Sono stato ventiquattro ore in Sicilia. Toccata e fuga. Missione lampo.
Sono arrivato in aereo a Catania alle 13.00 di sabato. Dopo ulteriori due ore di auto ero a Vittoria verso le tre e mezza del pomeriggio.
Sono ripartito il giorno dopo alle cinque di pomeriggio. Due ore di autobus. Due ore di attesa all’aeroporto. Un’ora di ritardo dell’aereo.
A mezzanotte ero a Milano Linate. Sei ore dopo ero già sveglio per andare a lavoro a Lugano.
Ventiquattro ore intense. Ho accompagnato le bambine dai miei genitori. Loro almeno si faranno una lunga estate al mare.
Io mi preparo ad una lunga ed intensa estate di lavoro. Solo una settimana di ferie ai primi di agosto.
Nonostante tutto, queste ventiquattro ore sembrano essere durate una settimana.
Sono andato in campagna. Sono andato al mare; sono stato appena due ore al sole ma mi sono abbronzato. Ho fatto il bagno, mi sono ritemprato, ricaricato di energia.
Le foto che vedete rappresentano una sintesi delle diverse e contrastanti sensazioni delle mie ventiquattro ore in Sicilia.
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Tag: mare di Sicilia, Scoglitti










Ho fotografato quei fiori spinosi fatti per resistere al sole e al vento africano, affondate le radici nella sabbia. Ero al Castello di Eurialo. Sullo sfondo ciminiere, in primo piano antiche pietre parlanti. Torno per Euripide e Sofocle quest’anno, tra due giorni, e di nuovo tutto sarà come una volta (salvo il fatto che oggi ci sono altoparlanti e riflettori perchè il sole alle sette comincia a scendere.Nel teatro di Dioniso si cominciava all’alba).
Sono sempre più convinta della magia della tua regione…
Ieri pomeriggio le tue bambine sono state insieme a Matilda nel giardino di casa dei tuoi: c’era la gattina bianca che aveva partorito. Dal momento che io e Stefano eravamo occupati a parlare con tuo padre (che ci sta aiutando ad arredare un casale in campagna che abbiamo da poco acquistato), tua madre si occupava di Matilda che, grazie alla presenza dei gattini, mi ha lasciata libera per qualche minuto. Isabel, notato l’impegno e l’attenzione della nonna per Matilda, allora le ha chiesto: “Nonna, ma tu mi ami?”
La presenza inquietante ed impegnativa di una bimba di 14 mesi aveva già messo in crisi gli equilibri familiari
Le bambine sono cresciute, sono bellissime e molto più tranquille di quella peste di mia figlia. Cmq c’è stato uno scambio reciproco di baci e carezze. Abbiamo programmato, uno di questi pomeriggi, di portarle tutte insieme al mare e Stefano ha proposto di far fare loro un giretto in barca a vela (previo permesso paterno ed obbligatorio giubbino di salvataggio). Edith ed Isabel hanno già accettato l’invito!!!!
Buon lavoro, un abbraccio.
Ah ah ah ah!
Ieri sera al telefono Isabel mi ha chiesto: “Ma tu ami la nonna?”
Si vede che era in vena di fare queste domande…
Finalmente un post come piace a me…:D
Al loro ritorno, troverai le tue piccole 2 marocchine con i capelli d’angelo…che terra fantastica la Sicilia!
Domandina: ma non è c’è bisogno di una babysitter campana trapiantata a Modena vero? Che si occupi di portare le bimbe al mare…farle giocare, mangiare fichi d’india e sollazzarsi al sole?
Aò…io c’ho provato!
A me è piaciuta + di tutte la foto delle mani nel secchio pieno d’acqua. Ci potrei scrivere su un libro…
Anche a me piace molto quella foto.
E’ successo tutto in pochi secondi.
Ho visto quella scena delle manine nel secchio, con quella luce calda del tramonto, lo stesso secchio dove anch’io trenta e più anni fa pasticciavo nell’acqua e ho detto: “Fermati un secondo!” e ho scattato in un lampo.
Ho rivisto in un attimo frammenti remoti della mia infanzia in quella luce.
La Sicilia è una terra meravigliosa specialmente x chi lì è cresciuto e poi x LAVORO hadovuto allontanarsi……….mi viena il magone solo a guardarle queste foto….!
So quanto meravigliosa sia la nostra amata terra, ci vivo, infatti, da quando sono nata; l’amo talmente che le ho dedicato dei versi in vernacolo…
La invito, se ne avesse voglia, ma soprattutto tempo, di fare una capatina nel mio blog…
Cordiali saluti
Rosemary3