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	<title>Commenti a: Ricominciamo&#8230;</title>
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	<description>Considerazioni inattuali</description>
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		<title>Di: Sonia</title>
		<link>http://www.turicampo.it/2009/05/08/ricominciamo/comment-page-1/#comment-57703</link>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 12:28:55 +0000</pubDate>
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		<description>Carissimo Turi,
ti segnalo, senza commentarlo, il seguente sito: http://silvioperilnobel.sitonline.it/
Vista questa, credo le abbiamo viste tutte!
La sabbia di Scoglitti aspetta te e le tue bimbe!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Turi,<br />
ti segnalo, senza commentarlo, il seguente sito: <a href="http://silvioperilnobel.sitonline.it/" rel="nofollow">http://silvioperilnobel.sitonline.it/</a><br />
Vista questa, credo le abbiamo viste tutte!<br />
La sabbia di Scoglitti aspetta te e le tue bimbe!</p>
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		<title>Di: Daniele Neroni</title>
		<link>http://www.turicampo.it/2009/05/08/ricominciamo/comment-page-1/#comment-57588</link>
		<dc:creator>Daniele Neroni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2009 17:56:51 +0000</pubDate>
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		<description>Il Tiger Team non dovrebbe essere... :) ha cambiato lavoro...forse sono Acheri veri.

P.S. Con Lui in giro non serve nemmeno sposarne il figliolo... 
cherchez le ministre !!! Liberté, egalité, sexualité</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tiger Team non dovrebbe essere&#8230; <img src='http://www.turicampo.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ha cambiato lavoro&#8230;forse sono Acheri veri.</p>
<p>P.S. Con Lui in giro non serve nemmeno sposarne il figliolo&#8230;<br />
cherchez le ministre !!! Liberté, egalité, sexualité</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ermeneuta</title>
		<link>http://www.turicampo.it/2009/05/08/ricominciamo/comment-page-1/#comment-57442</link>
		<dc:creator>ermeneuta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 16:58:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.turicampo.it/?p=774#comment-57442</guid>
		<description>@ Andrea

Hai perfettamente ragione, ma il mio amico ha buone conoscenze sistemistiche.

E comunque stiamo parlando di roba semplice per uno che lavora come programmatore e ama districarsi anche in altri campi, come quello sistemistico.

Il mio alla fine è un blog personale, non ho interessi commerciali; nel peggiore dei casi il danno massimo che avrebbero potuto fare sarebbe stato di cancellare tutto.
Chi ha violato il sito conosce bene che ci sono tante persone che non adottano le minime misure di sicurezza o che non aggiornano la versione del software (come me) e possono intrufolarsi per creare pagine di spam.
Non hanno intenti particolarmente distruttivi, ma solo di sfruttare la tua popolarità.
Diverso il caso se si trattasse del sito di un&#039;azienda, che magari fa commercio elettronico.
Quella è roba seria. Che richiede specialisti

Comunque, la prossima volta ti contatto ;-)

Ciao
Salvo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Andrea</p>
<p>Hai perfettamente ragione, ma il mio amico ha buone conoscenze sistemistiche.</p>
<p>E comunque stiamo parlando di roba semplice per uno che lavora come programmatore e ama districarsi anche in altri campi, come quello sistemistico.</p>
<p>Il mio alla fine è un blog personale, non ho interessi commerciali; nel peggiore dei casi il danno massimo che avrebbero potuto fare sarebbe stato di cancellare tutto.<br />
Chi ha violato il sito conosce bene che ci sono tante persone che non adottano le minime misure di sicurezza o che non aggiornano la versione del software (come me) e possono intrufolarsi per creare pagine di spam.<br />
Non hanno intenti particolarmente distruttivi, ma solo di sfruttare la tua popolarità.<br />
Diverso il caso se si trattasse del sito di un&#8217;azienda, che magari fa commercio elettronico.<br />
Quella è roba seria. Che richiede specialisti</p>
<p>Comunque, la prossima volta ti contatto <img src='http://www.turicampo.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ciao<br />
Salvo</p>
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	<item>
		<title>Di: gianluigi</title>
		<link>http://www.turicampo.it/2009/05/08/ricominciamo/comment-page-1/#comment-57438</link>
		<dc:creator>gianluigi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 16:19:53 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me non si tratta di &quot;cattivi maestri&quot;. Siamo pur sempre in democrazia.
Riporto un pezzo comparso su un sito di &quot;attualità e cultura italiana in Finlandia&quot;...


Un Consiglio, signor Presidente: lasci perdere la Finlandia

«Amo la Finlandia e le finlandesi, purchè siano maggiorenni...» «’ Ricordo che lì mi vollero portare a vedere una cosa a cui tenevano molto ed impiegammo, di mattina presto, tre ore per raggiungere una chiesa di legno del &#039;700... Una cosa che qui da noi sarebbe cancellata», aggiunge facendo con le mani il segno della X.»

