Soddisfazioni

Wassily Kandinsky, Yellow, Red and Blue

È stata una settimana molto intensa al lavoro. Iniziata nella tempesta e conclusa nel migliore dei modi.

Sono stanco come se avessi lavorato un mese.

Non credo che in Italia, e forse nemmeno in Europa, si trovino in questo momento nel settore di internet progetti così affascinanti, innovativi, ambiziosi, ricchi di sfide e rischi come quello a cui sto lavorando e di cui sono responsabile.

Un’avventura estremamente complessa ed impegnativa da vivere ogni giorno con spirito da pioniere, con imprevisti e rischi continui. Ci si muove in un territorio inesplorato, e si tracciano rotte nuove. Un campo minato dove si può saltare in aria da un momento all’altro.

La settimana è iniziata con un ultimatum del mio capo che ha preteso, giustamente, la nuova pianificazione delle scadenze del progetto entro 4 ore, da siglare con il mio sangue (testuali parole, e so che non scherza) e con me che entro 4 ore gliele ho date.

E vi assicuro che non è semplice ripianificare la schedulazione di un progetto con più di mille attività che vede coinvolte circa 15 persone nei prossimi 8 mesi. Ma l’ho fatto. E alla fine sono riuscito a giustificare in modo convincente i due mesi di slittamento delle scadenze finali. Cosa che non era assolutamente scontata, anzi.

E ieri la grande soddisfazione di avere presentato il nuovo piano e le nuove scadenze alle persone del mio team, alla presenza del mio capo, con un discorso di incitamento passionale e asciutto al tempo stesso che il mio capo ha definito coinvolgente ed “eccellente” in termini di leadership e autorevolezza. E oggi mi ha rifatto i complimenti.

E credetemi, il contesto in cui mi sto muovendo è difficilmente immaginabile nel clima asfittico del panorama odierno italiano.

Mi sembrava di essere Massimo Decimo Meridio il protagonista del film Gladiator, mentre incitava i suoi uomini alla battaglia finale. Una battaglia decisiva dove si vince o si muore. Senza vie di mezzo. E dove bisogna vincere. [edit: prima avevo scritto erroneamente Quinto Fabio Massimo, detto Cunctator (il Temporeggiatore) il generale e uomo politico romano passato alla storia per la sua strategia attendista; ma un amico con una grande passione per il cinema, e la storia, mi ha fatto notare l'errore ;-)]

Sono molto orgoglioso delle persone eccellenti, uomini e donne, che ho scelto nel mio team, e so che mi seguiranno fino alla meta in questa avventura.

Ieri ho visto una nuova luce nei loro sguardi. È difficile da spiegare. Ma mi sento proprio come il capitano di un manipolo di folli audaci, pronti a seguirmi fino in capo al mondo. E questa responsabilità pesa, ma inorgoglisce al tempo stesso.

È stata una gran settimana. Lunedi si ricomincia l’avventura.

5 Commenti a “Soddisfazioni”

  1. Suomitaly scrive:

    E’ fondamentale saper coordinare e motivare al meglio il proprio gruppo. Gli slittamenti delle consegne possono capitare (basta giustificarle adeguatamente) ma la cosa più importante è il risultato finale.
    Complimenti e in bocca al lupo per il prosieguo del progetto.

  2. ermeneuta scrive:

    Sicuramente la motivazione e la gestione del gruppo è fondamentale per il successo di un progetto. Soprattutto in questi casi.
    Ma a dire la verità, lo slittamento della consegna finale è da addebitare quasi esclusivamente al fatto che l’entrata nel gruppo di due programmatori software con competenze molto particolari e specifiche, prevista nel piano originario per metà febbraio, è slittata ad aprile, per il semplice fatto che le persone non si trovavano.
    Quindi… non è che abbia tanto da rimproverarmi. ;-)

  3. David Mantripp scrive:

    meanwhile, in Serie B ….

  4. ermeneuta scrive:

    Ah ah ah ah!
    Vedrai che ci saranno promozioni a fine campionato…

  5. Steve scrive:

    Sul lavoro e’ molto importante motivare e remunerare di conseguenza le persone per il lavoro svolto; io lavoro in una grande realta’ in cui le parole sono sempre tante e belle, ma poi si fa fatica ad avere questi risultati perche’ e’ sempre il singolo che vuole prevalere e questo perche’ l’azienda, purtroppo, lo permette.

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