AVATAR - Un esperienza nel mondo virtuale

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Questo fine settimana sono stato due giorni a Trento per l’inaugurazione della mostra interattiva Avatar - Un’esperienza nel mondo virtuale.

La mostra è stata prodotta dal Museo Tridentino di Scienze Naturali in collaborazione con Virtual Italian Parks, la società italiana che ha sviluppato la piattaforma tecnologica con la quale è stata realizzata l’installazione.

AVATAR tratta, dal punto di vista psicologico, sociologico e antropologico, il tema dei nuovi mondi virtuali che si stanno sviluppando in internet.

Visto che anch’io, assieme alle persone del mio gruppo, sto lavorando alla realizzazione di un mondo virtuale, sono andato alla mostra incuriosito da quello che avevo letto sul sito web.

La mostra AVATAR è dedicata alle persone di tutte le età e si rivolge in particolare a chi non ha mai visitato un mondo virtuale ma è curioso di sapere cos’è e come funziona.

Nei mondi virtuali milioni di persone si incontrano, costruiscono case virtuali, discutono, fanno festa, vivono assieme. Il tutto attraverso i propri avatar, i loro alter ego digitali.

Il percorso espositivo della mostra propone un’esperienza originale nel suo genere.

I visitatori, all’interno di particolari postazioni, sono invitati a crearsi un alter ego digitale (Avatar) e ad avventurarsi in un viaggio che li conduce attraverso ambientazioni immaginarie dove ognuno è libero di comunicare con gli altri e di aggregarsi per visitare la mostra.

Gli interventi dei relatori (fra di essi Mario Gerosa e David Orban, alcuni fra i maggiori esperti italiani nel campo dei mondi virtuali) sono stati sicuramente interessanti, anche se un po’ scontati per chi lavora nel settore. Ma visto il pubblico a cui si indirizzavano e il poco tempo a disposizione francamente era difficile fare di meglio.

Alcuni problemi tecnici durante la fase di login e la presentazione degli ambienti virtuali (un classico inevitabile in queste occasioni) hanno ravvivato la serata e donato un po’ di colore all’inaugurazione, altrimenti troppo seriosa, che si è svolta alla presenza di un folto pubblico di curiosi, appassionati e esperti del settore.

C’erano anche dei fighetti molto web 2.0, a dire il vero, gente che vive la vita reale come una parentesi noiosa fra una capatina su Second Life, un salto su Facebook a scrivere quattro cazzate aggiornando il proprio status (cosi di cui non gliene frega niente a nessuno), un post sul proprio blog sull’ultimo inutile widget alla moda, e un aperitivo per accalappiare ragazze.

Ma diciamo che fa parte delle cose della vita, fa folklore. Oltre a fare pendant con la mia aria distaccata e scettica.

Invece la cosa poco divertente, e che sinceramente mi ha fatto un po’ girare le scatole, è stata invece il fatto che l’indomani mattina, quando sono andato di nuovo al museo per provare finalmente di persona quello che era stato presentato la sera precedente, l’intero sistema fosse inutilizzabile per problemi tecnici.

Cose che succedono, lo so bene, soprattutto in queste occasioni, ma il fatto di essere andato via senza aver potuto provare quello per cui ero andato fino a Trento, mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca.

In ogni caso, grazie a quest’occasione, ho potuto scoprire Trento che è una cittadina veramente splendida, con un tessuto urbano particolarissmo, un centro storico molto bello e dei monumenti caratteristici, che le donano un’atmosfera unica.

Ne ho approffitato quindi per scattare un po’ di foto e, dopo tutte quelle parole sui mondi virtuali, fare una magica esperienza nel mondo reale.

Cattedrale di San Vigilio situata in Piazza del Duomo a Trento La splendida Fontana del Nettuno (1767-1768) Un'altra vista della Fontana del Nettuno a Trento

La Fontana del Nettuno e la Cattedrale di San Vigilio Affreschi sulle facciate degli edifici - Trento Cattedrale di San Vigilio - Trento

Fontana del Nettuno - Trento Un'altro particolare della Fontana del Nettuno Palazzo Pretorio, antica residenza vescovile

4 Commenti a “AVATAR - Un esperienza nel mondo virtuale”

  1. nexusdue scrive:

    Allora compra World of Warcraft e vieni a fare un giro da quelle parti.
    Rabbrividisco alla visione dei fighetti 2.0 (diciamo 1.9).
    Facebook? E’ esploso qui nel belpaese e subito lo hanno trasformato in Myspace :)

  2. ermeneuta scrive:

    Avevo in mente un post su Facebook. ;-)
    Mi ci sono iscritto nei primi mesi di quest’anno per provarlo e per capire come funziona.
    All’inizio tutto tranquillo, solo due contatti.
    Adesso è diventato un delirio. Un giorno sì e un giorno no, c’è qualcuno che mi aggiunge nella sua friendlist o che mi invita ad unirmi a gruppi privi di senso o a giocare a delle cose insulse.
    Mah! Sembra diventata una nuova catena di Sant’Antonio.

    L’unica cosa positiva è che ho ritrovato amici che non sentivo da una vita.

    P.S. World of Warcraft è bello, ma troppo complicato. Non ho nè tempo nè voglia.

  3. Carlo scrive:

    Ciao! Sono il curatore della mostra “Avatar”.
    Ti ringrazio di essere stato presente all’inaugurazione, sono molto contento e orgoglioso che l’iniziativa abbia portato nella nostra città spiriti acuti e curiosi come te. E dunque ti porgo le mie più sentite scuse per l’inconveniente tecnico che ci ha costretti ad aprire al pubblico la domenica invece del sabato.
    Come giustamente hai notato nel post sono rischi che si corrono quando si sperimenta con tecnologie avanzate. Ma credo che utilizzare forme nuove d’espressione (incorrendo anche in forme nuove di errore!) possa essere un percorso fecondo. Nel caso di Avatar ci siamo spinti verso una forma museologica estremamente nuova ma l’entusiasmo dei visitatori ci sta ripagando delle ore da cardiopalma precedenti all’inaugurazione. I ragazzi leggono i pannelli 3d su tematiche quali l’identità, il doppio, la comunità con un’attenzione che mai ho visto riservare ai testi delle mostre tradizionali. Insomma siamo incredibilmente contenti. Rimane l’amarezza per il fatto che tu sia venuto fino a Trento senza riuscire a valutare la mostra con i tuoi occhi. Ti invito dunque a contattarmi via email per concordare, a parziale riparazione, una visita guidata gratuita per te e i tuoi cari. A presto!

  4. ermeneuta scrive:

    Ciao Carlo,

    ho apprezzato molto il tuo intervento introduttivo all’inaugurazione della mostra.

    Conosco bene i “rischi” tipici insiti nelle presentazioni di applicazioni informatiche, soprattutto quando sono ad alto tasso di complessità tecnologica quale la vostra.
    Infatti nel mio post ho scritto che in parte li comprendo.
    Solo che non ho potuto fare a meno di rimanerci un po’ male quando l’indomani avevo voglia di “smanettare” dentro le vostre postazioni e non ho potuto farlo.
    In ogni caso, vedrò di mandare alcune delle persone che lavorano al nostro progetto.
    Mi fa piacere che la vostra mostra abbia avuto successo di pubblico. Lo merita.

    Ciao e in bocca al lupo. Magari ci si rivede.

    Salvo

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