
Ieri sera mi hanno chiamato i miei.
Solita telefonata: «Come va? Come stai? Come state? Come stanno le bambine? Come va il lavoro? Com’è il tempo lì?…»
Poi ad un certo punto mia madre mi fa:
«Senti Salvatore, siccome ieri ho incontrato quella nostra seconda cugina e le ho detto che tu hai quella cosa sul computer che si vedono le foto e dove scrivi tante cose (il blog: nota mia), mi dici come devo dirle per fargliela vedere?»
Attimi di panico. Mia madre si trova in difficoltà a far partire una videocassetta sul videoregistratore, figuriamoci internet.
Come spiegarle in poche parole l’indirizzo del blog da riferire poi ad una terza persona?
Scartata immediatamente l’ipotesi di dirle l’indirizzo: http slesc due punti vu vu vu punto turicampo punto it. Sarei stato un paio d’ore al telefono inutilmente e poi chissà cosa avrebbe capito.
Scartata l’ipotesi di dirle di cercare «ermeneuta». Avrebbe immediatamente chiesto: «erme cosa?».
Arrivo immediatamente alla conclusione che la cosa migliore è dirle di cercare su Google il mio nome.
«Mamma, dille di cercare il mio nome, turicampo, tutto attaccato su Google?»
«Dove deve cercare? Gullom?»
«No. Su Google. GUGOL. Deve cercare il mio nome sul motore di ricerca GUGOL»
«MOTORE?»
«Minchia mamma! Se ha internet lei lo saprà. GUGOL. Dille di cercare il mio nome tutto attaccato su GUGOL!»
«Va bene. Le dico di cercare “Salvatore Campo” sul computer.»
«No mamma. TURICAMPO!»
«Va bene, deve cercare il tuo nome sul computer.»
«Ma sì, dille così»
Poi altri cinque minuti di conversazione sul più e il meno. Fine della telefonata.
Mi risiedo al tavolo a finire la cena. Dopo 10 minuti squilla di nuovo il telefono.
«Senti Salvatore, non ti arrabbiare. Come hai detto che si chiama quella cosa? GUGLI?»
«Minchia Mamma: G-U-G-O-L si chiama, GUGOL!»
Nel frattempo sento mio padre che da lontano le fa, col tono di chi sa le cose: «Maria, non ti preoccupare. Lo so io, lo so io dove deve cercare!»
Altri cinque minuti di telefonata.
Non ho la più pallida idea di cosa abbia capito mia madre e di cosa riferirà.
Nè di quale sito sarà visto da mia cugina.
Questo si chiama «marketing virale».
Dai Salvikkio non ti arrabbiare…come direbbe Totti…LAIF IS NAU!
Comunque non potevi “spellingare” GOOGLE a tua mamma?
Le dicevi
“G-O-O-G-L-E”…con 2 o…mammina hai carta e penna? E la co-co-colla vinilica?
A volte bastano un paio di forbici dalla punta arrotondata e un adulto al proprio fianco…e il gioco è fatto!
ps: Io al tuo posto mi sarei fatta dare il numero della cugina…ahahah
Se può consolarti, so per certo che ti troverà: http://www.gugol.it
http://www.gugol.it/
Io mi sarei arreso subito e avrei contattato la diretta interessata (via email/sms).
Io ci ho rinunciato da tempo a spiegare
T’è andata bene. Ora anche se cerca “Salvatore Campo” troverà questo post…:D
capisco che tu lo abbia scritto per far ridere i lettori, ma viene da pensare: ma che problemi ha? sarebbe bastato dettarle “turicampo.it” senza neanche dirle cosa fosse ovviamente, magari in spelling, pure un bambino di 5 anni ce la farebbe anzi qualunque essere dotato di orecchie, e se tua madre nn avesse saputo poi scriverlo, avrebbe potuto tuo padre, forse.
poi quest’indirizzo lo avrebbe fatto avere alla cugina e lei avrebbe saputo cosa farne.
PS: ” http://www ” non serve scriverlo.
PPS: datti una svegliata e magari nota la punta di odio verso tua madre da esplicare, come unico intento del tuo post.
PPPS: ridatti una svegliata
L’intento del post, come hai anche tu scritto, era chiaramente ironico.
Volevo far ridere.
Non ti conosco, non so chi sei, presumo che tu non sappia chi sono io, ma scrivi un commento, il primo sul mio blog ed è alquanto velenosetto.
Allora ti ribalto le domande: “ma che problemi hai?”
“Datti una svegliata tu e magari nota la punta di odio verso di me”
Ci conosciamo? Hai dei problemi?
Proietti su di me ansie, angosce e problemi che sono solo tuoi?
Grande, mi è piaciuta la tua risposta.
Siamo pari.
@ Vale
Bene, apprezzo anch’io la tua sincera risposta.
Io sono aperto, non censuro gli interventi che potrebbero dispiacermi nel mio blog.
Mi piace il confronto aperto, soprattutto con quelli che la pensano diversamente da me, soprattutto se mi criticano
Non c’è niente di peggio che rinchiudersi in uno sterile dialogo con quelli che apprezzano e condividono le tue stesse idee.
Io cerco il confronto, a volte anche lo scontro se è il caso.
Lo scontro è vita e ci spinge a riflettere e cambiare.
Quando ho letto il tuo primo commento la prima cosa che ho fatto è stata rileggere il mio post per capire se effetttivamente avessi ragione tu.
In questo caso lo avrei ammesso.
Non era così e ti ho risposto a tono.
A presto
Salvo