Jardin d’hiver - Henri Salvador (2000)

«Je veux déjeuner par terre
Comme au long des golfes clairs
T’embrasser les yeux ouverts
Dans mon jardin d’hiver»

Ci sono delle canzoni che ascolti una volta e immediatamente, per una strana alchimia di situazioni, stati d’animo e presentimenti, hai come la sensazione che siano state scritte per te.

Jardin d’hiver è una di queste. L’ascoltai la prima volta quando uscì, nel 2000.

Mi piacque subito per quella sua melodia d’altri tempi, il tono dolce e malinconico, il ritmo lento di bossa nova, la voce calda e inconfondibile del grande vecchio Henri Salvador, la suadente dolcezza della lingua francese.

Ricordo ancora perfettamente il mattino in cui vidi la copertina dell’album Chambre avec vue esposto nella vetrina del negozio di dischi, in centro, e la dolce luce di quel giorno.

L’ho riascoltata in questi giorni per una strana casualità, e mi ha stregato nuovamente, a distanza di anni.

Ho scoperto adesso che la canzone non è stata scritta da Henri Salvador, ma da Keren Ann, una giovane cantante mezza olandese e mezza israeliana con una parte di sangue indonesiano, uno di quei strani miscugli di razze e culture diverse che rende più bello e ricco il mondo.

Una coincidenza che per me ha un significato particolare.

La metafora del giardino d’inverno come oasi di serenità e rifugio dagli affanni della vita, luogo della memoria all’interno del quale riassaporare le cose preziose della vita è una delle immagini più belle.

Dedicato ad Annemieke, che oggi avrebbe compiuto quarant’anni.

Jardin d’hiver - Henri Salvador

Je voudrais du soleil vert
Des dentelles et des théières
Des photos de bord de mer
Dans mon jardin d’hiver

Je voudrais de la lumière
Comme en Nouvelle Angleterre
Je veux changer d’atmosphère
Dans mon jardin d’hiver

Ta robe à fleur
Sous la pluie de novembre
Mes mains qui courent
Je n’en peux plus de l’attendre
Les années passent
Qu’il est loin l’âge tendre
Nul ne peut nous entendre

Je voudrais du Fred Astaire
Revoir un Latécoère
Je voudrais toujours te plaire
Dans mon jardin d’hiver

Je veux déjeuner par terre
Comme au long des golfes clairs
T’embrasser les yeux ouverts
Dans mon jardin d’hiver

Ta robe à fleur
Sous la pluie de novembre
Mes mains qui courent 
Je n’en peux plus de l’attendre
Les années passent
Qu’il est loin l’âge tendre
Nul ne peut nous entendre

(trad.) Giardino d’inverno

Vorrei del sole verde
centrini e teiere
delle foto balneari
nel mio giardino d’inverno

Vorrei la luce
del New England
voglio cambiare atmosfera
nel mio giardino d’inverno

La tua gonna a fiori
sotto la pioggia di novembre
le mie mani che corrono
non ne posso più di aspettarti
Passano gli anni
com’è lontana la giovinezza
nessuno può sentirci

Vorrei un po’ di Fred Astaire
rivedere un Latécoère
vorrei continuare a piacerti
nel mio giardino d’inverno

Voglio pranzare per terra
come lungo i golfi chiari
baciarti a occhi aperti
nel mio giardino d’inverno

La tua gonna a fiori
sotto la pioggia di novembre
le mie mani che corrono
non ne posso più di aspettarti
Passano gli anni
com’è lontana la giovinezza
nessuno può sentirci

Nel mio giardino d’inverno

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