Ferragosto in città

Ferragosto 2008

Sono tornato domenica scorsa dalla Sicilia. Ho preso solamente una settimana di ferie.

Lunedi 11 agosto ero già al lavoro a Lugano. Siamo impegnati con scadenze e consegne impegnative. Si lavora duramente, con ritmi serrati.

La settimana di ferie in Sicilia è stata breve, ma intensa.

Bagagli smarriti a Roma, in cui avevo fatto scalo, e recuperati dopo due giorni; visite di parenti e amici e ripetizione; la mattina a mare con le bimbe e la sera a passeggio con loro; il matrimonio di un mio caro amico a cui ho fatto da testimone di nozze in una splendida cornice; mio padre che nel frattempo, per movimentare ulteriormente le cose, è stato ricoverato per un delicato intervento alla retina.

Insomma, una settimana all’insegna del sano relax.

E sono riuscito anche a scattare tante foto. Ci sarà tempo per pubblicarle sul blog nei prossimi giorni.

Oggi era Ferragosto. L’ho trascorso completamente da solo a casa. Le bambine sono ancora giù dai miei.

La mattina sono uscito un po’ in centro, a fare quattro passi nella città deserta e scattare qualche foto in uno scenario urbano surreale e metafisico, alla De Chirico, mentre minacciose nubi si addensavano all’orizzonte e la temperatura era tutt’altro che estiva.

Dopo pranzo una violentissima grandinata accompagnata da forti raffiche di vento ha sferzato la città, ripulito l’aria e fatto qualche danno in giro, a giudicare dalle sirene dei vigili del fuoco che ho sentito.

Una giornata malinconica.

Ne ho approfittato per fare un po’ di ordine e pulizia in casa.

Ho sistemato anche le foto, i tanti album di fotografie che giacevano caoticamente ammassati e rimescolati dalle ‘manine’ delle mie figlie.

È stato come rivivere gli ultimi diciassette anni della mia vita in poche ore; tutti i fatti salienti, i momenti più belli, i ricordi più dolci, gli eventi più tristi e tragici, condensati nell’arco di un pomeriggio.

È stata dura.

Adesso che sono solo a casa, completamente solo in una città deserta, mi rendo pienamente conto di quanto importanti siano le mie figlie, di quanto rappresentino per me.

E devo confessare che senza di loro, adesso, dopo tutto quello che è successo, sarei completamente smarrito, perso.

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4 Commenti a “Ferragosto in città”

  1. giuseppe scrive:

    Ciao Salvatore, la vita tra le altre cose è proprio buffa; sono a tallinn dalla mia ragazza che è estone e ho cliccato per caso lavoro a tallinn… così sei uscito tu col tuo blog; ho cominciato a leggerlo e sono andato a ritroso da gennaio, periodo del tuo viaggio a tallinn…così ho letto del difficile momento che stai vivendo e di tutto il resto. Credo che tu sia una bella persona,solo questo volevo dirti, e che le tue figlie diventeranno due donne in gamba, ne sono certo. Seguirò il tuo blog da questo momento con interesse, dalla splendida Tallinn ti mando un sincero saluto.
    Giuseppe

  2. ermeneuta scrive:

    Ciao Giuseppe,

    sì, la vita è veramente strana e curiosa, e imprevedibile.

    Divertiti a Tallinn.
    Io ci sono stato in pieno inverno, ma credo che d’estate ci debba essere una luce meravigliosa a quelle latitudini.

    Ciao
    Salvo

  3. giuseppe scrive:

    Sì, d’estate c’è una luce splendida, a volte fiabesca. Si vive la spiaggia, i tramonti hanno colori unici, e poi questi suoni, queste atmosfere, queste espressioni nei volti sereni. Ieri sono stato ad un concerto nel parco di kadriorg, arrivi, ti offrono il vino o il caffè, ti siedi con calma tra gente di tutte le età, anche biondissimi bimbi. Per me che vivo a Napoli puoi immaginare che sensazioni e che stato di benessere possa darmi tutto ciò…
    giuseppe

  4. alessandro scrive:

    ciao Salvo
    Fatti sentire. Se ti va magari per una pizza o un piatto di spaghi.
    O magari anche solo per una birra.

    un abbraccio
    Ale

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