Archivio di luglio 2009

Jimi Hendrix..1983 (A Merman I Should Turn To Be)

giovedì, 30 luglio 2009

E finalmente domani sera parto per le ferie: nove giorni in Sicilia.

Sono stracotto. Otto mesi di lavoro intenso. E al ritorno sarà peggio, tutta in salita fino a dicembre.

Approfitterò di ogni momento per rilassarmi e ricaricarmi.

Vi saluto con questa stupenda versione di  1983… (A Merman I Should Turn to Be) di Jimi Hendrix, a mio parere una delle più belle canzoni mai incise dal chitarrista, una stupenda e onirica ballata psichedelica.

Questa non è la versione ufficiale pubblicata nell’album  Electric Ladyland, ma una versione registrata privatamente da Jimi Hendrix, una sorta di studio o provino prima di incidere. Bellissima.

Ci si rivede fra dieci giorni.

Depeche Mode – Personal Jesus – Live In Germany 1998

sabato, 25 luglio 2009

Sarà perché in queste calde giornate di mezza estate, a parte il lavoro che mi assorbe pesantemente durante la settimana, sto facendo solo due cose, nuotare in piscina e suonare la chitarra, ma la sera ho solo voglia di ascoltare della bella musica, e possibilmente studiarne gli accordi e gli assoli per provare a suonarli sulla chitarra.

Stanotte il libero gioco delle associazioni mentali, da Johnny Cash, che ne ha realizzato una superba versione,  mi ha portato alla fine ad ascoltare una stupenda performance live di Personal Jesus dei Depeche Mode.

Credo che Dave Gahan, il cantante e leader dei Depeche Mode, sia uno dei più straordinari performer live degli ultimi venti anni. Ogni concerto dei Depeche Mode è un potente rito orgiastico musicale fra lo sciamano incantatore e il suo pubblico.

Quanto all’ipnotico riff iniziale alla chitarra di Martin Gore, c’è poco da dire: fa parte della storia musicale degli ultimi decenni.

Missing my girls

sabato, 18 luglio 2009

bimbe-mare

Sono ormai cinque settimane che non vedo le mie bambine. O forse dovrei iniziare a dire le mie ragazze.

Mi sembra un’eternità.

Le sento ogni sera al telefono e capisco che si stanno divertendo molto. Anche se ogni volta mi chiedono quando arrivo io da loro.

La cosa strana e bella allo stesso tempo è che avverto un’intonazione diversa nei loro discorsi, nel tono della loro voce, nelle loro battute, perfino nelle loro risate, che mi fanno capire che stanno crescendo. Piccole donne.

Cinque settimane sono tante nella vita di un bambino. Crescono alla velocità della luce, soprattutto quando fanno esperienze in un ambiente diverso, libero, possibilmente lontano dai genitori.

Per questo da un lato sono molto contento e soddisfatto per questa loro possibilità di vivere diversamente e sperimentare una libertà un po’ anarchica, più a contatto con la natura, che le aiuta a crescere più forti e libere, meno dipendenti, mentre dall’altro lato mi manca la possibilità di stare con loro.

Ma fra due settimane sarò da loro. Ho una grande voglia di trascorrere dieci giorni intensi e di divertirmi con loro: andare al mare, insegnargli ad andare sott’acqua, uscire la sera, andare nei bar, nei ristoranti, e se mi riesce le voglio portare anche in discoteca una sera. Le cose pazze che solo un padre puo fare con le figlie.

Loro due sono tutto quello che ho ormai.

Mi rendo conto adesso che pur avendo avuto cinque settimane intere per me, completamente da solo, alla fine di questa libertà non me ne sono fatto granchè, se non buttarmi a studiare intensamente la chitarra e andare la domenica in piscina a spararmi 50 vasche a nuoto.

Sì, è vero, ero arrivato ad un punto di stanchezza e stress tali che credevo di essere arrivato al limite e queste cinque settimane mi sono servite per rilassarmi, per ri-centrarmi, mettere nuovamente me stesso al centro del mondo e curare il corpo e lo spirito. Mi sono ritemprato e rafforzato, sto facendo il pieno d’energia.

Ma adesso ho voglia di vacanza, breve ma intensa, ho voglia di andare a divertirmi con le mie figlie. Mancano solo due settimane ormai.

Drifting Blues – Eric Clapton 2008 Unplugged Live

mercoledì, 15 luglio 2009

Queste calde e lunghe sere d’estate in cui sono da solo a casa, senza le bambine, ne sto approfittando per studiare e suonare la chitarra fino a notte avanzata.

Devo riconoscere che dopo tre mesi i progressi sono abbastanza notevoli. Se continua così ho un futuro assicurato come musicista di strada: mi manca solo la scimmietta col piattino :-)

A parte gli scherzi mi sto divertendo molto, e rimpiango solo di non averci pensato prima.

Stanotte, dopo avere improvvisato (devo dire non male) su un blues in La minore mi sono messo a girovagare su You Tube alla ricerca di filmati rari.

Ho trovato questa brillante esibizione live di Eric Clapton, ormai 63enne, alla chitarra acustica nel brano Drifting Blues, registrata ad Hyde Park a Londra il 28 giugno 2008.

Cosa dire? Io darei volentieri 10 anni della mia vita per poter suonare così adesso.

Forse le leggende nere del delta del Blues sin cui si narra di musicisti che vendevano l’anima al diavolo per poter suonare in modo sublime hanno un fondo di verità.

Public Enemies (2009) – Michael Mann

domenica, 12 luglio 2009

Public Enemies (Nemico pubblico) del regista Michael Mann con Johhny Depp e Christian Bale è un film che voglio sicuramente andare a vedere al cinema.

