Archivio di agosto 2008

Gabbiani - Vincenzo Cardarelli

venerdì, 22 agosto 2008

Gabbiani

Gabbiani

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace
io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere

balenando in burrasca

(Vincenzo Cardarelli)

Ferragosto in città

venerdì, 15 agosto 2008

Ferragosto 2008

Sono tornato domenica scorsa dalla Sicilia. Ho preso solamente una settimana di ferie.

Lunedi 11 agosto ero già al lavoro a Lugano. Siamo impegnati con scadenze e consegne impegnative. Si lavora duramente, con ritmi serrati.

La settimana di ferie in Sicilia è stata breve, ma intensa.

Bagagli smarriti a Roma, in cui avevo fatto scalo, e recuperati dopo due giorni; visite di parenti e amici e ripetizione; la mattina a mare con le bimbe e la sera a passeggio con loro; il matrimonio di un mio caro amico a cui ho fatto da testimone di nozze in una splendida cornice; mio padre che nel frattempo, per movimentare ulteriormente le cose, è stato ricoverato per un delicato intervento alla retina.

Insomma, una settimana all’insegna del sano relax.

E sono riuscito anche a scattare tante foto. Ci sarà tempo per pubblicarle sul blog nei prossimi giorni.

Oggi era Ferragosto. L’ho trascorso completamente da solo a casa. Le bambine sono ancora giù dai miei.

La mattina sono uscito un po’ in centro, a fare quattro passi nella città deserta e scattare qualche foto in uno scenario urbano surreale e metafisico, alla De Chirico, mentre minacciose nubi si addensavano all’orizzonte e la temperatura era tutt’altro che estiva.

Dopo pranzo una violentissima grandinata accompagnata da forti raffiche di vento ha sferzato la città, ripulito l’aria e fatto qualche danno in giro, a giudicare dalle sirene dei vigili del fuoco che ho sentito.

Una giornata malinconica.

Ne ho approfittato per fare un po’ di ordine e pulizia in casa.

Ho sistemato anche le foto, i tanti album di fotografie che giacevano caoticamente ammassati e rimescolati dalle ‘manine’ delle mie figlie.

È stato come rivivere gli ultimi diciassette anni della mia vita in poche ore; tutti i fatti salienti, i momenti più belli, i ricordi più dolci, gli eventi più tristi e tragici, condensati nell’arco di un pomeriggio.

È stata dura.

Adesso che sono solo a casa, completamente solo in una città deserta, mi rendo pienamente conto di quanto importanti siano le mie figlie, di quanto rappresentino per me.

E devo confessare che senza di loro, adesso, dopo tutto quello che è successo, sarei completamente smarrito, perso.