai certamente che suo padre era italiano, e questo spirito mediterraneo ( che i francesi considerano sovente superficiale) l’ha salvato.

    ” vienne la nuit sonne l’heure
    les jours s’en vont je demeure”

  • Reply July 9, 2008

    Francesco

    Molto bella, ma preferisco la traduzione di Raboni, che ritengo ancora insuperata.

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