Il film narra la storia del celebre rapinatore di banche John Dillinger (interpretato da Johnny Depp), considerato il “pericolo pubblico n. 1” dall’FBI di J. Edgar Hoover, e della grande caccia all’uomo che fu messa in atto per catturarlo dall’agente Melvin Purvis (Cristian Bale), che alla fine uccise Dillinger nel 1934.

Dillinger si guadagnò la fama di moderno Robin Hood del crimine “quando, al termine delle abituali rapine, prese l’abitudine di dare alle fiamme i registri su cui erano annotati i debiti e le ipoteche, riuscendo ad attirare su di sé la riconoscenza di tanti clienti a corto di denaro in quegli anni di crisi economica e la simpatia di buona parte dell’opinione pubblica.” (fonte: Wikipedia)

Ambientato nella Chicago della Grande Depressione Public Enemies sembra avere tutte le carte in regola per essere un gran bel film: la storia, l’ambientazione, il regista (Mann è uno dei miei preferiti) e gli attori Johnny Depp e Cristian Bale.

Johnny Depp, in particolare, ha dimostrato ancora una volta con questa interpretazione di essere uno dei migliori attori degli ultimi 15-20 anni.

Straordinario, camaleontico (provate a vedere quanto assomiglia fisicamente al vero Dillinger), eclettico come pochi, Johnny Depp è capace di passare con estrema facilità e bravura da Jack Sparrow della saga dei Pirati dei Caraibi, al diabolico barbiere di Sweeney Todd, dal bizzarro Willy Wonka de La fabbrica di cioccolato al Cappellaio Matto nell’attesissimo Alice nel paese delle meraviglie di Tim Burton.

Mi ha colpito molto una dichiarazione di Johhny Depp riguardo al lavoro da lui fatto per aderire al personaggio di John Dillinger: “Recitando nei suoi panni mi è sembrato di avere il suo stesso sangue, la sua figura mi ha ricordato quelle di mio padre e di mio nonno, e credo che lo stesso sentimento fosse vissuto dalla gente di allora. Era uno di quei personaggi che hanno vissuto senza compromessi, nel tempo in cui un uomo era un uomo“.

Ecco, questa frase finale più che un invito mi suona come un irresistibile richiamo ad andare a vedere il film.

White Rabbit – Jefferson Airplane (1967)

mercoledì, 8 luglio 2009

Ho sempre amato, sin da piccolo, la canzone White Rabbit dei Jefferson Airplane, famoso “gruppo rock statunitense di San Francisco, pioniere del movimento Acid rock e “bandiera” della fiorente scena musicale psichedelica che si sviluppò a San Francisco verso la metà degli anni sessanta.” (fonte : Wikipedia)

White Rabbit fu scritta in mezz’ora dalla cantante Grace Slick che trasse ispirazione dagli effetti psichedelici dell’LSD, allora molto popolare a San Francisco, dal Bolero di Maurice Ravel, e da Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll.

Il suo andamento sinuoso, ipnotico, psichedelico, un continuo crescendo dominato dalla ritmica e dalla chitarra, ma soprattutto dalla possente voce di Grace Slick è un piccolo capolavoro. E adesso che sto studiando la chitarra, devo dire che mi ci sto divertendo un mondo a improvvisarci di sopra.

Grace Slick  era una cantante di grande presenza scenica ed ex modella. Possedeva una voce da contralto potente e flessibile, era perfettamente a suo agio con la musica psichedelica del gruppo, ed era sorprendentemente affascinante, e la sua dinamicità sul palco incrementò fortemente l’impatto delle performance live.

Quella che vedete qui di seguito è la strepitosa performance live di White Rabbit effettuata al leggendario festival di Woodstock nell’agosto del 1969.


Jefferson Airplane – White Rabbit
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Un curioso avvenimento interessò la Slick all’epoca della presidenza Nixon:  invitata ad un party come ex compagna di college della figlia del Presidente, la Slick portò con sè un microgrammo di LSD, con l’intenzione di scioglierlo nel tè del presidente. Sfortunatamente per lei, fu bloccata all’ingresso da un agente dell’United States Secret Service che l’aveva riconosciuta, e così non poté mettere in atto il suo psichedelico piano. (Fonte: Wikipedia)

White Rabbit – Jefferson Airplane (lyrics)

One pill makes you larger
And one pill makes you small
And the ones that mother gives you
Don’t do anything at all
Go ask Alice
When she’s ten feet tall

And if you go chasing rabbits
And you know you’re going to fall
Tell ‘em a hookah smoking caterpillar
Has given you the call
Call Alice
When she was just small

When men on the chessboard
Get up and tell you where to go
And you’ve just had some kind of mushroom
And your mind is moving slow
Go ask Alice
I think she’ll know

When logic and proportion
Have fallen sloppy dead
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen’s “off with her head!”
Remember what the dormouse said
“Feed your head,  feed your head!”

Sogni

sabato, 4 luglio 2009

sogni-mare

«Se un uomo in sogno attraversasse il Paradiso
e gli dessero un fiore come prova d’esserci stato,
e al risveglio si trovasse con quel fiore in mano
…e allora?
»
(Samuel Taylor Coleridge) 

Stanotte ti ho sognata, dopo tanto tempo.

Eri giovane e bella come quando ti ho conosciuta. Eravamo in vacanza. Ti ho portata in riva al mare, calmo e solitario nella sua sterminata vastità.

Sotto la luce azzurra dell’alba ti ho raccontato con gioia delle nostre bambine, di come crescono bene, forti e serene. Ho visto nei tuoi occhi un’incontenibile felicità e  soddisfazione. Eri allegra e serena, orgogliosa.

Poi abbiamo riso e scherzato, spensierati, come due ragazzini in riva al mare.

Spiriti liberi.