Prove tecniche di dittatura

Sono mesi che medito di scrivere un articolo al vetriolo sugli atti del governo Berlusconi.

Ogni volta che inizio a scrivere, man mano che procedo sento che la rabbia monta, ho i travasi di bile, alla fine mi incazzo così tanto che lascio perdere.

Ma c’è un limite a tutto.

Il discorso che quest’omuncolo ha pronunciato ieri davanti alle telecamere italiane con tracotante arroganza minacciando di fare intervenire la polizia per sgombrare le Università occupate dagli studenti che protestano contro i pesantissimi tagli previsti dal Decreto 133 che in pratica distrugge le Università pubbliche per favorire quelle private, è degno di un dittatore da repubblica sudamericana.

Il tono arrogante, la saccenza, le allusioni e le minacce contenute in questo discorso fanno rabbrividire. Una cosa simile in Italia non si era mai vista nella storia repubblicana, nemmeno ai tempi di Scelba.

Come scrive su Repubblica di oggi Ezio Mauro nel suo articolo Se il dissenso è un reato, «la vera cifra del potere berlusconiano è l’insofferenza per il dissenso».

Scrive Mauro: «Qualcuno dovrebbe spiegare al Premier che la pubblica discussione e il dissenso sono invece elementi propri di una società democratica, non attentati al totem della potestà suprema di decidere senza alcun limite e alcun condizionamento, che trasforma la legittima autonomia del governo in comando ed arbitrio. Come se il governo del Paese fosse anche l’unico soggetto deputato a “fare” politica nell’Italia del 2008, con un contorno di sudditi».

Ma c’è di più nelle parole di Berlusconi. Qualcosa di molto più inquietante e pericoloso.

C’è l’obiettivo preciso di voler alzare la tensione, c’è la volontà deliberata di soffiare sul fuoco per far saltare i nervi a qualcuno e far scoppiare disordini, in modo tale da potere intervenire con la forza e giustificare il fatto agli occhi dell’opinione pubblica che in larga maggioranza è con il premier e vuole ordine e disciplina.

Berlusconi si trova nella singolare condizione di avere un governo a larghissima maggioranza, senza un’opposizione politica in parlamento (Veltroni avrebbe dovuto fare harakiri all’indomani delle elezioni se avesse avuto le palle e la dignità di uomo), con un’opinione pubblica che è largamente a suo favore e desiderosa di modi brutali e spicci per risolvere le questioni interne.

In pratica Berlusconi è una persona ubriaca di potere su un’auto in folle lanciata in autostrada a 250 km orari, senza nessuno che lo possa fermare. Ogni minimo rallentamento è un ostacolo da abbattere, un fastidio, una rottura di coglioni.

Ma il delirante discorso di Berlusconi è al tempo stesso anche un segnale di debolezza, di palpabile nervosismo. Vedere tanti giovani in piazza a protestare contro di lui lo innervosisce, lo impaurisce anche. Non riesce nemmeno a concepire una cosa simile. La dialettica democratica è del tutto estranea al suo modo di essere e agire.

E allora reagisce a suo modo, fa la voce grossa del padrone, la spara grossa, minaccia. Dice che i facinorosi manifestanti sono pilotati dalla sinistra e dai centri sociali.

Solo che ha sbagliato a fare i conti. La protesta dei giovani dilaga in tutta Italia come non succedeva da decenni.

Addirittura anche i gruppi studenteschi di estrema destra si associano alle occupazioni. Ad esempio i militanti di Lotta Studentesca, movimento giovanile vicino a Forza Nuova, uniti ad altre centinaia di studenti, hanno occupato il liceo scientifico Malpighi di Roma per protestare contro il decreto Gelmini “che sta assestando il colpo ferale al sistema scolastico italiano”.

Il Prefetto di Roma Carlo Mosca rilascia una dichiarazione in cui dice che «La nostra costituzione prevede che la libertà di riunione sia garantita, purché sia attuata pacificamente e senza armi. Il diritto alla libertà di manifestazione di pensiero vale per tutti i cittadini, e ovviamente anche per gli studenti».

Anche il Ministro dell’Interno Maroni, che non è stupido, memore dei suoi trascorsi tentenna e prende tempo.

Maroni si ricorda certamente di quando durante la “resistenza” alla perquisizione della sede nazionale della lega Nord di via Bellerio a Milano, il 18 settembre 1996, egli mise in atto “inspiegabili episodi di resistenza attiva e proprio per questo del tutto ingiustificabili” nei confronti delle forze dell’ordine, come si legge nella sentenza depositata dalla Cassazione nei confronti del ministro leghista.

Maroni venne condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione (pena sostituita con quella pecuniaria pari alla multa di 5.320 euro) per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, in relazione ai tafferugli durante la perquisizione della sede leghista di via Bellerio a Milano.
Maroni, prima di finire in ospedale con il naso rotto, avrebbe tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia.

Per questo oggi Berlusconi, vistosi isolato, ha fatto dietrofront.

Lo smemorato di Arcore si è esibito in uno dei suoi sconcertanti testacoda e da Pechino, da abile illusionista, ha detto:

«Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà».

Basterebbe questa ennesima dichiarazione per internarlo in una clinica psichiatrica.

Ma all’opinione pubblica impaurita, lobotomizzata, rincoglionita che stravede per l’uomo forte questo evidentemente non desta alcuna preoccupazione.