È quanto riportato con evidenza da agenzie di stampa e media del discorso di Berlusconi alla conferenza di presentazione di Roma capitale. Lì, cioè a Roma, in tanti si sono sganasciati dal ridere a queste ‘battute’, a cominciare dal sindaco Alemanno. Come se fossero stati tra compari in un Bar dello Sport, dove, come è noto, si parla e si scherza di donne e di calcio. Qui, è vero, si trattava di donne e di chiese. Stessa cosa?
Un punto mi sento di sottolineare. La maggiore, quasi esclusiva, attenzione da parte di cronisti e commentatori, qui e lì, è stata riservata alla prima ‘battuta’, quella sulle donne finlandesi. Che Lui “ama”. Senza evidentemente porsi la domanda se anche loro Lo amino. Perché probabilmente si aspetta che lo facciano. E come non potrebbero? Lo fa il 75 per cento degli italiani, soprattutto le donnne italiane, perché non dovrebbero anche le finlandesi?

Qui, signor Presidente, non c’è bisogno di sondaggi. Le posso garantire che la totalità dei finlandesi, uomini e donne, prova per Lei, nel migliore dei casi, un sentimento di compassione. Un po&#039; come la signora Lario. Certo per Lei questo deve contare poco o nulla. Cosa vuoi che conti il parere di un Paese che non ha petrolio, non ha politici influenti, non ha il prosciutto. E non ha le ‘nostre chiese’, i ‘nostri’ monumenti...
Ecco, è questo il secondo punto che vorrei sottolineare, quella seconda battuta sovrastata dall’enfasi sulle donne finlandesi, anche sulla scia delle polemiche casarecce di questi giorni sui giornali italiani. Quella Sua affermazione sulla “chiesa di legno del ‘700” che ha pensato di cancellare con una X. Temo che Lei si sia illuso di aver fatto scomparire per sempre quella chiesetta, annullandola con un gesto come si fa con una mosca, con un pensiero fastidioso. Una chiesa di legno, piccola, come la Finlandia... Volgendo intanto lo sguardo in alto, su quella Roma imperiale, sui monumenti eterni che Lei “lì” avrebbe.Che Lei, signor Presidente, presume di avere. Perché l’arte italiana, la bellezza della nostra tradizione, il gusto, non sono un Suo patrimonio, come le Sue Ville e le Sue televisioni. Quelle bellezze sono, come dice l’Unesco, patrimonio dell’umanità, di tutti, finlandesi compresi. E soprattutto di quanti quel patrimonio conoscono, senza nemmeno sognarsi di possederlo. E che possono dire di amare proprio perché lo conoscono. La storia della cultura italiana, dall’archeologia alla musica al teatro alla cucina è ricca di finlandesi che l’hanno amata, nei secoli, e continuano a farlo. Le risparmio i nomi, tanti, perché l’annoierei, e le creerei problemi con la pronuncia: “qui” tutti sanno che non è ferrato con le lingue straniere. Mentre qui in tanti, quasi tutti, parlano più di una lingua, anche l’italiano.

