
Venerdi scorso ho accompagnato le mie bambine in Sicilia, dai miei genitori. Domenica pomeriggio sono ripartito. Meno di due giorni in tutto.
Mi aspettano un’estate e un autunno molto intensi dal punto di vista lavorativo. Siamo alle prese con consegne dalle scadenze molto ravvicinate e impegnative su un progetto molto complesso. Si preannuncia un’estate torrida e un autunno caldo al lavoro, molto caldo.
Nonostante questo ho cercato di godere come ho potuto le 48 ore di evasione nei territori a nord del Canale di Sicilia, di fronte all’Africa. Non si sa mai. Con i tempi che corrono è probabile che fra poco tempo mi fermino alla frontiera e mi chiedano il passaporto padano.
Venerdi, quando sono arrivato, c’era vento e mare forte, il cielo coperto. C’è stato un breve temporale. Alla fine, poco prima del tramonto, c’era una luce molto bella, dalle sfumature contrastanti, calda e fredda al tempo stesso. Sono uscito per scattare alcune fotografie.
Viaggiare per migliaia di chilometri (ci sono 1.450 chilometri da Monza al litorale ragusano, la stessa distanza che c’è da Milano a Copenhagen) quando si ha poco tempo a disposizione fa sempre uno strano effetto: si ha l’impressione di spostarsi nello spazio e nel tempo, con un’evidente alterazione della normale percezione della realtà.
Quei due giorni che sono stato in Sicilia, avendo cambiato completamente ambiente, luogo e atmosfera, mi sembrava che fossero durate settimane.
Ho incontrato molti amici e conoscenti, semplicemente passeggiando la sera per il lungomare o andando la mattina al bar, o in spiaggia.
Al ritorno, lavorando per di più a Lugano, in Svizzera, con un ulteriore viaggio e cambio di nazione, mi sembrava di non essere mai andato via e che tutto fosse stato un sogno.
Tre cose mi sono rimaste fortemente impresse di questo breve viaggio in Sicilia, dove tornerò nuovamente per dieci giorni dal 1 al 10 agosto.
La prima è quella sensazione di straniamento sempre più forte che mi coglie ogni volta che ritorno nei posti dove sono nato e cresciuto, l’insofferenza forte, la sensazione quasi di disagio, inquietante perché inaspettata. Tutto mi sembra familiare e alieno al tempo stesso. Mi sento protagonista e spettatore. Parte in causa e coscienza fortemente critica. Una dissociazione della coscienza che ogni volta si ripresenta con sfumature e intensità diverse.
La seconda è stato constatare come pur essendo stato a mare solo un giorno mi sia abbronzato rapidamente e intensamente come generalmente si diventa dopo una settimana abbondante di sole. Quasi come se il mio corpo, stando lontano dalla sua terra, avesse amplificato e intensificato la capacità di reagire agli stimoli naturali e primigeni, si fosse adattato ad assorbire in pochissimo tempo quello che di solito era abituato a fare in mesi.
La terza è stato, con mia notevole sopresa e stupore, vedere il nuovo Aeroporto di Catania, reso operativo meno di tre anni fa. Bello, moderno, funzionale, ben fatto, organizzatissimo, con personale efficiente, giovane, cortese e sempre disponibile. Sembrava di non essere in Sicilia (e lo dico da siciliano), ma nemmeno in Italia.
Una bella sorpresa in questa terra ricca di contrasti forti e contraddizioni.
Sono ripartito per Milano con una ventata di speranza e ottimismo nel cuore.
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Tag: mare di Sicilia, Scoglitti






Ciao Salvo
bellissime foto come sicuramente sarà le tua terra, che non ho ancora avuto la fortuna di vedere, ma prima o poi lo farò.
Ti auguro buone vacanze e un bacio alle bimbe
Gio
Buone vacanze anche a te Gio.
