Archivio di settembre 2008

Sigur Rós - ‘Heima’ Film Trailer

domenica, 28 settembre 2008

Non ho voglia stasera di scrivere qualcosa. Troppo stanco. Troppe cose da voler dire.

Troppi pensieri che si affollano nella mente. Troppe sensazioni contraddittorie.

Stasera vorrei essere lontano, molto lontano. In Islanda, per esempio.

Come in Heima, il film documentario di Dean DeBlois, che racconta il ritorno in Islanda, dopo una tournée mondiale, del gruppo musicale dei Sigur Ròs, per un tour intimo nella loro terra d’origine.

Spiagge laviche, paesaggi glaciali, cieli tersi, luci bluastre, ma nitide e intense.

AIR - All I need (1997) - Alternative video

mercoledì, 24 settembre 2008

Se c’è un brano musicale che più di ogni altro ha accompagnato e accompagna i miei viaggi quotidiani in treno da Monza a Lugano, che fa da colonna sonora ai miei vagabondaggi onirici, sempre in bilico fra sonno e veglia, fra ripiegamento interiore ed estroversione stupita verso il paesaggio che scorre attorno a me, questo è All I need degli AIR.

Anche stamane, mentre costeggiavo il lago di Lugano, fra le prime nubi dell’autunno incipiente e la luce tersa che già presagisce i freddi invernali, era questa la musica che accompagnava i miei pensieri.

Adesso, per caso in rete, ho trovato su You Tube un video musicale alternativo, realizzato, come dicono le note da http://monchavo.net.

Il video è tratto da materiale originale girato a Londra durante l’estate/autunno 2004 con una camera Epson PC800 (timelapse) e una Nikon D70, e montato con Sony Vegas 4.

Semplicemente perfetto.

Ragusa Ibla

lunedì, 22 settembre 2008

Particolare a Ibla

Ragusa Ibla è il nucleo più vecchio di Ragusa, dove sorgeva anticamente, prima del disastroso terremoto del 1693, la città originaria.

Si pensa che sia sorta sulle rovine della mitica Hybla, la potente città fondata dai siculi alla metà del II millennio a.C., e poi conquistata dai greci che la ribattezzarono Hybla Heraia in onore di Hera (Giunone).

Dopo il 1693 fu interamente ricostruita in stile tardo-barocco, o meglio una particolarissima ed originale versione del barocco, lo stesso che arricchisce Noto, Modica e tanti altri comuni della zona, caratterizzato da una spettacolare concezione urbanistica e scenografica.

Scriveva lo scrittore Gesualdo Bufalino che Ragusa Ibla è luogo particolare dove « [...] si pretende la passione per le macchinazioni architettoniche, dove la foga delle forme in volo nasconde fino all’ultimo il colpo di scena della prospettiva bugiarda. Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla, una certa qualità d’animo, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia ».

Città dimenticata e quasi deserta fino alla prima metà degni anni novanta, Ragusa Ibla è stata riscoperta recentemente grazie agli episodi televisivi del Commissario Montalbano ed è diventata ormai una tappa quasi obbligata per certo turismo colto e raffinato.

Io l’ho frequentata ed amata, assieme ai miei amici, quando gli unici esseri viventi che si potevano incontrare fra le sue stradine deserte nelle sere d’inverno erano i gatti randagi, e il rumore dei nostri passi rimbombava in modo quasi imbarazzante nel silenzio della notte.

Adesso faccio fatica a riconoscerla, ora che è rinata a nuova vita, piena di turisti provenienti da tutto il mondo che la frequentano fino a notte fonda, ricca di localini, negozi, ristoranti e alberghi finemente ristrutturati, nel rispetto delle norme ambientali e della tutela dei beni architettonici, fatto inedito in Sicilia.

Mi sembra come un’amante che si incontra dopo tanto tempo dopo che ci si è separati, diversa, quasi irriconoscibile, più bella e splendida di prima.

Ma mi basta addentrarmi un poco nei vicoletti segreti e poco battuti che conosco per ritrovare come per incanto la magia del silenzio, la dimessa e intima bellezza e lo stupore di un tempo.

Tutte le foto sono state scattate il 9 agosto 2008.

Ragusa Ibla vista scendendo da Ragusa Balcone barocco a Ragusa Ibla Particolare di portale di chiesa barocca

Scorcio sulla cupola della chiesa di Santa Maria dell’Itria La cupola del Duomo di San Giorgio a Ibla Particolare di facciata a Ibla

La cupola del Duomo L'inferriata del Duomo di Ibla, con la rappresentazione di San Giorgio Scorcio sul Duomo di Ibla

Il Duomo di San Giorgio a Ibla Vista su Ragusa Ibla al tramonto La costellazione dell'Orsa Minore nella campagna ragusana

Berlusconi porta sfiga?

sabato, 20 settembre 2008

Berlusconi sfiga

Un interrogativo inquietante mi ronza in testa da un po’ di giorni a questa parte: ma Berlusconi porta sfiga veramente?