Scriveva Pavese, difendendo Melville e la cultura americana che noi “li”, a Strapaese, una volta consideravamo provinciale, che la Tradizione non è qualcosa che ci appartiene, qualcosa che ci viene in eredità. La tradizione è di chi se la sa conquistare. In questo senso i finlandesi, che del nostro paese cercano di conoscere storia, cultura, lingua, cucina, fanno parte di quella Tradizione quanto e più di noi italiani. Soprattutto perché la rispettano, e non oserebbero mai, meno che mai dal pulpito di un’alta rappresentanza politica, sminuire o disprezzare alcunché di un altro Paese, anche quanto ha di piccolo, di meschino: le debbo fare l’elenco? Ebbene, quando Lei ha fatto quel gesto, quella X per cancellare un monumento, “una cosa a cui tenevano molto” quei mangiatori di renna, Lei è diventato ai loro occhi molto più piccolo di quanto già non sia. È piccolo il rappresentante di un grande Paese che non sa comprendere la cultura degli altri. E sa perché? Perché la cultura, come le lingue, sono beni che servono a conoscere, gli altri e sé stessi, sono patrimonio di tutti. Qualcosa per cui non servono soldi, avvocati e carte bollate. Non è comunismo, non si allarmi: non parlo di avere o non avere, ma di capire.
Qui, noi italiani che viviamo all’estero, in particolare noi che viviamo in Finlandia, ci permettiamo di dare a Lei un consiglio, signor Presidente del Consiglio: lasci stare quello che non conosce, lasci perdere le chiese di legno, le renne, le donne finlandesi. Non sono cose piccole, al contrario, sono faccende troppo grandi, troppo complicate. Non potrà mai averle.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me non si tratta di &#8220;cattivi maestri&#8221;. Siamo pur sempre in democrazia.<br />
Riporto un pezzo comparso su un sito di &#8220;attualità e cultura italiana in Finlandia&#8221;&#8230;</p>
<p>Un Consiglio, signor Presidente: lasci perdere la Finlandia</p>
<p>«Amo la Finlandia e le finlandesi, purchè siano maggiorenni&#8230;» «’ Ricordo che lì mi vollero portare a vedere una cosa a cui tenevano molto ed impiegammo, di mattina presto, tre ore per raggiungere una chiesa di legno del &#8217;700&#8230; Una cosa che qui da noi sarebbe cancellata», aggiunge facendo con le mani il segno della X.»</p>
<p>È quanto riportato con evidenza da agenzie di stampa e media del discorso di Berlusconi alla conferenza di presentazione di Roma capitale. Lì, cioè a Roma, in tanti si sono sganasciati dal ridere a queste ‘battute’, a cominciare dal sindaco Alemanno. Come se fossero stati tra compari in un Bar dello Sport, dove, come è noto, si parla e si scherza di donne e di calcio. Qui, è vero, si trattava di donne e di chiese. Stessa cosa?<br />
Un punto mi sento di sottolineare. La maggiore, quasi esclusiva, attenzione da parte di cronisti e commentatori, qui e lì, è stata riservata alla prima ‘battuta’, quella sulle donne finlandesi. Che Lui “ama”. Senza evidentemente porsi la domanda se anche loro Lo amino. Perché probabilmente si aspetta che lo facciano. E come non potrebbero? Lo fa il 75 per cento degli italiani, soprattutto le donnne italiane, perché non dovrebbero anche le finlandesi?</p>
<p>Qui, signor Presidente, non c’è bisogno di sondaggi. Le posso garantire che la totalità dei finlandesi, uomini e donne, prova per Lei, nel migliore dei casi, un sentimento di compassione. Un po&#8217; come la signora Lario. Certo per Lei questo deve contare poco o nulla. Cosa vuoi che conti il parere di un Paese che non ha petrolio, non ha politici influenti, non ha il prosciutto. E non ha le ‘nostre chiese’, i ‘nostri’ monumenti&#8230;<br />
Ecco, è questo il secondo punto che vorrei sottolineare, quella seconda battuta sovrastata dall’enfasi sulle donne finlandesi, anche sulla scia delle polemiche casarecce di questi giorni sui giornali italiani. Quella Sua affermazione sulla “chiesa di legno del ‘700” che ha pensato di cancellare con una X. Temo che Lei si sia illuso di aver fatto scomparire per sempre quella chiesetta, annullandola con un gesto come si fa con una mosca, con un pensiero fastidioso. Una chiesa di legno, piccola, come la Finlandia&#8230; Volgendo intanto lo sguardo in alto, su quella Roma imperiale, sui monumenti eterni che Lei “lì” avrebbe.Che Lei, signor Presidente, presume di avere. Perché l’arte italiana, la bellezza della nostra tradizione, il gusto, non sono un Suo patrimonio, come le Sue Ville e le Sue televisioni. Quelle bellezze sono, come dice l’Unesco, patrimonio dell’umanità, di tutti, finlandesi compresi. E soprattutto di quanti quel patrimonio conoscono, senza nemmeno sognarsi di possederlo. E che possono dire di amare proprio perché lo conoscono. La storia della cultura italiana, dall’archeologia alla musica al teatro alla cucina è ricca di finlandesi che l’hanno amata, nei secoli, e continuano a farlo. Le risparmio i nomi, tanti, perché l’annoierei, e le creerei problemi con la pronuncia: “qui” tutti sanno che non è ferrato con le lingue straniere. Mentre qui in tanti, quasi tutti, parlano più di una lingua, anche l’italiano.</p>
<p>Scriveva Pavese, difendendo Melville e la cultura americana che noi “li”, a Strapaese, una volta consideravamo provinciale, che la Tradizione non è qualcosa che ci appartiene, qualcosa che ci viene in eredità. La tradizione è di chi se la sa conquistare. In questo senso i finlandesi, che del nostro paese cercano di conoscere storia, cultura, lingua, cucina, fanno parte di quella Tradizione quanto e più di noi italiani. Soprattutto perché la rispettano, e non oserebbero mai, meno che mai dal pulpito di un’alta rappresentanza politica, sminuire o disprezzare alcunché di un altro Paese, anche quanto ha di piccolo, di meschino: le debbo fare l’elenco? Ebbene, quando Lei ha fatto quel gesto, quella X per cancellare un monumento, “una cosa a cui tenevano molto” quei mangiatori di renna, Lei è diventato ai loro occhi molto più piccolo di quanto già non sia. È piccolo il rappresentante di un grande Paese che non sa comprendere la cultura degli altri. E sa perché? Perché la cultura, come le lingue, sono beni che servono a conoscere, gli altri e sé stessi, sono patrimonio di tutti. Qualcosa per cui non servono soldi, avvocati e carte bollate. Non è comunismo, non si allarmi: non parlo di avere o non avere, ma di capire.<br />
Qui, noi italiani che viviamo all’estero, in particolare noi che viviamo in Finlandia, ci permettiamo di dare a Lei un consiglio, signor Presidente del Consiglio: lasci stare quello che non conosce, lasci perdere le chiese di legno, le renne, le donne finlandesi. Non sono cose piccole, al contrario, sono faccende troppo grandi, troppo complicate. Non potrà mai averle.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.turicampo.it/2009/05/08/ricominciamo/comment-page-1/#comment-57433</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 15:57:44 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Se notate crolli improvvisi delle visite insospettitevi e ricorrete a qualche amico programmatore per fare controllare il sito&quot;