Salvo
Fantastiche. I colori mischiati agli odori e a sapori…questa e’ Sicilia! Una terra che amo ma che non finirò mai di conoscere abbastanza. Un luogo pieno di contraddizioni che sfugge ad ogni tipo di generalizzazione che rigetta ogni qualunquismo. Un posto dove tutto è portato all’estremo, dove la natura è prepotente, il vento, il sole, il mare…
Come i siciliani. Estremi. Bene e male. Ricchezza e povertà. Cultura ed ignoranza. Capaci di tutto e fatalisti come nessuno. Dove i sentimenti sono forti e indefiniti come i colori delle tue foto.
Ciao.
Non potevi descrivere meglio i sentimenti che provo anche io ogni volta che torno a Ragusa.
A volte ho la sensazione amara di non aver più radici da nessuna parte.
Complimenti per le foto.
Grazie per i complimenti per le foto.
Vedro’ di farne di nuove, e possibilmente di piu’ belle, la settimana prossima, quando saro’ nuovamente in Sicilia e avro’ piu’ tempo a disposizione.
Salvo
TI consiglio di leggere l’articolo dell’Espresso su Catania, “Catania è tutta un buco – Il Comune del disastro” che puoi trovare anche qui:
http://iltafano.typepad.com/
la regione siciliana non da i permessi per l’eolico
a causa delle linee sature ma se supponiamo l’eolico
che si dovrebbe fare a gela produrrebbe idrogeno
per il polo industriale di Siracusa sarebbe un affare per
tutti nessuno escluso .
epistola a Sgarbi .
la regione siciliana non da i permessi per l’eolico
a causa delle linee sature ma se supponiamo l’eolico
che si dovrebbe fare a gela produrrebbe idrogeno
per il polo industriale di Siracusa e Gela sarebbe un affare per
tutti nessuno escluso : infatti il petrolchimico utilizza
petrolio per trasformarlo in idrogeno danneggia
operai e popolazione locale mentre l’idrogeno prodotto
dall’eolico è ad impatto ambientale zero …
infatti l’energia prodotta non è bruciando petrolio ma
catturando energia dal vento ed infine trasformata per
elettrolisi in idrogeno : elettrolisi – la reazione chimica produce
ossigeno ed idrogeno, infine l’idrogeno bruciato viene
trasformato in vapore d’acqua —
per trasportare l’idrogeno basterebbe un idronodotto
ed a realizzarlo non è un arca di scienze nè costerebbe
una spesa eccessiva .
aiutiamo a spezzare il clima torrido che ha distrutto un terzo delle foreste del sud .
non bruciamo carbone o petrolio che uccidono e danneggiano un intera
popolazione e gli stessi operai che vi lavorano per non parlare
dei danni provocati dalle temperature impazzite che possono provocare terremoti
ed uragani o maremoti come gli ultimi successi in Cina ed Indocina .
infine l’idrogeno potrebbe essere usato per le navi da
pesca e quindi pescare senza inquinare con un prezzo piu basso
del petrolio . Vorrei segnalare anche la zona che va dalla piana di Catania
ad agnone bagni si può realizzare un’altro parco eolico in grado di
soddisfare un milione di persone ?
insomma caro Sgarbi sfruttiamo il vento non è giusto che i petrolchimici
inquinano l’aria bruciando petrolio per trasformarlo in idrogeno catturiamolo
dal vento .
che le barche canninino a idrogeno salviamo i mari dal petrolchimico che
butta tonnellate di rifiuti tossici in aria ed in mare .
non buttiamo via al vento tanta energia ricordati
caro sgarbi che l’eolico non inquina e non produce
danni alla salute come il carbone , petrolio o le scorie radiattive .
ecco la mia classifica energetica che gli italiani dovrebbero perseguire :
eolico 1 posto
idroelettrico 2 posto
nucleare e metano fotovoltaico solare biomasse 3 posto
carbone e petrolio ultimo posto .
eolico uguale ricchezza e salute ,
perdonatemi se vado fuori argomento ma di sgarbi che
dicono no all’eolico ce ne sono milioni di persone
disinformate e pericolose per la sicureza ambientale,
infatti sconoscono che il nucleare a causa delle scorie
radiattive a lungo termine è un serio problema ambientale
per i nostri figli , mentre il carbone ed il petrolio
sono un pericolo a breve termine per le temperature
impazzite , i mutamenti climatici , uragani e terremoti
insomma l’eolico è l’energia a minor impatto ambientale .