Il mio amico Valeriano è partito da casa sua, a Bergamo, il 22 di maggio per un viaggio veramente d’altri tempi.
A bordo della sua Vespa modello p125xdel 1979 sta attraversando l’Italia, percorrendo strade provinciali e statali, facendo tappa in paesini dai nomi poco conosciuti, fuori dai soliti circuiti turistici, con l’obiettivo di arrivare entro cinque giorni a Cirigliano in provincia di Matera per il 26 di maggio.
Si tratta di un viaggio speciale, alla ricerca “di alcune amicizie, le vacanze da bambino, l’appartenenza alla terra di origine” e di qualcos’altro ancora più importante e intimo.
Potete seguire le tappe del suo viaggio, emozionante e sincero, sulla piccola sezione blog che ha predisposto per l’occasione sul suo sito e che aggiorna la sera col notebook che si è portato appresso.
Viaggio in vespa di 30 anni fa, all’antica sì, ma tecnologico.
Anche se leggendo i suoi brevi ma intensi resoconti di fine giornata mi vengono in mente delle pagine di viaggio scritte su taccuino, come i vecchi viaggiatori di una volta, piuttosto che la frenesia di attualità dei blog.
Ti invidio, nel senso buono (le scottature no, però ) e sono sicuro che questo viaggio te lo ricorderai per sempre come una delle cose più belle della tua vita.
Ne parleremo al tuo ritorno, davanti a una grigliata di carne, come promesso.
Ogni riferimento a persone cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale
Grazie di esistere Silvio.
La mia fantasia arranca ormai dietro alla realtà.
Sono straimpegnatissimo col lavoro, alle prese con delle consegne di progetto ravvicinate, ad inizio e fine estate.
Farò solo una settimana di ferie, per il secondo anno di seguito. Una mission impossible.
Meno male che c’è Papi Silvio a rallegrarmi…
Metto anche il testo della canzone, nel caso doveste cantarla in qualche karaoke, come fa Papi Silvio con le sue dilette …
Papi Chulo (Te Traigo el Mmmm) - Lorna Papi, papi, papi chulo
papi papi papi ven a mi (ven a mi) (x3)
Papi, papi, papi chulo,
Are you ready for this??
Tu quieres mmm,
Te gusta el mmm,
Te traigo el mmm,
Y Lorna a ti te encanta el mmm,
Que rico el mmm,
Sabroso mmm
Y a ti te va a encantar el mmm
Te gusta el mmm,
Te traigo el mmm,
Y Lorna a ti te encanta el mmm,
Que rico el mmm,
Sabroso el mmm
Y a ti te va a encantar
Suavemente y’all
Mueve el cuerpo
Asi tienes que hacerlo slow
Con el demo
Al son del fo
Arriba arriba arriba otra vez,
Suavemente y’all
Mueve el cuerpo
Asi tienes que hacerlo slow
Con el demo
Al son del fo
Arriba arriba arriba otra vez,
Todos con las manos al cielo
No piense en el suelo
Mujeres vírgenes que se quiten los pelos
Como dice el barbero,
pelo, pelo, pelo
Vamos desde arriba de nuevo,
Todos con las manos al cielo
No piense en el suelo
Mujeres vírgenes que se quiten los pelos
Como dice el barbero,
pelo, pelo, pelo
Vamos desde arriba de nuevo el mmm
Te gusta el mmm,
Te traigo el mmm,
Y Lorna a ti te encanta el mmm,
Que rico el mmm,
Sabroso mmm
Y a ti te va a encantar el mmm
Te gusta el mmm,
Te traigo el mmm,
Y Lorna a ti te encanta el mmm,
Que rico el mmm,
Sabroso el mmm
Y a ti te va a encantar
Suavemente y’all
Mueve el cuerpo
Asi tienes que hacerlo slow
Con el demo
Al son del fo
Arriba arriba arriba otra vez,
Suavemente y’all
Mueve el cuerpo
Asi tienes que hacerlo slow
Con el demo
Al son del fo
Arriba arriba arriba otra vez,
Todos con las manos al cielo
No piense en el suelo
Mujeres vírgenes que se quiten los pelos
Como dice el barbero,
pelo, pelo, pelo
Vamos desde arriba de nuevo,
Todos con las manos al cielo
No piense en el suelo
Mujeres vírgenes que se quiten los pelos
Como dice el barbero,
pelo, pelo, pelo
Vamos desde arriba de nuevo el mmm
Te gusta el mmm,
Te traigo el mmm,
Y Lorna a ti te encanta el mmm,
Que rico el mmm,
Sabroso el mmm
Y a ti te va a encantar el mmm
Te gusta el mmm,
Te traigo el mmm,
Y Lorna a ti te encanta el mmm,
Que rico el mmm,
Sabroso mmm
Y a ti te va a encantar
Ieri ho letto sul blog di Beppe Grillo l’articolo La pittima del parlamento (la Pittima era un esattore nella Repubblica di Genova che seguiva il debitore e gridava a gran voce i suoi debiti) e mi è venuto subito in mente l’album Crêuza de mä di Fabrizio De André, che contiene appunto un brano che si chiama  pittima.
