Le vent nous portera – Noir Désir (2001)

Ho riascoltato casualmente oggi Le vent nous portera, la splendida canzone dei Noir Désir tratta dall’album Des Visages Des Figures (uscito per una singolare coincidenza l’11 settembre 2001) e ne ho rivisto il video che a suo tempo mi aveva fortemente colpito.

Rivedendolo e riascoltandolo oggi, in una particolare predisposizione d’animo e consonanza emotiva, mi ha ancora di più turbato.

Il testo surreale e struggente splendidamente interpretato da Bertrand Cantat, la melodia ammaliante, malinconica e ipnotica, il particolare tocco chitarristico di Manu Chao, fanno di questa canzone un piccolo capolavoro.

La canzone racconta la storia di due personaggi inseparabili, le cui memorie si tramanderanno. Il titolo, tradotto in italiano, significa “Il vento ci guiderà”.

Ma quello che mi ha turbato maggiormente è la straordinaria alchimia della musica, delle parole e delle immagini del video.

Questo video ha la stessa straordinaria potenza simbolica dei sogni e degli incubi più enigmatici e inquietanti, è “opaco” e resistente ad ogni interpretazione razionale, è disturbante. Ti rimane impresso per sempre come poche altre cose.

Una fiaba nera che ricorre ad immagini archetipiche, simboli e paure inconsce e profonde per colpire con implacabile determinazione.

Il mare, il vento, il gioco, una madre, un figlio, un padre (assente?), una colpa (forse), una punizione, la forza implacabile e distruttiva della natura, il suo aspetto “numinoso”. Il mistero della vita e della morte.

Le vent nous portera – Noir Désir (2001)

Je n’ai pas peur de la route
Faudra voir, faut qu’on y goûte
Des méandres au creux des reins
Et tout ira bien (là)
Le vent nous portera

Ton message à la Grande Ourse
Et la trajectoire de la course
Un instantané de velours
Même s’il ne sert à rien (va)
Le vent l’emportera

Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera

La caresse et la mitraille
Cette plaie qui nous tiraille
Le palais des autres jours
D’hier et demain
Le vent les portera

Génétique en bandoulière
Des chromosomes dans l’atmosphère
Des taxis pour les galaxies
Et mon tapis volant, dis ?
Le vent l’emportera

Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera

Ce parfum de nos années mortes
Ce qui peut frapper à ta porte
Infinité de destins
On en pose un et qu’est-ce qu’on en retient ?
Le vent l’emportera

Pendant que la marée monte
Que chacun refait ses comptes
J’emmène au creux de mon ombre
Des poussières de toi
Le vent les portera

Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera.

Traduzione:

Non ho paura del cammino
Bisognerà vedere, bisogna assaporare
La parte più profonda e oscura di noi stessi
E tutto andrà bene là,
Il vento ci guiderà

Il tuo messaggio all’orsa maggiore
E la traiettoria del viaggio
Un’istantanea di velluto va
Anche se non serve a niente
Il vento la porterà con sè

Tutto sparirà ma
Il vento ci guiderà

La carezza e la mitragliata
E questa piaga che ci perseguita
Il palazzo degli altri giorni
Di ieri e di domani
Il vento li porterà con sè

Genetica a bandoliera
Dei cromosomi nell’atmosfera
Dei taxi per le galassie
E il mio tappeto volante, allora?
Il vento lo porterà con sè

Tutto sparirà
il vento ci guiderà

Questo profumo dei nostri anni morti
Ciò che può bussare alla tua porta
Infinità di destini
Se ne perde uno e poi cosa ne rimane?
Il vento lo porterà con sè

Mentre la marea sale
e ognuno rifa i propri conti
Io mi sposto nel cuore della mia ombra
Polveri di te
Il vento le porterà con sè

Tutto sparirà
il vento ci guiderà

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Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

26 Comments

  • Reply February 26, 2017

    Luigi

    Tanti tentativi di dare un significato ad una canzone che nemmeno lo stesso Cantat ha mai voluto dare, eppure la spiegazione è li davanti agli occhi ma si cerca nel complicato, nell’inconscio nel surreale. Cantat è un amante ed un esperto di letteratura. Guardate il video, la soluzione è nel primo minuto, guardate bene il libro, il resto del video è un aiuto a voler spiegare quel primo minuto. Siamo polvere ed in polvere ritorneremo.
    E’ una canzone stupenda nella sua semplicità e nella sua profondità.
    PS. Cantat amava follemente Marie però la ha uccisa, con sue parole avrebbe detto che l’ha liberata. Perchè nessuno si è mai chiesto e continua a non chiedersi cosa ha fatto Maria. Anche se l’atto non ammette alcuna giustificazione.