Il Governo Berlusconi IV è in carica dall’8 maggio 2008 e da allora guardate un po’ cos’è successo:

  • Europei Austria e Svizzera 2008: Italia eliminata dalla Spagna;
  • il pezzo del petrolio e della benzina schizzano alle stelle come mai si era visto prima;
  • l’economia italiana, da malata che era, diventa moribonda;
  • l’inflazione sale, la paura aumenta, il lavoro diminuisce; le famiglie italiane sono in ginocchio;
  • Alitalia è in crisi profonda. Berlusconi si impegna personalmente: “Ghe pense mi!“. Risultato: Alitalia fallisce!
  • Lehman Brothers, la quarta banca d’affari a livello mondiale, fallisce;
  • AIG, il maggiore gruppo di assicurazioni a livello mondiale, viene salvato in extremis dalla Federal Reserve con un prestito record di 85 miliardi di dollari. L’intera finanza ed economia mondiale sembrano crollare.

E siamo all’inizio…

Come diceva Sherlock Holmes: «Una coincidenza è una coincidenza; due coincidenze fanno un indizio; due indizi fanno una prova!»

Qui ce n’è abbastanza per toccare ferro (e qualcosaltro) per fare gli scongiuri.

Ma gli italiani che lo hanno massicciamente votato continuano ad aver fiducia in Berlusconi, anzi come dimostrano i recenti sondaggi di questi giorni, la fiducia continua a crescere.

Qui siamo di fronte ad un malefico sortilegio.

Mi ricorda la cupa storia del pifferaio magico di Hamelin che era stato chiamato a disinfestare la città invasa dai ratti.

Lui incantò i ratti con la sua musica e li condusse fino alle acque del fiume Weser, dove morirono annegati.

Poi, non avendo ricevuto il compenso promesso, per vendetta incantò con la musica del suo piffero i bambini della città e li condusse in una caverna, da cui non si salvò nessuno.

Forse bisognerebbe iniziare a spulciare le centurie con le profezie di Nostradamus alla ricerca di riferimenti inequivocabili a nani diabolici e parrucchini infernali nei versi dedicati all’Apocalisse.

La faccenda diventa veramente inquietante se si inizia a guardare cos’è successo nei precedenti governi Berlusconi. Alcune di queste notizie girano da tempo in rete.

Ai posteri, se mai ci saranno, l’ardua sentenza!

Governo Berlusconi I (10 maggio 1994 -17 gennaio 1995)

  • Mondiali Usa 1994: Italia perde con il Brasile ai rigori.

Governo Berlusconi II (11 giugno 2001 - 23 aprile 2005)

  • Berlusconi va al Governo e comincia la recessione dopo anni di boom clamoroso e, contro le regole d’oro dell’economia: ovvero in presenza di bassi tassi di interessi e d’inflazione bassissima.
  • 19-22 luglio 2001: si interessa personalmente delle fioriere e dell’organizzazione del G8, e scoppiano moti di piazza e ci scappa il morto. Non accadeva dai lontani anni ‘70…
  • 11 settembre 2001: Attentato alle Torri gemelle di New York.
  • 8 ottobre 2001: il disastro di Linate, con un bilancio finale di 118 vittime. Il più grave incidente aereo mai avvenuto in Italia;
  • Mondiali Corea Giappone 2002: Italia eliminata dalla Corea.
  • Europei Portogallo 2004: Italia eliminata dagli europei.
  • 26 dicembre 2004: tsunami nell’Oceano Indiano: 225.000 morti

Mi fermo qui che inizio ad avere seriamente paura.

Pentitevi peccatori! La fine del mondo è vicina.

Scene di ordinaria seduzione in treno

giovedì, 18 settembre 2008

Donna_Fellini

Ieri sera, mentre tornavo in treno da Lugano, ho assistito ad una scenetta deliziosa e dal sapore felliniano, per non dire boccaccesco, di quelle che se uno le trovasse all’interno di un film o di un romanzo le riterrebbe inverosimili e assurde.

Invece è accaduta veramente.

Il treno da Chiasso per Milano era segnalato con venti minuti di ritardo.

I viaggiatori attendevano tra lo spazientito e il rassegnato, fra battute ironiche e a tratti divertite, in quello strano territorio di nessuno costituito dalla saletta d’attesa della dogana e da una sorta di curioso recinto dei polli col cancelletto comandato elettronicamente che impedisce alle persone di salire sul treno prima di passare il controllo passaporti.

