Peperoncino Habanero, Rimbaud e la veggenza

 « Il s’agit d’arriver à l’inconnu
par le dérèglement de tous les sens»
Arthur Rimbaud

Stasera ho avuto un’esperienza multisensoriale – visiva, olfattiva, gustativa, tattile e anche uditiva – di quelle che mi mancavano. Vissuta con consapevolezza, ma anche con un pizzico d’incoscienza e senso della sfida da adolescente. Immaturo diranno in molti :-).

Ci ho scherzato un poco sopra, mi è venuto in mente, per un singolare gioco di associazioni, il celebre passo in cui Arthur Rimbaud, scrivendo una lettera a Georges Izambard, parla della necessità di farsi poeta e “veggente”, e di arrivare all’ignoto attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi.

Effettivamente dopo l’intensa e sregolata esperienza sensoriale, mi sono un po’ ritrovato ai confini della realtà. Ho avuto lacrime di piacere e c’è mancato poco che iniziassi a comporre versi densi di simbolismo oscuro e arcano, come un poeta maledetto e veggente della Parigi fascinosa della seconda metà dell’Ottocento.

In fondo se il mio amato Baudelaire ha composto i suoi I paradisi artificiali descrivendo le sensazioni provate dopo l’assunzione di hashish, oppio e vino, io potrei benissimo comporre i miei “Gli inferni artificiali” in preda alla piccantezza feroce del peperoncino Habanero.

Ma veniamo ai fatti. Oggi pomeriggio sono andato a fare la spesa al supermercato, e fra un settore e l’altro della frutta e verdura la mia attenzione è stata catturata in modo quasi istantaneo da un piccolo contenitore in plastica contenente dei bellissimi e coloratissimi peperoncini. Non potevo credere ai miei occhi, erano veramente i leggendari peperoncini piccanti della varietà Habanero, considerata fino a pochi anni fa la più piccante del mondo!

Ne avevo sempre sentito parlare ma non ero mai riusciti a trovarli e favoleggiavo sul loro gusto e la loro piccantezza. Adesso per meno di tre euro potevo portarmeli a casa. Ovviamente li ho comprati.

Stasera verso le nove, non avevo mangiato perchè non avevo fame, ho provato ad assaggiarne uno. Ho preso quello arancione, pensando fosse meno piccante del rosso. Ho scoperto in seguito, che quello arancione è il famigerato Habanero Orange, che molti sostengono sia più piccante dell’Habanero Red Savina (quello rosso nella foto) il peperoncino che deteneva il Guinness dei primati fino al 2007.

Avevo accanto un bicchiere con la birra. Ho preso il peperoncino fra le dita, l’ho guardato, l’ho odorato. Un profumo delizioso, dolce, simile all’albicocca, un aroma vanigliato, come di frutta esotica.

Poi, con la stessa determinazione e incoscienza con cui ci si può lanciare da un ponte a fare bungee jumping, l’ho addentato, per metà, come fosse una fragola carnosa e succulenta. Ne ho sentito la fragrante croccantezza e il suono particolare mentre si schiudeva fra i miei denti e la lingua.

Ne ho sentito il sapore, dolce, anche questo molto fruttato e aromatico, e dopo pochi secondi, non subito, ne ho avvertito finalmente la piccantezza. Forte, crescente, saliva e aumentava a ondate, persistente. L’ho masticato e ingoiato mentre sentivo un’ondata di calore salirmi in viso. Questo è quello che io chiamo “essere piccante, cazzo!” Dopo un po’ ho dato un secondo morso, più piccolo. Di nuovo quel sapore dolcissimo e particolarissimo. Il piccante non aumentava più di tanto. Oltre una certa soglia credo non si avverta più, come il dolore.

Ci ho bevuto sopra della birra. Lo so, avrei dovuto berci del latte, ma non ne avevo voglia. Tutto sommato, era sì molto piccante, ma temevo qualcosa di molto più forte e terrificante. Ovviamente a me piace molto il piccante e sono molto abituato. Credo che una persona normale avrebbe vomitato.

L’unico errore che ho fatto è stato quello di averlo mangiato a digiuno. Infatti, dopo più di un’ora, sentivo come un buco nello stomaco, e ho dovuto mangiare qualcosa.

Adesso quei peperoncini me li porto giù in Sicilia settimana prossima, visto che vado giù per un week end, e ne faccio seminare i semi da mia madre.

Peperoncini per intenditori e aspiranti suicidi. E poeti veggenti.

 

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0

Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

Be first to comment


*