mi permetto di dissentire: lavoro per sistemisti e non per sviluppatori

mi permetto di aggiungere: diffidate dagli sviluppatori che vogliono fare i sistemisti e dai sistemisti che vogliono proporsi come sviluppatori

fine della sezione &quot;Autopromozione mascherata da consigli per gli acquisti&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se notate crolli improvvisi delle visite insospettitevi e ricorrete a qualche amico programmatore per fare controllare il sito&#8221;</p>
<p>mi permetto di dissentire: lavoro per sistemisti e non per sviluppatori</p>
<p>mi permetto di aggiungere: diffidate dagli sviluppatori che vogliono fare i sistemisti e dai sistemisti che vogliono proporsi come sviluppatori</p>
<p>fine della sezione &#8220;Autopromozione mascherata da consigli per gli acquisti&#8221;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ermeneuta</title>
		<link>http://www.turicampo.it/2009/05/08/ricominciamo/comment-page-1/#comment-57404</link>
		<dc:creator>ermeneuta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 11:39:24 +0000</pubDate>
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		<description>Finché c&#039;è morte c&#039;è speranza.

Lasciami sperare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finché c&#8217;è morte c&#8217;è speranza.</p>
<p>Lasciami sperare&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paola</title>
		<link>http://www.turicampo.it/2009/05/08/ricominciamo/comment-page-1/#comment-57358</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 03:44:23 +0000</pubDate>
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		<description>Siamo alla frutta, non c&#039;è dubbio, caro ermeneuta, e aggiungo anche i terremoti che spariscono come i soldi promessi e mai stanziati per la ricostruzione(v.Il Manifesto 06.05.09).Ma non eravamo il paese del Belice, dell&#039;Irpinia, dei paesi da nord a sud (e in questo si realizza finalmente la vera unità d&#039;Italia) devastati a intervalli regolari non da piene del Nilo, Tigri o Eufrate, ma di  torrentelli che nessuno conosce? E allora, continuiamo a stupirci e a mugugnare? L&#039;italiano non è popolo bue, come non lo era quello sovietico passato senza soluzione di continuità dai Romanov agli Abramovich. Anche lì il &quot;mugugno&quot; fu costante e ben analizzato come fenomeno sociale da Sergio Romano (L&#039;Italia scappata di mano), vedi ora con quali risultati. I popoli sono sopraffatti dall&#039;ignoranza e dai cattivi maestri,oltre che costretti ad ubbidire alle spietate leggi della storia.Gli spostamenti in avanti sono impercettibili e si pagano caro ogni volta, ma.....non credo che abbiamo molte alternative,e non è fatalismo, tutt&#039;altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo alla frutta, non c&#8217;è dubbio, caro ermeneuta, e aggiungo anche i terremoti che spariscono come i soldi promessi e mai stanziati per la ricostruzione(v.Il Manifesto 06.05.09).Ma non eravamo il paese del Belice, dell&#8217;Irpinia, dei paesi da nord a sud (e in questo si realizza finalmente la vera unità d&#8217;Italia) devastati a intervalli regolari non da piene del Nilo, Tigri o Eufrate, ma di  torrentelli che nessuno conosce? E allora, continuiamo a stupirci e a mugugnare? L&#8217;italiano non è popolo bue, come non lo era quello sovietico passato senza soluzione di continuità dai Romanov agli Abramovich. Anche lì il &#8220;mugugno&#8221; fu costante e ben analizzato come fenomeno sociale da Sergio Romano (L&#8217;Italia scappata di mano), vedi ora con quali risultati. I popoli sono sopraffatti dall&#8217;ignoranza e dai cattivi maestri,oltre che costretti ad ubbidire alle spietate leggi della storia.Gli spostamenti in avanti sono impercettibili e si pagano caro ogni volta, ma&#8230;..non credo che abbiamo molte alternative,e non è fatalismo, tutt&#8217;altro.</p>
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