Pinocchio di Luigi Comencini (1972)

Ho due figlie nell’età di Pinocchio. E mi sento anch’io un po’ Geppetto, ormai.

Ero un Pinocchio anch’io prima, e forse lo sono rimasto nello spirito. Ma i tempi cambiano.

«Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina.» (da Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi).

Ho sempre amato, sin da piccolo, le avventure picaresche di Pinocchio, quello spirito di ribellione anarchica che trapela da ogni pagina del libro e che allora non percepivo se non nel suo lato più esteriore e divertente.

Quando vidi la prima volta lo sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio (1972) diretto da Luigi Comencini rimasi folgorato, come solo un bambino sa esserlo.

Tutto mi rimase impresso per sempre: la splendida colonna sonora di Fiorenzo Carpi, la sublime interpretazione di Nino Manfredi (un eccelso e commovente Mastro Geppetto), l’irrequietezza veramente pinocchiesca del piccolo protagonista Andrea Balestri, gli straordinari il Gatto e la Volpe interpretati da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, i magnifici paesaggi del centro Italia, l’atmosfera fiabesca.

Un capolavoro, forse la migliore trasposizione filmica in assoluto di una fiaba. Quando la RAI produceva e realizzava opere di qualità a dir poco eccezionale. Ancora oggi quando lo rivedo, ritorno bambino.

Ecco l’indimenticabile sigla iniziale della prima delle sei puntate dello sceneggiato.

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Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

6 Comments

  • Reply April 21, 2009

    xmax

    Caro Salvatore,
    ho scoperto che esiste un livello molto alto al quale non possiamo accedere. Ci sono però alcune persone che stanno proprio li, a quel livello, davanti alle leve che pilotano le cose della Terra. Stanno facendo cose terribili da almeno 50 anni. Noi siamo sempre presi dalle nostre cose, la nostra famiglia, il nostro lavoro, le piccole soddisfazioni che ci fanno sentire liberi. Ma quando restiamo soli, sale una forza e una consapevolezza della realtà che non conoscevamo. Io so che una lacrima vale più di un sorriso. Per Elisa, la mia nipotina, e per le tue bimbe, possiamo fare molto.

  • Reply April 17, 2009

    Enoela

    Trovato in DVD a ottimo prezzo. Lo sto rivedendo anch’io con i miei cuccioli. Hanno l’età che avevo io quando lo vidi. La curiosa coincidenza è che l’attore-bambino è del ’64 come me. Che impressione.

  • Reply April 16, 2009

    Pina

    Fantastico!
    Io ne possiedo una copia originale in doppia VHS, che ho regalato al mio sgainz, ma che vedo e rivedo con piacere anche io stessa.
    Recentemente è stato visto con bramosìa dal Pinòcchio della mia famiglia, mio nipote Tommy-terribile quattrenne, che non fa che imitarne la musica, per dare un sottofondo azzeccato, alle sue monellerie!
    Buone pinocchiate! 😉

  • Reply April 16, 2009

    nexusdue

    CA PO LA VO RO!

    Ne possiedo una copia rimasterizzata in videocassetta 🙂

  • Reply April 16, 2009

    Paola

    Il nome? Il nome? L’anima io semino,
    ciò ch’è di bianco dentro il nocciolo,
    che in terra si perde,
    ma nasce il bell’albero verde.
    Non lauro e bronzo voglio; ma vivere;
    e vita è il sangue, fiume che fluttua
    senz’altro rumore,
    che un battito, appena, del cuore.

    Come non pensare al fanciullino? Buona lettura. Anche per me, allora, Pinocchio fu una delle prime letture. Auguro alle bambine che ne seguano tante altre, come è accaduto a me. Buona assicurazione sulla vita.

  • Reply April 16, 2009

    Steve

    E’ vero Salvatore, quando la rai faceva cose decenti e anche magiche come in questo caso; lo ricordo da piccolo con nostalgia e mi fa piacere che lo riproponi per te stesso e per le tue dolci ”pinocchiette”. Ciao. 😉

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