Johnny Cash – Hurt

«I hurt myself today
to see if i still feel
I focus on the pain
the only thing that’s real.
»
Hurt – Johnny Cash

Circa un anno fa sentii per la prima volta alla radio, mentre mi recavo in auto al lavoro, la canzone Hurt cantata da Johnny Cash (1932–2003), il grande cantautore statunitense interprete di numerose canzoni di folk music e di celebri talking blues.

Mi trovavo in una situazione personale e familiare molto particolare. Ne rimasi molto colpito. Fu come un presentimento.

Due settimane fa, a distanza di un’anno – mi ricordo molto bene le circostanze, per cui mi è facile risalire al periodo in cui avvenne la prima volta – per una singolare coincidenza di eventi mi è capitato di ascoltare di nuovo il brano, vedendone il video (premiato postumo nel 2004 con il Grammy Award) su Youtube.

E questa volta ne ho compreso, o meglio, ho sentito a pieno tutta la dolente umanità, ho sentito vibrare in me ogni singola nota, ogni singola parola, ogni singola intonazione della voce, ogni allusione e sfumatura.

Un capolavoro assoluto, lo straziante e virile testamento spirituale di un grande musicista e cantante, ma prima di tutto un grande uomo che non si è mai risparmiato e ha vissuto la vita con slancio e generosità, nel bene e nel male.

Mi hanno ulteriormente colpito due cose che ho scoperto poi su internet.

Il 15 maggio 2003, pochi mesi dopo aver girato il video, sua moglie June, che si vede verso la fine del filmato, è morta all’età di 71 anni. Nel settembre dello stesso anno Johnny Cash è stato ricoverato nel Baptist Hospital di Nashville per complicazioni diabetiche, dove è morto il 12 settembre.

La casa dei coniugi Cash a Nashville, in cui è girato il video, è andata distrutta in un incendio scoppiato accidentalmente il 10 aprile 2007 mentre erano in corso gli ultimi lavori di ristrutturazione.

Hurt – Johnny Cash (cover Dei Nine Inch Nails)

I hurt myself today,
to see if i still feel,
I focus on the pain,
the only thing that’s real,

The needle tears a hole,
the old familiar sting,
try to kill it all away,
but I remember everything,

(Chorus)
what have I become,
my sweetest friend,
everyone i know,
goes away in the end,

and you could have it all,
my empire of dirt,
I will let you down,
I will make you hurt,

I wear this crown of thorns,
upon my liars chair,
full of broken thoughts,
I cannot repair,

beneath the stains of time,
the feelings dissapear,
you are someone else,
I am still right here,

What have I become,
my sweetest friend,
everyone I know,
goes away in the end,

and you could have it all,
my empire of dirt,
I will let you down,
I will make you hurt,

if I could start again,
a million miles away,
I will keep myself,
I would find a way

(trad. dal sito Dartagnan.ch)

Ferito

Oggi mi sono ferito da solo,
Per vedere se ero ancora in grado di sentire,
Mi sono concentrato sul dolore,
la sola cosa reale,

l’ago fa un buco
la vecchia familiare puntura
che cerca di eliminare ogni cosa
ma io ricordo tutto,

(Chorus)
Cosa sono diventato?
mio dolce amico
tutti quelli conosco
sono andati via alla fine

e potresti avere tutto
il mio impero di fango
Ti abbandonerò
Ti farò star male

Ho portato questa corona di spine
sulla sedia di coloro che mi mentono
pieno di pensieri interrotti
(che) non posso riparare

sotto le macchie del tempo
i sentimenti scompaiono
tu sei qualcun altro
Sono ancora qui

Cosa sono diventato?
il mio più caro amico
tutti quelli che conosco
sono andati via alla fine

e potresti averlo tutto
il mio impero di fango
Ti porterò in basso
Ti farò male

Se potessi ricominciare
a un milione di miglia da qui,
mi controllerei,
troverei un modo.

