
Sono tornato domenica scorsa dalla Sicilia. Ho preso solamente una settimana di ferie.
Lunedi 11 agosto ero già al lavoro a Lugano. Siamo impegnati con scadenze e consegne impegnative. Si lavora duramente, con ritmi serrati.
La settimana di ferie in Sicilia è stata breve, ma intensa.
Bagagli smarriti a Roma, in cui avevo fatto scalo, e recuperati dopo due giorni; visite di parenti e amici e ripetizione; la mattina a mare con le bimbe e la sera a passeggio con loro; il matrimonio di un mio caro amico a cui ho fatto da testimone di nozze in una splendida cornice; mio padre che nel frattempo, per movimentare ulteriormente le cose, è stato ricoverato per un delicato intervento alla retina.
Insomma, una settimana all’insegna del sano relax.
E sono riuscito anche a scattare tante foto. Ci sarà tempo per pubblicarle sul blog nei prossimi giorni.
Oggi era Ferragosto. L’ho trascorso completamente da solo a casa. Le bambine sono ancora giù dai miei.
La mattina sono uscito un po’ in centro, a fare quattro passi nella città deserta e scattare qualche foto in uno scenario urbano surreale e metafisico, alla De Chirico, mentre minacciose nubi si addensavano all’orizzonte e la temperatura era tutt’altro che estiva.
Dopo pranzo una violentissima grandinata accompagnata da forti raffiche di vento ha sferzato la città, ripulito l’aria e fatto qualche danno in giro, a giudicare dalle sirene dei vigili del fuoco che ho sentito.
Una giornata malinconica.
Ne ho approfittato per fare un po’ di ordine e pulizia in casa.
Ho sistemato anche le foto, i tanti album di fotografie che giacevano caoticamente ammassati e rimescolati dalle ‘manine’ delle mie figlie.
È stato come rivivere gli ultimi diciassette anni della mia vita in poche ore; tutti i fatti salienti, i momenti più belli, i ricordi più dolci, gli eventi più tristi e tragici, condensati nell’arco di un pomeriggio.
È stata dura.
Adesso che sono solo a casa, completamente solo in una città deserta, mi rendo pienamente conto di quanto importanti siano le mie figlie, di quanto rappresentino per me.
E devo confessare che senza di loro, adesso, dopo tutto quello che è successo, sarei completamente smarrito, perso.