Un nuovo inizio

Non so se i sogni premonitori esistano veramente, ma credo che quando lo stato di controllo della veglia si allenta e cede il passo al ribollire tumultuoso delle immagini che si agitano nel nostro inconscio, allora in quei casi riacquistiamo nuovamente quella capacità atavica e primordiale, quasi magica, di avvertire in anticipo, pre-sentendolo quello che sta per accaderci.

O forse ci predisponiamo in una tale modalità di ascolto profondo e di apertura verso la vita perché quello che vogliamo e desideriamo fortemente ci accada davvero.

L’inconscio si esprime per immagini – sosteneva Jung – e bisogna saperlo ascoltare.

A volte nella vita ci sono delle coincidenze misteriose e ineffabili che ci lasciano senza fiato e senza spiegazioni razionali, ma che nelle logiche misteriose che caratterizzano il funzionamento del nostro inconscio sono perfettamente chiare. Bisogna solo saperle ascoltare, senza remore, senza resistenze, e viverle nel senso più pieno della parola, con abbandono ed entusiasmo,  senza paura di aprirsi al futuro né di chiudere con il passato.

Adesso mi rendo conto che nel sogno che ho descritto in questo post e nell’interpretazione che ne ho dato, ho sentito chiaramente con quattro giorni di anticipo quello che stava per accadermi.

Quel sogno era prefigurazione di un grande cambiamento nella mia vita per cui ero pronto già da tempo, ma che adesso si stava per avverare.

Il mio corpo, il mio inconscio me lo comunicava sotto forma di immagini oniriche, ma il significato era chiarissimo. Energie profonde e potenti che si mettevano di nuovo in movimento per una nuova vita, un nuovo inizio luminoso e ricco di promesse. Che chiudevano un ciclo e ne aprivano un altro.

«Nella regione di Kamigata è diffuso una specie di cestino da pranzo intrecciato che si usa un solo giorno, nelle passeggiate campestri. Al ritorno i gitanti se ne liberano calpestandolo. La fine è importante in tutte le cose» (Hagakure)

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0

Sono un Project Manager con quasi 20 anni di esperienza nel settore web. Dal 2007 lavoro a Lugano, in Svizzera. Mi sono laureato in Lettere Moderne all'Università di Padova nel 1995, con una tesi in Storia e Critica del Cinema sul film 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick. Sono un appassionato di musica jazz, blues e rock. Mi interesso di fotografia, cinema, psicologia e filosofia.

3 Comments

  • Reply October 24, 2012

    Carlo

    di qualunque cambiamento si tratti, ti auguro sinceramente tutto il meglio.

  • Reply October 17, 2012

    siu

    Suscita in me un riverbero profondo quanto dici, e meglio non si potrebbe, sulle nostre modalità extra-razionali di conoscenza della realtà; e forse non avresti potuto scegliere una citazione finale migliore di questa dallo Hagakure, per condensare in un’immagine di rara incisività quel ciclo distruzione/rinnovamento che sempre dovremmo essere capaci di stimolare e agevolare, non fermandoci al piccolo o grande sussulto di dolore inevitabilmente legato al momento della distruzione (anche quando altro non è che pigrizia di fronte alla perdita di un’abitudine, per sterile che essa sia o sia diventata).
    Persone che dimostrino nei fatti una voglia e una capacità di rinnovarsi simili alle tue non s’incontrano facilmente, forse perchè altrettanto rari sono quelli che col passare del tempo non abbiano perso la capacità di ascoltarsi (lasciando nel loro sonno anestetico quelli che non l’hanno mai avuta).
    Con un occhio anche all’inevitabile apporto in humus prezioso di tutti i cestini precedentemente calpestati e distrutti, ti auguro il meglio per questo nuovo inizio!

  • Reply October 16, 2012

    carpina

    È meraviglioso poter essere partecipi di questo tuo profondo cambiamento, grazie ai tuoi poetici post.

    Mille splendidi auguri..

    Pina

Leave a Reply


*