  • Reply April 18, 2014

    ermeneuta

    Anche a te!

  • Reply April 18, 2014

    ELENA

    Grazie per avermi risposto, ti auguro una Buona Pasqua.
    Elena

  • Reply April 17, 2014

    ermeneuta

    Ciao Elena,

    mi spiace che ti abbiano rubato l’idea senza nemmeno citarti e ricompensarti.

    In sintesi il Project Manager è il responsabile della valutazione, pianificazione, realizzazione e controllo di un progetto e del raggiungimento dei suoi obiettivi entro i termini di tempo previsti e i costi prefissati.
    “La sfida principale del project management è quella di raggiungere gli obiettivi del progetto restando all’interno del perimetro costituito dai classici vincoli determinati dal contesto del committente, solitamente il costo, il tempo e lo scopo (nel senso anche della qualità).”

    Ciao

  • Reply April 17, 2014

    ELENA

    In che consiste il lavoro di “Project Manager”? Io so vita e miracoli di questo video, da quando è stato fatto alla sabbia che è stata usata per costruire il castello, perché il video è la raffigurazione di una mia poesia con la quale ho partecipato ad un concorso, nel 2001. Purtroppo hanno venduto il mio progetto, senza nemmeno darmi una lira. Ciao Elena

  • Reply October 7, 2013

    Agostino

    Ascoltai questa canzone per la prima volta all’età di otto anni. Ed è vero tutto ciò che è stato scritto. Una canzone che ti prende per la sua malinconia ritmica e che a me ha lasciato molto. Grazie per la splendida descrizione e traduzione.

  • Reply August 25, 2013

    Cioni Filosofo

    …questa è una canzone che mi riguarda personalmente…specialmente questa trofa:
    Ce parfum de nos années mortes
    Ce qui peut frapper à ta porte
    Infinité de destins
    On en pose un et qu’est-ce qu’on en retient ?
    Le vent l’emportera.
    bella!

  • Reply May 26, 2013

    marco

    una lama sottile a squarciare il velo dei ricordi come un vento impetuoso, con un solo accordo, un mi minore, struggente, suonato incessantemente, caparbiamente, da chi “non ha paura” di percorrere “una strada” già tracciata, con accanto chi ama, chi sembra la stella polare, come per un bambino la madre. eppure sà che tutto è in mano al destino, al vento, che ci porta con se, irropendo alla fine di ogni verso, con un “re maggiore” limpido, a sottolineare la sua ineluttabilità. i ricordi, le certezze (il tragitto della nostra corsa), sono una “istantanea” (foto) che scolpita in noi come una carezza (di velluto), ma non servono a nulla, perchè è il destino a guidarci, i nostri muri le nostre fortezze “i palazzi dei giorni andati” che abbiamo innalzato con la forza del nostro amore vengono sradicati inesorabilmente, seguiamo il vento, il destino. ma che cos’è poi l’amore un “miscuglio di genetica” e sensazioni “nell’atmosfera” trasportate come da “un taxi” un neurotrasmettitore nella immensa “galassia” della nostra mente, e… la fantasia “il mio tappeto volante dov’è finito?” non può volare con questo vento. Alla fine ogni destino è uguale, un bel momento rimane come il profumo di fiori morti, il vento li porterà con se tutti, allo stesso modo, come le dune che scompaiono nel deserto per ricomparire altrove.
    e mentre facciamo i conti con noi stessi, man mano che aumenta la marea, io mi accorgo che in fin dei conti la mia esistenza non è altro che polvere di te. ma il vento la porterà via e tutto sparirà.

  • Reply May 26, 2013

    marco

    ciao, mi sono imbattuto in questo forum, toccanti le tue parole, davvero, ma non mi sembra surreale anzi, una metodica analisi, ecco la mia

    <>

  • Reply May 18, 2013

    ermeneuta

    @julie: non so dove sia stato girato il video, ma credo che possa essere una spiaggia francese sull’oceano

    • Reply May 22, 2013

      julie de ruvo

      anch’io mi ero fatta questa idea, pur se escluderei arcachon e la dune du pilat.
      conosco bene la camargue, la plage de l’espiguette. un po’ me la ricordava, e mi era sorta la curiosità. grazie per il tempo dedicatomi.

  • Reply May 18, 2013

    julie de ruvo

    buongiorno, mi sono imbattuta in questo sito per caso, e ho letto con piacere, condividendo alcune sensazioni provate a mia volta per noir desire e le vent nous portera. non credo interessino i miei ricordi ‘francesi’ e non legati a questa canzone. mi permetto una domanda, che ho un’antica curiosità da soddisfare: sapete dov’è stato girato di preciso il video di le vent nous portera?
    grazie, comunque.