In queste situazioni di attesa, di sospensione si crea di solito, fra le persone che vi si trovano coinvolte, una strana sensazione di cameratismo, di complicità, di intimità quasi.

Persone che ogni giorno si incontrano in treno e che non si sono mai rivolte la parola, iniziano improvisamente a parlare e scherzare: ci si racconta dettagli della propria vita, si telefona ai propri cari per avvisare che si farà tardi, e ognuno ascolta tutto di tutti.

Son situazioni di contrabbando”, si allentano i controlli e le censure.

E a volte succede qualcosa che in condizioni normali non accade.

«Ci sono occhi che si cercano,
ci sono labbra che si guardano»

cantava Paolo Conte in Aguaplano.

Succede così che nella sala d’attesa un ragazzo giovane di circa venti anni, o poco più, attacchi bottone con una signora quarantenne che potrebbe essere sua madre.

Lui è un ragazzone moro, un bel ragazzo come tanti, vestito in modo semplice ma curato.

Lei è una donna assolutamente normale, abbastanza in carne anche, fin troppo forse, con un viso gioviale e aperto, ridente, l’atteggiamento solare. Suscita ricordi e sensazioni culinarie, deliziosi manicaretti fatti in casa.

Una donna felliniana.

Ricorda vagamente l’attrice Andréa Ferréol nel film La grande abbuffata (1973) di Marco Ferreri con Ugo Tognazzi.

Finalmente arriva il treno.

Io salgo su una carrozza e mi siedo su una poltrona, nello scompartimento quasi vuoto, e mi metto ad ascoltare la musica con gli auricolari.

Dopo pochi secondi sale anche la donna e si siede a fianco a me, ma dall’altro lato del corridoio. Improvvisamente, subito dopo arriva anche il ragazzo e le si piazza di fronte.

Non fanno caso a me che ascolto musica e parlano tranquillamente pensando di non essere sentiti. In realtà stavo ascoltando della musica new age a basso volume e ho potuto sentire tutto.

Il ragazzo passa subito all’attacco, si presenta, fa espliciti complimenti alla donna, le fa capire che le piace e le chiede se si possono incontrare fuori di là.

La donna, piacevolmente sorpresa e soddisfatta, si illumina in viso, scherza anche lei. Ride. Una risata sonora, argentina.

Inizia il gioco delle parti, la commedia delle schermaglie della seduzione.

Lei si schernisce, gli dice che potrebbe essere sua madre, che è sposata, che la sua vita è già abbastanza complicata e che non ha bisogno di complicarla ulteriormente.

Ma si vede che la cosa le piace, la stuzzica, la lusinga.

Alla fine il ragazzo le chiede il numero di cellulare. Lei tentenna un attimo, poi ridendo glielo dà.

Poco dopo il ragazzo scende e le dice: “Allora ci sentiamo. Ti chiamo”.

Subito dopo la donna inizia a chiamare tutte le sue amiche al telefono e racconta l’accaduto. Si vede che è al settimo cielo, sorpresa, contenta, eccitata come un’adolescente al primo incontro.

Sembrava di essere in una scena di un film di Fellini o ne Il Decameron di Pasolini. Desiderio e carnalità allo stato puro, nessuna censura, nessun senso del peccato. Solo due persone sconosciute che si attraevano e volevano incontrarsi al di là di ogni convenzione morale o sociale.

Chissà se i due si incontreranno mai.

Se incontro di nuovo in treno la donna glielo chiedo.

Il mare d’estate

lunedì, 15 settembre 2008

Mare d'estate

Finalmente sono riuscito a selezionare una quindicina di immagini dalle centinaia che ho scattato a mare quest’estate in Sicilia.

Non sono necessariamente le più belle. Ho escluso volutamente quelle che ritraevano da vicino o in primo piano le mie figlie, e che sono la maggioranza.

Ho scelto quelle che meglio rappresentavano la varietà di luce e di colori, di atmosfere e sensazioni che il mare è in grado di esprimere nell’arco di pochissimi giorni, in questo caso la prima settimana di agosto, e la prima di settembre.

Quasi tutte le foto sono state scattate nella costa meridionale del litorale ibleo in Sicilia, nei pressi di Scoglitti (RG), dove i miei hanno da più di trent’anni una piccola abitazione in affitto.

Il mio mare. La mia spiaggia. Dove smetto di essere io e fluisco nel tutto.

Guardando l'orizzonte Bonaccia di settembre A casa di un amico, a Donnalucata

Kitesurf Tramonto con vento di ponente - La

Il mare sotto la  Un'altra foto del mare sotto il vento di Pomeriggio di settembre

Sole nero Ombre Spiaggia deserta a settembre

Giochi nell'acqua La spiaggia del Club Med ai primi di settembre (Scoglitti) Sirene

Metti una notte di mezza estate, in Sicilia

venerdì, 12 settembre 2008

Agosto 2008

Sono presissimo dal lavoro, come forse non mi era mai capitato da dieci anni a questa parte.

