
Dopo due anni ritorno nuovamente in Olanda. Questa volta senza Annemieke.
Il 26 dicembre parto in auto con le bambine. Staremo via una decina di giorni.
Ho prenotato un appartamento al mare, in un residence di un piccolo paese sulla costa olandese, Noordwijk aan Zee, dove eravamo già stati l’ultima volta.
Il residence si chiama “The Witte Raaf” (Il corvo bianco), e le foto sotto spiegano bene il perché.
Il fatto di tornare in Olanda per la prima volta senza Annemieke mi emoziona. Ho come la sensazione di dover vedere tutto con occhi nuovi, riscoprire con una consapevolezza diversa quello che pensavo di conoscere, che mi era diventato ormai familiare.
Sto aspettando questo viaggio da mesi. Ho una gran voglia di attraversare in auto mezza Europa, lasciare dietro di me i pensieri e le preoccupazioni di tutti i giorni, la stanchezza e la fatica, dimenticare tutto e tutti, e arrivare finalmente in Olanda, trovarmi al cospetto del Mare del Nord.
Ho bisogno di specchiarmi in quella vastità sterminata, cupa e scura, nel ribollire tormentato delle onde del mare, nel cielo gravido di nubi scure, nelle grandiose dune spazzate dal vento.
Ho bisogno di sentire il sapore della salsedine, lasciarmi spazzare dal gelido vento del mare, sentirne l’odore.
Sento una grande responsabilità. Mi fa una grande impressione il fatto che debba essere io, siciliano, a far conoscere alle mie figlie la terra della loro madre, olandese. Devo essere io, uomo e padre, a farmi tramite di un passaggio generazionale tutto femminile, da madre a figlie, di ricordi, umori e sensazioni legati alla terra, archetipo femminile per eccellenza.
Sono rimasto solo io a far da ponte fra le mie figlie e l’Olanda, a tramandare una cultura, delle tradizioni, delle usanze, un sentire comune, e una lingua (se mai ci riuscirò) che non erano mie, ma che lo sono diventate.
E questa missione fa sì che io mi senta ormai parte di quella terra, stranamente, come non lo ero mai stato.
Questo viaggio sarà per me anche un modo per avvicinarmi ulteriormente ad Annemieke, per interiorizzare un percorso che è in atto ormai da quasi un anno. Fortunatamente ci saranno le bambine a tenermi ancorato alla realtà di tutti i giorni.
Le porterò a conoscere Amsterdam, i canali, i cieli, i prati e le nuvole dell’Olanda.
Andremo dai parenti, le porterò a giocare dai loro cuginetti, ce ne andremo a zonzo per l’Olanda. Come nomadi. Dove ci porteranno l’istinto, la voglia e il vento.
Come in quella canzone dei Noir Désir: “il vento ci guiderà“.
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Buon viaggio. In tutti i sensi…
Sonia.
…we are with you in the wind
Aspettavo con ansia questo tuo post…e già vi vedo tutti e 3 sulla spiaggia, guardando il mare, col vento ke vi scompiglia i capelli…
Buona traversata Salvo
Buon viaggio, buon riposo e mi raccomando a parlare solo olandese
Grazie per avermi fatto conoscere la particolarità e la bellezza di quei luoghi che mio marito vedrà perchè si trova lì per lavoro e tanti auguri per le tue bimbe che sono fortunate ad avere un padre così. Forza e coraggio.