Crêuza de mä è un album meravigliosamente bello, sia per la musica che per i testi, e unico nel panorama musicale italiano per il fatto che tutte le canzoni sono in lingua genovese, un’idioma antico e ricco di influenze mediterranee, greche, arabe, e si avvale dell’uso di una miriade di strumenti della tradizione popolare mediterranea, nordafricana, balcanica e mediorientale.
Crêuza de mä nasce da un progetto di collaborazione artistica con Mauro Pagani, compositore, arrangiatore, polistrumentista, che De André aveva già avuto modo di conoscere nelle file della Pfm.
Nel 1984, quando uscì il disco, si trattava di una scelta coraggiosa e originale, che andava contro le regole del mercato discografico. Eppure ottenne uno straordinario successo di pubblico e critica. Crêuza de mä viene tuttora considerato dalla critica come una delle pietre miliari della musica degli anni ottanta e della musica etnica.
Comprai l’album in vinile quando uscì, nel 1984; avevo diciassette anni. Ricordo che consumai letteralmente il disco a furia di ascoltarlo, rapito dalla bellezza della musica. E la cosa veramente straordinaria fu che imparai a memoria tutti i testi delle canzoni in genovese, tanto che ancora li ricordo perfettamente.
Trovo che la lingua genovese sia una delle più belle e musicali in assoluto. Così diversa e unica. La ascolti e ti sembra di vedere il mare, i pescatori che rammendano le reti, le navi che entrano ed escono dal porto dirette verso i mercati del Mediterraneo orientale.
Sono stato a Genova per la prima volta un mese fa, a Pasqua.
La zona del Porto Antico mi ha stregato. Si tratta di uno di quei luoghi che mi sembra di conoscere da sempre, come se ci fossi già stato. Ci voglio ritornare in autunno, ad assaporare l’aria salmastra portata dal vento.
Queste sensazioni mi hanno portato a riascoltare uno dei brani più belli di Crêuza de mä, Jamin-a.
Tra le canzoni più cariche di sensualità di Fabrizio De André, è un vero e proprio inno o elogio dell’erotismo, impersonato dalla “lupa di pelle scura” Jamin-a, capace di fare l’amore in modo travolgente e quasi insaziabile. Voglia d’amore che però racchiude qualcosa di più elevato e spirituale, come se l’unirsi dei due corpi sottintenda qualcosa di più d’un semplice atto fisico (da Wikipedia).
“Jamin-a” è forse la più bella ode a una prostituta che sia mai stata scritta: un ideale proseguimento delle storie narrate in “Via Del Campo” e “Bocca Di Rosa”, ma qui il racconto perde ogni valenza polemica o iconografica. Grazie all’adozione del genovese, De André non teme censure, e affronta il brano con esplicita, cruda, irriverente, irresistibile sensualità: il corpo di Jamin-a è protagonista, con la sua “lengua nfeugà” — lingua infuocata — e il “nodo delle sue gambe”, incatena l’ascoltatore in un vortice di suggestione erotica e sonora. La struttura armonica del brano è affidata all’oud e al bouzouki, strumenti a corda di tradizione araba e greca. (Da Onda Rock)
Come ebbe a dire lo stesso Fabrizio De André in un film-documentario di Mixer del 1984:
« … Jamin-a non è un sogno, ma piuttosto la speranza di una tregua. Una tregua di fronte a un possibile mare forza otto, o addirittura ad un naufragio. Voglio dire che Jamin-a è un’ipotesi di avventura positiva che in un angolo della fantasia del navigante trova sempre e comunque spazio e rifugio. Jamin-a è la compagna di un viaggio erotico, che ogni marinaio spera o meglio pretende di incontrare in ogni posto, dopo le pericolose bordate subite per colpa di un mare nemico o di un comandante malaccorto ».
Il video è stato registrato tra il 13 e il 14 febbraio 1998 al teatro Brancaccio di Roma, una delle ultime esibizioni di De André.
All’inizio del brano si sente una registrazione effettuata al mercato del pesce di Piazza Cavour a Genova.