Stiamo lavorando alla realizzazione di un mondo virtuale on-line con tempi, obiettivi e scadenze ai limiti dell’impossibile.

Del resto lo sapevo bene quando ho accettato l’incarico di Project Manager in Svizzera. In fondo era quello che stavo cercando da sempre. Una sfida di quelle che fanno tremare i polsi, ma schizzare  l’adrenalina alle stelle.

Ma ci sarà tempo e modo di parlare anche di questo in futuro, del mio lavoro.

Avrei tante cose da scrivere sul blog, tante foto da pubblicare, la mia vita è molto intensa, ma stranamente ultimamente rifletto molto più del solito prima di pubblicare un articolo, e spesso inizio a scrivere e poi cancello, insoddisfatto.

Sono diventato ancora più esigente con me stesso, più desideroso di mirare all’essenziale.

Mi rendo conto che questo può avere come effetto collaterale il fatto di non scrivere più, o scrivere molto di meno, in attesa delle parole perfette.

Ed è proprio questo che non voglio. Desidero che anche la superficialità, la leggerezza, la frivolezza abbiano il loro ruolo importante nella mia vita.

Pertanto faccio un’eccezione e pubblico una mia foto recente, scattata l’8 agosto di quest’anno al matrimonio di due cari amici miei a cui ho fatto da testimone di nozze in Sicilia, in una splendida villa nei pressi di Ispica. Questo spiega il look particolare.

In quella foto, in quello sguardo, c’è il mio io più recente.

Era circa l’una di notte, e diciamo che avevo bevuto e fumato abbastanza, ma al tempo stesso ero estremamente lucido. L’età insegna a conoscere i propri limiti, anche fisici, e a giocare su quel labile confine che separa dalla vertigine. Anche questa è una sfida.

Nei prossimi post pubblicherò alcune delle foto più belle che ho scattato durante i pochi, ma intensi, giorni che ho passato in Sicilia.

Spirits in the material world - The Police

lunedì, 1 settembre 2008

«There is no political solution
To our troubled evolution
Have no faith in constitution
There is no bloody revolution
»
Spirits in the material world (The Police) 

Son tornato, son tornato. O meglio, diciamo che non sono mai andato via, eccetto che per una settimana di ferie.

Giusto per rassicurare gli amici che mi chiedevano come mai era da un po’ di tempo che non aggiornavo il blog con la solita frequenza.

Sono stato un po’ sulle mie, nella quiete cittadina surreale di agosto, a riflettere e meditare da solo, cosa che era da circa un anno che non riuscivo a fare.

La solitudine è la maniera più semplice per ascoltarsi in maniera profonda. È una prova dura, a volta tremenda. Ma irrobustisce e fortifica.

«Quello che non mi uccide, mi fortifica» diceva Friedrich Nietzsche.

Occorre avere il coraggio e la forza di isolarsi, di rimanere soli con se stessi, e dialogare con la parte più remota di noi. Isolarsi dal mondo esterno e confrontarsi con le le proprie paure, le proprie angosce. Fronteggiare i fantasmi che vengono da dentro.

Ho avuto in mente anche fin troppi articoli da scrivere e pubblicare sul blog. Ho preferito aspettare, non avere fretta, lasciare che le idee e gli spunti originali sedimentassero, dare il tempo giusto alle cose.

Pertanto inauguro questo settembre in modo per lo meno «inattuale», come mi sembra doveroso.

Inizio con un omaggio ai Police e a quella che personalmente ritengo forse una delle loro più belle canzoni: Spirits in the material world, tratto dall’album Ghost in the Machine (1981).

«Spirits In The Material World” presenta per la prima volta in una canzone dei Police un fitto tappeto di tastiere, che sostengono un basso pulsante mentre la voce declama un testo tra il misticheggiante e il politico. La canzone è ancora una volta segnata soprattutto dallo sferragliare del charleston e dai caratteristici colpi secchi di Copeland». (Fonte: Ondarock).

Il testo è estremamente significativo e profetico, aggiungo io.

Spirits in the material world - The Police (1981).

There is no political solution
To our troubled evolution
Have no faith in constitution
There is no bloody revolution

We are spirits in the material world
Are spirits in the material world
Are spirits in the material world
Are spirits in the material world

Our so-called leaders speak
With words they try to jail you
They subjugate the meek
But it’s the rhetoric of failure

We are spirits in the material world
Are spirits in the material world
Are spirits in the material world
Are spirits in the material world

Where does the answer lie?
Living from day to day
If it’s something we can’t buy
There must be another way

We are spirits in the material world
Are spirits in the material world
Are spirits in the material world
Are spirits in the material world