Metti una notte di mezza estate, in Sicilia

Agosto 2008

Sono presissimo dal lavoro, come forse non mi era mai capitato da dieci anni a questa parte.

Stiamo lavorando alla realizzazione di un mondo virtuale on-line con tempi, obiettivi e scadenze ai limiti dell’impossibile.

Del resto lo sapevo bene quando ho accettato l’incarico di Project Manager in Svizzera. In fondo era quello che stavo cercando da sempre. Una sfida di quelle che fanno tremare i polsi, ma schizzare  l’adrenalina alle stelle.

Ma ci sarà tempo e modo di parlare anche di questo in futuro, del mio lavoro.

Avrei tante cose da scrivere sul blog, tante foto da pubblicare, la mia vita è molto intensa, ma stranamente ultimamente rifletto molto più del solito prima di pubblicare un articolo, e spesso inizio a scrivere e poi cancello, insoddisfatto.

Sono diventato ancora più esigente con me stesso, più desideroso di mirare all’essenziale.

Mi rendo conto che questo può avere come effetto collaterale il fatto di non scrivere più, o scrivere molto di meno, in attesa delle parole perfette.

Ed è proprio questo che non voglio. Desidero che anche la superficialità, la leggerezza, la frivolezza abbiano il loro ruolo importante nella mia vita.

Pertanto faccio un’eccezione e pubblico una mia foto recente, scattata l’8 agosto di quest’anno al matrimonio di due cari amici miei a cui ho fatto da testimone di nozze in Sicilia, in una splendida villa nei pressi di Ispica. Questo spiega il look particolare.

In quella foto, in quello sguardo, c’è il mio io più recente.

Era circa l’una di notte, e diciamo che avevo bevuto e fumato abbastanza, ma al tempo stesso ero estremamente lucido. L’età insegna a conoscere i propri limiti, anche fisici, e a giocare su quel labile confine che separa dalla vertigine. Anche questa è una sfida.

Nei prossimi post pubblicherò alcune delle foto più belle che ho scattato durante i pochi, ma intensi, giorni che ho passato in Sicilia.

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4 Commenti a “Metti una notte di mezza estate, in Sicilia”

  1. nexusdue scrive:

    Dalla foto capisco chi mi ha messo la testa di cavallo nel letto

  2. ermeneuta scrive:

    Ringrazia Dio che non ho pubblicato le altre…

    Da com’ero conciato e visto lo scenario della villa sembrava di essere sul set del Padrino.

    Ne ho una, in cui sorrido, nella quale sembro un nobile inglese: mi manca solo il levriero afgano ai piedi da accarezzare. :-)

    Nelle altre, sembra che abbia appena detto: “Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare!”

    Baciamo le mani

  3. Daniele Neroni scrive:

    ma si usano ancora le teste di cavallo?

    Per fare un’offerta che non si può rifiutare non basta un predellino e un paio di ministre gnocche?

  4. ermeneuta scrive:

    Quelli sono modi da “ominicchi e quaquaraqua”, roba da “mezzi uomini”, di “nani di plastica”.

    Capisco che di uomini veri ormai ce ne siano pochi in giro, da una parte e dall’altra.

    Ma ogni tanto qualche avvertimento “forte” non farebbe male ;-)

    P.S. Comunque non era una testa di cavallo quella che ho fatto mettere nel letto di nexusudue; era una testa di “chupacabra”. ;-)

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