Solo che c’è un ma”. Grosso quanto una montagna.

La variabile impazzita ed imprevista che rischia di far saltare tutti i piani di Berlusconi, le sue aspirazioni alla presidenza della Repubblica alla fine del mandato di premier.

Questo imprevisto è la crisi economica che si abbatterà come una tempesta sul mondo e sull’Italia causata dal tracollo delle Borse mondiali e dalla crisi finanziaria che ha fatto fallire i colossi mondiali delle banche d’affari.

Credo che i prossimi mesi saranno molto turbolenti, e dubito che Berlusconi completerà il suo mandato di cinque anni.

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9 Commenti a “Prove tecniche di dittatura”

  1. nexusdue scrive:

    “Credo che i prossimi mesi saranno molto turbolenti, e dubito che Berlusconi completerà il suo mandato di cinque anni. ”

    Farà incidente stradale dopo un festino gay?

  2. ermeneuta scrive:

    Non lo escluderei. Magari poi Bondi o Fede faranno outing.

    Intanto in Francia le cose iniziano a mettersi male:

    RENAULT – Si moltiplicano i segni di un cattivo andamento anche della cosidetta economia reale.

    La Renault ha annunciato la chiusura di quasi la totalità delle sue fabbriche per una-due settimane a partire dalla prossima settimana, per fronteggiare il calo delle vendite.

    Dal Corriere della sera di oggi.

  3. Claudia scrive:

    buongiorno turi campo,

    con grande dolore ti do ragione su tutto, ma la cosa che più di tutto mi lascia attonita e arrabbiata è il fatto che l’opinione pubblica si sia davvero imbesuita e abbia perso oramai da anni una posizione critica.
    Purtroppo me ne rendo conto a tratti, perchè ho la fortuna di avere amici e una famiglia che ancora discute, si arrabbia, parla, si scontra, tenta di definire prassi politiche anche e soprattutto nel quotidiano, ma so benissimo che per il 70% della popolazione italiana (sono stata troppo ottimista?) tutto questo non vale.
    Ma io sono contenta di una cosa: che ci sia ancora chi ne scrive.
    Solo un aneddoto. Ieri ho scritto una mail un po’ provocatoria ai miei affezionati amici di sempre rispondendo in questo modo ad un invito per una bella gita in montagna.. “puntualizzo con una nota di nostalgica amarezza,che in altri tempi l’allegra gita di classse l’avremmo fatta (come facemmo un marzo di 6 anni fa) andando in manifestazione a roma…”
    Molte, per fortuna moltissime le risposte, ma la più bella, forse buonista, ma anche che mi ha commosso un po’ è stata questa” Insomma sul contro siamo tutti d’accordo, ma su quali possono essere i progetti futuri credo che non ci sia così tanta chiarezza.
    Poi stabiliti quali sono gli obiettivi, esistono altri problemi.
    Convogliare gli sforzi in una struttura che già esiste o formare un’altra nuova?
    Siamo sicuri di avere tempo e voglia per fare politica?
    Siamo sicuri di volere fare politica senza soldi in tasca (nel senso che la politica costa tempo e denaro)?
    Ci possiamo limitare ad una condotta personale coerente?

    Ho le domande, ma non le risposte.

    Poi una cosa vorrei dire, molto importante. Parlare male del governo, di Berlusconi e di come va il mondo potrebbe essere considerato un pò fine a se stesso, quasi un comportamento snob, palloso ed utopistico. Però, se non scrivessimo le email che scriviamo a mio parere sarebbe tristissimo, quasi una morte cerebrale della nostra generazione. Scriviamo, scriviamo anche se non si fa niente, però scriviamo. Mi raccomando, per favore…”

    Ciao e grazie…

    claudia

  4. ermeneuta scrive:

    Grazie della bella lettera Claudia,

    per quanto mi riguarda credo che sia venuto oggi il momento dell’impegno civile.
    Questo è l’inizio.
    Bisogna iniziare a riprogettare il nosto futuro su basi totalmente nuove.
    Per farlo servono anche soldi ovviamente, altrimenti si va come Don Chisciotte contro i mulini a vento.

    Ma un passo alla volta.
    Intanto bisogna testimoniare, scrivere, far circolare le idee, il dissenso.
    Coagulare persone attorno a idee germinali.
    E soprattutto bisogna coltivare l’indignazione.

    Turi

  5. Daniele Neroni scrive:

    D’accordo con Claudia e Salvo: far girare le notizie e le idee ed attendere…a da passà a nuttata

    Daniele

    P.S. Avviso ai naviganti: non dormite alla diaz, ripeto, non dormite alla diaz

  6. M. scrive:

    Fino a quando le ottuse menti avranno pancia piena e potranno esibire qualche status symbol, il grande ammaliatore degli stolti avrà un grande seguito.

    ..e che importa se si è schiavi del sistema… e ancor meno importa di quale sistema si è schiavi!

    P.S…oggi ho fatto la prova ciambella…

    E’ venuta bene…

  7. ermeneuta scrive:

    E cos’è la prova ciambella?

  8. M. scrive:

    ..se avessi parlato di arance…lime…torte….sarebbe stato più esplicito?

  9. ermeneuta scrive:

    Ora è chiaro.

    La ciambella non ha il buco. Ripeto, la ciambella non ha il buco.

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