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Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

13 Comments

  • Reply March 18, 2012

    Andrea

    Il testo è identico al 99,98%. C’è una piccolissima variazione: “I wear this crown of shit” diventa nella versione di Cash “I wear this crown of thorns”.

  • Reply October 10, 2010

    MaryJoe

    Ogni volta che sento questo brano cantato da Johnny mi fa lo stesso effetto, la malinconia entra nelle vene, e mi commuovo.
    Ma non è una malinconia crudele, è invece una malinconia che mi fa sentire viva, sensibile, meravigliosamente fragile e umana.

  • Reply September 6, 2010

    ciarls

    pare impossibile che non l’abbia scritta lui.. il testo gli sta addosso come un calzino. il video è fantastico, certo, sono convinto che il 90% della bellezza del video sia dovuta a cash. i segni della sua vita gli segnano la faccia e questo lo rende tremendamente affascinante..

  • Reply September 1, 2010

    Fidelio

    “L’uomo che sussurrava ai cavalli”
    The horse whisperer

  • Reply April 7, 2010

    gianfranco

    ciao ho ascoltato poco fa la cover di Hurt interpretata da Johnny Cash…tralasciando il fatto che è bellissima e toccante, mi è venuta l’impressione di averla già sentita in un film, ma non ricordo quale. se poteste aiutarmi… grazie mille 🙂

  • Reply December 25, 2009

    ermeneuta

    Testo originale e musica sono dei NIN.

    La versione di Johnny Cash è una splendida cover di lusso. 😉

  • Reply December 24, 2009

    emanuela

    non mi è ancora chiaro se, come credo, il testo originale è di Johnny Cash e la cover dei NIN o il contrario. comunque sia questa canzone è da brivido…

  • Reply December 22, 2009

    Mario

    Ciao sono un grande fan di Johnny Cash e ci tengo a dire che Hurt riesce a toccare l’anima di chi l’ascolta e anche il video fa lo stesso effetto.
    Per me e così.

  • Reply November 26, 2009

    Roberto

    anche io ho scoperto per caso questa cover,conoscevo l’originale dei NIN
    non mi era mai capitato di ascoltare una cazone e commuovermi
    Un capolavoro !

  • […] (testo e traduzione rubati a http://www.turicampo.it) […]

  • Reply January 19, 2009

    ermeneuta

    @ unprof
    L’apostrofo nell’espressione “un anno” è chiaramente un errore, o meglio un refuso, dovuto al fatto che prima avevo scritto la frase diversamente, e la parola era femminile. L’errore lo lascio lì ancora qualche giorno, e poi lo correggo.
    Tu ne hai fatti comunque tre, di errori, in tre righe 😉

    1) Nine Inch Nails si scrive “Nails” e non “Naills”, con due elle, come fai tu.

    2) Il brano “Hurt” di Christina Aguilera non è una cover di quello dei Nine Inch Nails, ma una canzone completamente diversa che non ha nulla a che fare con questa. Hanno solo il titolo in comune e basta.

    3) Alla terza persona singolare presente, il verbo essere si scrive “è”, con l’accento grave, e non con l’apostrofo come hai scritto tu nell’espressione “e’ una cover”.

    Pertanto direi:
    3-1 e palla al centro, Mr. Simpatia 🙂
    Qualcosa di interessante da dire?

  • Reply January 19, 2009

    unprof

    Fantastico ” un anno” apostrofato….
    Trent Reznor? Boh e’ una cover dei Nine Inch Naills riproposta da C.Aguilera nel 2006

  • Reply November 11, 2008

    Giuseppe

    Oggi (11 Novembre 2008) ho visto per caso in tv il video di Hurt interpretata da Jonny Cash. Ero appena rientato a casa. Fino ad ora avevo ascoltato solo la vesione di Trent Reznor. L’interpretazione di Jonny Cash è ancora più toccante e profonda dell’originale. E’ stato come se scendesse fin dentro le ossa per scuotere l’anima trasmettendo una forte sensazione di dolore disperazione, cosa resa ancora più marcata se si “ascoltano” le parole.

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