Ieri sera ho ripreso ad ascoltare blues. Mi capita sempre quando sono di un umore particolare, quando i fantasmi, le ossessioni, i “blue devils” mi assalgono.
Ho iniziato con John Lee Hooker, con i suoi blues lenti, ipnotici, stregati, che cantano il malessere, la solitudine, la sofferenza profonda dell’anima. Poi pian piano sono passato ai blues dal ritmo più veloce, venati di influenze rock, fino ad arrivare ai brani più energici, più carichi di groove, per arrivare al soul.
Un percorso musicale che è anche un percorso terapeutico dell’anima. Il blues per me è anche una medicina, e vi faccio ricorso spesso, come uno sciamano. Non ha controindicazioni.
Alla fine, chissa per quali vie traverse, sono arrivato ai Blues Brothers, e da lì sono andato a finire a quel capolavoro che è Green Onions del gruppo Booker T. & the MG’s.
Nel 1962 Booker T. Jones (organo e pianoforte), Steve Cropper (chitarra), Donald “Duck” Dunn (basso) e Al Jackson, Jr (batteria) fondarono il gruppo Booker T. & the MG’s che ottenne grande successo tra gli anni ’60 e ’70.
Nel 1980 sia Steve Cropper che Donald “Duck” Dunn parteciparono al fim The Blues Brothers di John Landis, con John Belushi e Dan Aykroyd, impersonando due membri della banda, oltre che figurare nella colonna sonora del film.
Vi propongo due versioni del celebre brano Green Onions.
La prima, che ho riportato in apertura del mio articolo, è della prima metà degli anni 60, quando il gruppo raggiunse il successo con il brano.
La seconda versione, che vi propongo qui di seguito, è invece del 30 luglio 2006. Stessi musicisti, una quarantina d’anni in più, ma l’energia e il groove sono sempre ineguagliabili.
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Tag: blues
Gran bel pezzo, era un po’ che non lo sentivo, sempre attuale. Ciao Steve.