  • Reply September 18, 2012

    18 settembre 2012

    Ho riascoltato questa canzone per caso o per destino una sera, tornando a casa. Provenienti da un passato lontano, ricordo in auto le parole di mia sorella, quelle della radio e, dopo tanta vita, le sue.

  • Reply August 15, 2012

    ermeneuta

    @Daniele:
    può darsi che abbia ragione tu, anche a me sembrava più logica la traduzione “il vento ci porterà”, ma non essendo un conoscitore esperto di francese, quando ho trovato quella traduzione “il vento ci guiderà” su un sito che mi sembrava abbastanza serio, ci ho riflettuto un poco, e alla fine l’ho riportata pari pari. Ho adottato il criterio che in filologia viene definito “lectio difficilior”: è più difficile che un termine apparentemente semplice da tradurre o scrivere, venga modificato in modo apparentemente meno logico.
    In ogni caso mi rimane il dubbio: “il vento ci porterà” è più poetico in italiano.

    Ciao

  • Reply August 15, 2012

    Daniele

    Sei sicuro che la traduzione corretta sia “il vento ci guiderà”?
    A me sembra più appropriato il più semplice ed intuitivo “il vento ci porterà”.
    Via, come castelli di sabbia.
    Ciao

  • Reply September 21, 2010

    vittoria

    Avevo otto anni quando uscì su mtv questo video….era diversa da tutte le altre canzoni che sentivo quotidianamente.
    Me lo ricordavo alla perfezione: il bambino che costruiva un enorme castello di sabbia che poi se ne andava via col vento, il finale triste e cupo di una madre che perde il suo bambino!Amavo già questa canzone fin da piccola…solo che non mi rimase impresso il suo titolo!
    Ora l’ho trovato, sono davvero contenta!Grazie!

  • Reply June 22, 2010

    Dario Bokk74

    Ho letto da qualche parte che l’autore o comunque la chitarra son di Manu Chao… non ho trovato però riscontri.
    Il testo è assurdo e surreale… ricorda – si parva licet – Boris Vian…

  • Reply April 13, 2009

    ermeneuta

    Sì, ricordo anch’io la prima volta che vidi il video.
    Oltre alla musica mi colpì molto il fatto che il video era così diverso dalla maggioranza dei video musicali in circolazione, col suo finale così oscuro.

  • Reply April 13, 2009

    Paola

    Una canzone di quelle che a distanza di anni, fosse pure una vita intera, non spariscono, perchè ti hanno fatto inchiodare la prima volta, eri occupata, pensavi a tutt’altro, e l’occhio è andato, distratto, al televisore, e le note ti hanno fermato e quell’incubo , la madre e il bambino travolti dal vento, ti hanno dato brividi potenti.

  • Reply November 30, 2008

    blibi

    tutto sparirà ma

    il vento ci porterà

    e basta.

  • Reply November 20, 2008

    ermeneuta

    Sî, molto bello veramente questo brano, e intenso.
    E di questi tempi di “revisionismo storico” da quattro soldi e di neofascismo soft di ritorno, la canzone ha anche una sua forte carica rivoluzionaria.

  • Reply November 20, 2008

    Claudia

    buongiorno Salvo,

    soprassedo sulla questione Cantat (credo che sia drammaticamente impossibile scindere l’uomo dall’artista ma sull’affaire ho delle perplessità forti di cui spesso me ne vergogno) e ti consiglio una splendida canzone dei Noir Désir con Leonard Cohen che si chiama “Le chant des partisans”… commovente…

  • Reply November 17, 2008

    federico

    separare l’uomo dall’artista, non credo sia possibile! come non credo neppure che si possa separare l’opera dall’artista.
    Più che della malinconia io ci vedo della rassegnazione, del fatalismo. E certo che Cantat appartiene alla categoria dei “dannati”, leggendo il testo della canzone non posso che pensare a Rimbaud.

  • Reply November 16, 2008

    Suomitaly

    Bella e malinconica la canzone. Concordo sulla riflessione riguardante la separazione tra l’uomo e l’artista (in questo caso specifico).

  • Reply November 14, 2008

    ermeneuta

    Sì, lo so bene, cosa intendi a proposito di Cantat. Mi ha colpito molto la triste storia dell’uccisione da parte sua della sua compagna per percosse.

    In ogni caso, ho riascoltato la canzone proprio perchè ho letto la notizia del nuovo album.

  • Reply November 14, 2008

    La Carfa

    Purtroppo nel caso di Cantat ho ancora qualche difficoltà a separare l’artista dall’uomo. Comunque proprio ieri è uscita la notizia che ha inciso un nuovo CD. E’ una coincidenza ?

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