Jamin-a (da Crêuza de mä) di Fabrizio De André
Lengua ‘nfeuga Jamin-a
lua de pelle scûa
cu’a bucca spalancà
morsciu de carne dûa
stella neigra ch’a lûxe
me veuggiu demuâ
‘nte l’ûmidu duçe
de l’amë dû teu arveà
ma seu Jamin-a
ti me perdunié
se nu riûsciò a ésse porcu
cumme i teu pensë
destacchete Jamin-a
lerfe de ûga spin-a
fatt’ammiâ Jamin-a
roggiu de mussa pin-a
e u muru ‘ntu sûù
sûgu de sä de cheusce
duve gh’è pei gh’è amù
sultan-a de e bagasce
dagghe cianìn Jamin-a
nu navegâ de spunda
primma ch’à cuæ ch’à munta e a chin-a
nu me se desfe ‘nte l’unda
e l’ûrtimu respiu Jamin-a
regin-a muaé de e sambe
me u tegnu pe sciurtï vivu
da u gruppu de e teu gambe
Jamin-a (trad.)
Lingua infuocata Jamina
lupa di pelle scura
con la bocca spalancata
morso di carne soda
stella nera che brilla
mi voglio divertire
nell’umido dolce
del miele del tuo alveare
sorella mia Jamina
mi perdonerai
se non riuscirò a essere porco
come i tuoi pensieri
staccati Jamina
labbra di uva spina
fatti guardare Jamina
getto di fica sazia
e la faccia nel sudore
sugo di sale di cosce
dove c’è pelo c’è amore
sultana delle troie
dacci piano Jamina
non navigare di sponda
prima che la voglia che sale e scende
non mi si disfi nell’onda
e l’ultimo respiro Jamina
regina madre delle sambe
me lo tengo per uscire vivo
dal nodo delle tue gambe
Sono 13 giorni che non scrivo un post. Il motivo è semplice.
Il 26 aprile il mio blog è stato attaccato e violato da hackers sfruttando una backdoor nota delle vecchie versioni di Wordpress, la piattaforma di gestione blog che uso.
Devo ringraziare il mio amico Daniele che ha messo a posto tutto.
Gli hackers figli di madre ignota (da qui il noto termine “figlio di mignotta”), una volta violato il sistema, hanno sfruttato il fatto che il mio blog fosse abbastanza indicizzato da Google per creare delle pagine di spam con pubblicità e redirect a siti che vendono on line farmaci proibiti o per la cui vendita serve una ricetta medica.
Questo ha causato un radicale declassamento del rank del mio blog da parte di Google, i cui spider spazzolano costantemente la rete per individuare i siti che fanno spam o in qualche modo collegati allo spam, con un dimezzamento improvviso delle visite al mio sito.
Questo è stato il segnale principale che mi ha fatto capire che qualcosa non andava. Da più di 5oo visite al giorno sono passato di colpo a circa 250.
Quando poi ho visto che non potevo creare più nuovi post o effettuare modifiche, e che alcuni post venivano cancellati all’improvviso ho capito che era successo qualcosa di brutto e sono corso ai ripari.
Suggerimenti per chi ha un blog:
Tenete sempre aggiornata la vostra versione della piattaforma di gestione blog
Effettuate backup periodici del vostro blog
Se notate crolli improvvisi delle visite insospettitevi e ricorrete a qualche amico programmatore per fare controllare il sito
Adesso posso finalmente ricominciare a scrivere e pubblicare post sul blog.
Nel frattempo sono successe un bel po’ di cose di cui avrei voluto scrivere, ma non ho potuto: meglio così.
Abbiamo scoperto che abbiamo un presidente del consiglio, nano e puttaniere, che frequenta le minorenni e che in un delirio di follia ormai evidente, con una faccia di culo incredibile, continua ad accusare i comunisti di aver plagiato la moglie: roba da rinchiuderlo in una casa di cura per sempre, assieme ai suoi fedeli zerbini. E i consensi del popolo nei confronti del sovrano non calano.
Abbiamo un ministro dell’interno, riconoscibile per gli occhiali colorati che incorniciano dei baffi che poggiano sul nulla, che esulta per avere rimandato in Libia una nave carica di disperati e donne incinte, fra i quali sicuramente dei profughi, senza avere prestato soccorso. Una violazione di tutte le regole internazionali sul soccorso in mare e l’assistenza ai profughi. E il popolo esulta.
Abbiamo un parlamentare leghista che propone di realizzare delle carrozze del metro riservate solo ai milanesi. Il giorno dopo, memore del maestro, smentisce e dice che è stato frainteso, che si trattava di una battuta. Intanto il popolo gradisce.
Che dire… Viva l’Italia (di merda) e gli italioti.
P.S. Se violano di nuovo il blog dopo quest’ultimo articolo, sappiate che non sono stati gli spammers di vendita on-line di farmaci